Vai al contenuto

Guerra in Iran, Trump respinge offerte mediazione: “Li abbiamo sconfitti, ora coalizione per Hormuz”

Pubblicato: 14/03/2026 23:03

La guerra tra Stati Uniti, Iran e Israele entra in una fase ancora più pericolosa. Nella notte il presidente americano Donald Trump ha annunciato un massiccio raid aereo sull’isola iraniana di Kharg, principale terminale petrolifero della Repubblica islamica e snodo strategico dell’export energetico di Teheran. Secondo Washington l’operazione avrebbe distrutto gli obiettivi militari presenti sull’isola, evitando però – almeno per ora – le infrastrutture petrolifere. Il messaggio politico e militare lanciato dalla Casa Bianca è chiaro: se l’Iran continuerà a bloccare o minacciare il traffico nello Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti sono pronti a colpire direttamente le reti petrolifere iraniane. Trump ha annunciato anche che la Marina americana inizierà a scortare le petroliere che attraversano lo stretto, il passaggio marittimo attraverso cui transita circa il 20% della produzione mondiale di idrocarburi e si è augurato che “altri inviino navi a Hormuz”. Da Londra arriva la notizie che la Gran Bretagna sta valutando l’invio di navi militari nel Golfo. Gli Emirati Arabi Uniti denunciano attacco contro il consolato Usa e Erbil. Nel frattempo, Trump ha fatto sapere di non essere disposto a negoziare. La stessa risposta è arrivata dall’Iran. In serata, droni hanno colpito l’aeroporto internazionale di Kuwait City, mentre il presidente Usa è tornato a parlare sul Social Truth affermando di aver sconfitto l’Iran, “militarmente, economicamente annientato”.

23:03 – Ufficio di Netanyahu: “Fake news sui social sulla sua morte, sta bene”
L’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha smentito le notizie circolate sui social media secondo cui il leader israeliano sarebbe stato ucciso o gravemente ferito in un raid iraniano, in risposta agli attacchi statunitensi e israeliani.
Secondo quanto riferito, alcune voci diffuse online parlavano di un presunto attentato o di un attacco che avrebbe colpito il premier. Un corrispondente dell’agenzia Anadolu ha chiesto chiarimenti direttamente all’ufficio del primo ministro.
La risposta è stata netta: “Si tratta di notizie false; il Primo Ministro sta bene”, hanno dichiarato fonti dell’ufficio di Netanyahu, smentendo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore.

22:36 – Iran: attacco con droni alla base militare presso l’aeroporto di Baghdad
Un attacco con droni ha preso di mira il complesso aeroportuale di Baghdad, che ospita una base militare e una sede diplomatica degli Stati Uniti.
Secondo quanto riferito da una fonte della sicurezza all’Afp, i droni avrebbero puntato direttamente contro la base militare, ma sarebbero stati abbattuti appena fuori dal perimetro del complesso. L’area in passato ospitava anche truppe della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti, impegnate nella lotta contro il jihadismo.
Una seconda fonte ha aggiunto che uno dei droni è precipitato all’esterno dell’area aeroportuale, provocando un vasto incendio. Al momento non sono state segnalate vittime e non sono arrivate conferme ufficiali sull’entità dei danni.

22:08 – Iran: Pasdaran, “missili contro base Usa in Arabia Saudita”
I Guardiani della Rivoluzione iraniani (Pasdaran) hanno rivendicato un attacco missilistico contro la base delle forze statunitensi di Al-Kharj, in Arabia Saudita. Secondo quanto riferito in una nota diffusa dagli stessi Pasdaran, la struttura militare colpita sarebbe utilizzata per equipaggiare caccia F-35 e F-16 e come deposito di serbatoi di carburante.
Al momento non è arrivata una conferma immediata dell’attacco da parte delle autorità saudite. Tuttavia, in precedenza il ministero della Difesa dell’Arabia Saudita aveva annunciato di aver intercettato sei missili balistici diretti verso Al-Kharj.

20:39 – Trump: “Li abbiamo sconfitti. Ora coalizione per lo Stretto di Hormuz”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che gli Usa hanno “sconfitto e annientato completamente l’Iran, militarmente, economicamente e in ogni altro modo”, ma ha aggiunto che la tutela dello Stretto di Hormuz dovrebbe essere una responsabilità condivisa.
In un messaggio pubblicato sul social Truth, Trump ha scritto che i Paesi che ricevono petrolio attraverso lo stretto devono occuparsi della sicurezza del passaggio marittimo, assicurando comunque che gli Stati Uniti daranno “un contributo considerevole”.
Il presidente ha inoltre spiegato che Washington si coordinerà con i Paesi coinvolti affinché tutto proceda “rapidamente, senza intoppi e con successo”, aggiungendo che questa collaborazione potrebbe contribuire a rafforzare sicurezza e stabilità internazionale.

