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Erbil sotto attacco: droni colpiscono la base italiana, militari nel bunker. Nessun ferito

Pubblicato: 12/03/2026 06:13

Nella notte la guerra che attraversa il Medio Oriente ha sfiorato direttamente anche i soldati italiani. Due droni kamikaze hanno colpito la base italiana di Erbil, nel Kurdistan iracheno, centrando un’area interna del compound militare e provocando un incendio. Per diversi minuti nella base è scattato l’allarme massimo: i militari sono stati fatti scendere nei bunker di sicurezza, mentre le squadre antincendio intervenivano per spegnere le fiamme.

Secondo le prime informazioni diffuse dal governo, non ci sono feriti tra i militari italiani. L’episodio però conferma il clima di tensione crescente nella regione, mentre il conflitto con l’Iran continua a propagarsi su più fronti e a coinvolgere anche le installazioni occidentali in Iraq.

L’attacco con due droni alla base italiana

L’attacco è avvenuto alle 23.10 ora locale all’interno di Camp Singara, la base che ospita il contingente italiano a Erbil. I due droni hanno colpito l’area del bar-ristorante della base, un punto di ritrovo per i militari conosciuto come “Il Fortino”.

L’esplosione ha provocato un incendio che ha coinvolto almeno due veicoli militari. Le fiamme sono state contenute rapidamente grazie all’intervento delle squadre di emergenza della base, evitando che il rogo si propagasse alle altre strutture del compound.

La notizia è emersa inizialmente durante la trasmissione televisiva Realpolitik su Rete4, quando il deputato Angelo Bonelli ha letto in diretta un messaggio ricevuto dal ministro della Difesa Guido Crosetto: “Un missile ha colpito la nostra base di Erbil, non so ancora con che esito. Non ci sono vittime nel personale italiano”.

Il governo: militari al sicuro nel bunker

Dopo i primi momenti di allarme sono arrivati i contatti diretti con il comando della base. Il ministro Crosetto ha parlato personalmente con il comandante del contingente, il colonnello Stefano Pizzotti, che ha confermato che tutti i militari stanno bene.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato che i soldati italiani sono stati immediatamente fatti riparare nei bunker di sicurezza, misura standard prevista per gli attacchi con droni o missili. Anche il capo di Stato maggiore della Difesa, il generale Luciano Portolano, ha avviato contatti continui con la base per monitorare l’evoluzione della situazione.

Secondo quanto trapela da fonti del governo, la notizia avrebbe dovuto restare inizialmente riservata, almeno nelle prime fasi dell’emergenza, ma la lettura del messaggio in televisione ha reso pubblico l’episodio.

La città di Erbil è stata bersaglio nella stessa notte di una serie di attacchi con droni, con almeno 17 raid registrati secondo le autorità locali. I sistemi di difesa aerea hanno intercettato gran parte dei velivoli, limitando i danni.

Un drone kamikaze ha colpito anche l’area dell’aeroporto di Erbil, dove è presente una base statunitense, provocando un incendio. Frammenti di un drone abbattuto sono caduti sul tetto della Saad Abdullah Conference Hall, edificio utilizzato per le riunioni del governo regionale del Kurdistan, mentre un altro velivolo si è schiantato sul tetto di una casa causando ulteriori danni materiali.

La capitale del Kurdistan iracheno resta uno dei punti più sensibili della presenza occidentale in Iraq e uno degli obiettivi più esposti nella nuova fase della guerra in Medio Oriente.

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