
Un manichino con le fattezze di Donald Trump è stato dato alle fiamme durante il corteo organizzato a Milano in occasione dello sciopero transfemminista. L’episodio si è verificato nella mattinata di oggi nel corso della manifestazione che ha attraversato il centro della città, attirando l’attenzione per una protesta simbolica particolarmente dura.
Il gesto è stato compiuto nel corso di un flash mob in via Turati, a poca distanza dal consolato americano, dove alcuni manifestanti – in gran parte studenti – hanno inscenato la performance di protesta. Il manichino raffigurante l’ex presidente degli Stati Uniti indossava anche una spilla con la bandiera di Israele, elemento che ha ulteriormente caricato di significato politico la scena.
Durante l’azione dimostrativa è stato esposto uno striscione con la scritta “Se domani non torno, bruciate tutto”, slogan diventato simbolo delle mobilitazioni femministe contro la violenza di genere. Accanto allo striscione, i partecipanti hanno mostrato anche alcune immagini che ritraevano Donald Trump insieme a Jeffrey Epstein, il finanziere americano finito al centro di uno dei più grandi scandali giudiziari degli Stati Uniti.

Nel corso della protesta sono comparsi anche altri cartelli e slogan contro il patriarcato e la guerra. Tra le scritte esposte dai manifestanti si leggevano frasi come “War is patriarchy” e “Tutte le nostre vite valgono”, messaggi che hanno accompagnato il passaggio del corteo lungo le vie del centro cittadino.
La mobilitazione ha incluso anche un secondo flash mob, organizzato davanti all’ingresso dell’ospedale Fatebenefratelli. Qui alcune attiviste hanno sollevato le magliette mostrando il ventre su cui erano state disegnate lettere che componevano la frase “My body, my choice”, slogan storico delle battaglie per l’autodeterminazione e i diritti riproduttivi delle donne.
La manifestazione era partita da largo Cairoli, punto di ritrovo iniziale del corteo. In apertura è stato srotolato uno striscione polemico contro il ddl Bongiorno, accompagnato dalla scritta “Pronto Bongiorno? Solo un sì entusiasta è sì”, riferimento diretto alla proposta legislativa al centro del dibattito politico.

Il corteo ha poi proseguito attraversando diverse strade del centro di Milano, tra cori, cartelli e interventi al megafono. La presenza era composta soprattutto da studenti, collettivi femministi e attivisti dei movimenti sociali, riuniti per rivendicare diritti e denunciare violenze e discriminazioni.
Tra i banchetti improvvisati lungo il percorso della manifestazione era possibile acquistare acqua e altri prodotti destinati ai partecipanti. In particolare ha attirato l’attenzione la presenza della Gaza cola, bevanda simbolicamente legata alle campagne di solidarietà con la popolazione palestinese.
La protesta si è svolta nel clima delle mobilitazioni promosse per lo sciopero transfemminista, che ogni anno porta in piazza migliaia di persone in diverse città italiane. Anche a Milano la giornata è stata caratterizzata da azioni dimostrative, slogan politici e momenti simbolici che hanno segnato il percorso del corteo.