20:21 – Trump: “La sicurezza dello Stretto doveva essere uno sforzo collettivo”
In un altro messaggio pubblicato su Truth, Trump ha ribadito che la protezione dello Stretto di Hormuz avrebbe dovuto essere fin dall’inizio un’iniziativa condivisa a livello internazionale.
Secondo il presidente, la nuova fase di cooperazione tra i Paesi interessati rappresenta un’iniziativa capace di unire il mondo nel segno dell’armonia, della sicurezza e di una pace duratura. Gli Stati Uniti, ha aggiunto, lavoreranno insieme ai partner coinvolti per garantire che le operazioni e il traffico energetico attraverso lo stretto possano procedere con rapidità, fluidità e successo.

20:25 – Iran, droni colpiscono l’aeroporto di Kuwait City
Alcuni droni hanno colpito l’aeroporto internazionale di Kuwait City, lo annuncia l’autorità per l’aviazione civile.

 

19:30 – Ambasciata Usa in Iraq: “Americani lasciate immediatamente il Paese”
L’ambasciata americana in Iraq ha esortato tutti i cittadini americani a lasciare immediatamente il Paese, dopo l’attacco missilistico contro l’edificio della sede diplomatica avvenuto la notte scorsa: “I cittadini americani che scelgono di restare sono fortemente incoraggiati a ripensarci alla luce della significativa minaccia posta dalle milizie terroristiche filoiraniane”.

18:30 – Trump respinge offerte mediazione, no anche da Iran
Donald Trump ha respinto gli sforzi degli alleati mediorientali, tra cui l’Oman, per avviare negoziati volti a porre fine alla guerra con l’Iran. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Reuters. Secondo due fonti iraniane di alto livello, anche Teheran ha rifiutato qualsiasi possibilità di cessate il fuoco finchè non cesseranno gli attacchi da parte di Stati Uniti e Israele.

18:10 – Colpita una fabbrica: almeno 15 morti
Un attacco condotto da Stati Uniti e Israele contro la città industriale di Isfahan, nell’Iran centrale, ha causato la morte di almeno 15 persone e il ferimento di diverse altre.

18:05 – Uccisi a Teheran due capi dell’intelligence appena nominati
L’aeronautica militare, sotto la precisa direzione della Direzione dell’Intelligence, ha condotto ieri un attacco mirato a Teheran, uccidendo Abdullah Jalali-Nassab e Amir Shariat, alti funzionari del servizio di intelligence del comando di emergenza Khatem al-Anbiya, direttamente subordinato al leader del regime terroristico iraniano.

17:45 – Droni su base aerea Usa
Due droni hanno preso di mira una base aerea in Kuwait che ospita personale militare statunitense, ferendo alcuni militari kuwaitiani e causando danni: “Tre membri delle forze armate hanno riportato ferite lievi”.

17:19 – Iran, Regno Unito: “Valutiamo opzioni sull’invio di navi da guerra nello Stretto di Hormuz”
Il Regno Unito sta valutando diverse possibilità dopo l’appello del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha invitato vari Paesi a inviare navi da guerra nello Stretto di Hormuz per garantire la sicurezza della navigazione.
“Come abbiamo già detto in precedenza, stiamo discutendo con i nostri alleati e partner una serie di opzioni per assicurare la sicurezza della navigazione nella regione”, ha dichiarato un portavoce del ministero della Difesa britannico, citato da Sky News. L’ipotesi di una presenza militare internazionale nello stretto arriva mentre cresce la tensione nel Golfo Persico, uno dei principali snodi strategici per il traffico mondiale di petrolio.

16:39 – Media: possibili colloqui diretti Israele-Libano nei prossimi giorni
Rappresentanti di Israele e Libano potrebbero incontrarsi nei prossimi giorni per avviare una serie di colloqui diretti. Lo riporta il quotidiano Haaretz, citando due fonti a conoscenza dell’iniziativa diplomatica.
Secondo una delle fonti, i negoziati per la parte israeliana dovrebbero essere guidati da Ron Dermer, ex ministro a cui il primo ministro Benjamin Netanyahu ha affidato il cosiddetto “portafoglio Libano”.
Nell’iniziativa sarebbero coinvolti anche gli Stati Uniti: per Washington parteciperebbe Jared Kushner, genero dell’ex presidente Donald Trump. Una seconda fonte ha indicato che i colloqui potrebbero svolgersi a Cipro o a Parigi, con Cipro attualmente considerata la sede più probabile.

