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Netanyahu sfida l’Iran e parla al popolo: “La libertà si avvicina”. E avverte Hezbollah: “Pagherà un prezzo molto pesante”

Pubblicato: 12/03/2026 22:19

La guerra tra Israele e Iran entra in una nuova fase e il premier israeliano Benjamin Netanyahu decide di parlare direttamente al mondo e agli iraniani. Nella sua prima conferenza stampa dall’inizio del conflitto, il leader israeliano rivendica l’iniziativa militare e politica dello Stato ebraico, parla di alleanze regionali impensabili fino a poche settimane fa e lancia un messaggio diretto alla popolazione iraniana: la libertà, dice, non è più un’idea lontana, ma una possibilità concreta.

Secondo Netanyahu, l’offensiva israeliana avrebbe cambiato profondamente gli equilibri del Medio Oriente. Il premier sostiene che “questo non è più lo stesso Iran, non è più lo stesso Medio Oriente e non è più lo stesso Israele”, spiegando che la strategia adottata da Gerusalemme è quella di non attendere gli eventi ma di anticiparli, colpendo con una potenza che definisce senza precedenti. Il messaggio è chiaro: Israele intende mantenere l’iniziativa militare e politica nella crisi.

Netanyahu parla al popolo iraniano

Nel passaggio più politico della conferenza, Netanyahu si rivolge direttamente al popolo iraniano. Il premier afferma che il momento in cui gli iraniani potranno “uscire verso la libertà” si starebbe avvicinando, ma sottolinea che il destino del Paese dipenderà soprattutto dalle scelte degli stessi cittadini. Israele, spiega, può sostenere questo processo e creare le condizioni affinché il regime venga indebolito, ma la trasformazione dell’Iran dovrà arrivare dall’interno.

Il riferimento è alla crisi apertasi dopo l’uccisione della precedente Guida Suprema e all’ascesa di Mojtaba Khamenei, che Netanyahu attacca frontalmente definendolo un “burattino dei Pasdaran”. Secondo il premier israeliano, il vero potere a Teheran sarebbe ormai concentrato nelle mani dei Guardiani della Rivoluzione, mentre il nuovo leader religioso non avrebbe la forza politica per guidare il Paese.

Avvertimento a Hezbollah

Nella conferenza stampa Netanyahu dedica un passaggio anche al fronte libanese. Il premier afferma che Hezbollah sta già sentendo la forza della risposta israeliana e promette che l’organizzazione sciita “pagherà un prezzo molto pesante” per la sua aggressione.

Il leader israeliano insiste inoltre sulla cooperazione militare con gli Stati Uniti, che definisce senza precedenti. Secondo Netanyahu, i risultati ottenuti finora nella guerra rafforzerebbero la posizione di Israele come potenza militare dominante nella regione e starebbero aprendo spazi diplomatici nuovi.

È in questo contesto che il premier parla di “nuove alleanze nella regione”, accordi che, a suo dire, fino a poche settimane fa sarebbero stati considerati impossibili. Un segnale che, dietro la guerra, si starebbe muovendo anche una ridefinizione degli equilibri politici del Medio Oriente.

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