15:48 – Idf: comandante dei Pasdaran ucciso in un raid aereo in Libano
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano di aver ucciso un altro comandante legato al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (Pasdaran) durante un attacco aereo condotto in Libano nei giorni scorsi.
Secondo quanto riportato dal Times of Israel, la vittima sarebbe Hisham Abd al-Karim Yassin.
Per l’esercito israeliano l’uomo ricopriva un ruolo di rilievo: sarebbe stato infatti un “comandante chiave” nell’unità di comunicazione di Hezbollah e coinvolto anche nel Corpo palestinese della Forza Quds, il ramo delle operazioni esterne dei Pasdaran.

15:12 – Trump: “Spero che altri Paesi inviino navi da guerra nello Stretto di Hormuz”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di aspettarsi che diversi Paesi inviino navi militari nello Stretto di Hormuz per garantire la sicurezza della navigazione nella regione.
“Si spera che Cina, Francia, Giappone, Corea del Sud, Regno Unito e altri Paesi, che sono colpiti da questa restrizione artificiale, inviino navi nella zona in modo che lo Stretto di Hormuz non rappresenti più una minaccia da parte di una nazione che è stata totalmente decapitata”, ha scritto Trump sulla piattaforma Truth.
Il presidente ha aggiunto che, nel frattempo, gli Stati Uniti continueranno le operazioni militari contro l’Iran, affermando che Washington bombarderà la costa e proseguirà con azioni navali contro imbarcazioni iraniane. “In un modo o nell’altro, presto renderemo lo Stretto di Hormuz aperto, libero e sicuro”, ha concluso Trump.

15:10 – Iran: “Ucraina obiettivo legittimo, aiuta Israele”
Il presidente della Commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del Parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, ha affermato che l’Ucraina è un obiettivo legittimo in quanto ha cercato di aiutare Israele.

14.30 – Drone abbattuto causa incendio al porto di Fujairah
Le autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno riferito di un incendio scoppiato presso il porto di Fujairah a seguito dell’intercettazione di un drone; sebbene le immagini mostrino dense colonne di fumo nero, non si registrano vittime. L’episodio si inserisce in un contesto di forte tensione in Medio Oriente, segnato da dichiarazioni bellicose di Donald Trump verso l’Iran, attacchi nell’area di Dubai Marina e una situazione di generale instabilità che sta trasformando le metropoli del Golfo in città fantasma.

14.00 – Emirati: “Colpito il consolato Usa a Erbil”
Gli Emirati Arabi Uniti denunciano attacco contro il consolato Usa a Erbil, nel Kurdistan iracheno, che ha fatto due feriti.

11.53 – Katz: “La guerra con l’Iran si intensifica, verso la fase decisiva”
“La battaglia contro l’Iran si sta intensificando e stiamo entrando nella fase decisiva che continuerà finché sarà necessario. Solo il popolo iraniano può porre fine a tutto questo con una lotta determinata, fino al rovesciamento del regime terroristico”, ha detto il ministro della Difesa israeliano Israel Katz.

08.58 – Colpita ambasciata Usa a Baghdad
Un attacco di droni ha preso di mira l’ambasciata statunitense a Baghdad all’alba di sabato, ha detto un alto funzionario della sicurezza irachena. Un giornalista dell’Afp ha visto del fumo nero levarsi sopra il complesso diplomatico nel cuore della capitale. «Un drone ha colpito l’ambasciata», ha detto il funzionario della sicurezza all’AFP. Un secondo funzionario della sicurezza ha confermato l’attacco all’ambasciata. L’attacco segue una serie di attacchi contro un influente gruppo armato filo-iraniano prima dell’alba di sabato, che hanno causato due morti nella capitale irachena, secondo fonti della sicurezza.

08.45 Pianificata invasione in Libano di Israele
Israele sta pianificando di espandere significativamente la sua operazione di terra in Libano, con l’obiettivo di conquistare l’intera area a sud del fiume Litani e smantellare le infrastrutture militari di Hezbollah. E’ quanto rivela Axios citando funzionari israeliani e americani. “Faremo quello che abbiamo fatto a Gaza”, ha dichiarato un alto funzionario israeliano al giornalista Barak Ravid, facendo riferimento alla demolizione degli edifici che, secondo Israele, Hezbollah utilizza per immagazzinare armi e lanciare attacchi. Si tratterebbe della più grande invasione di terra da parte dell’Idf dal 2006 e potrebbe portare a una prolungata occupazione del sud del Paese dei Cedri.

08.21 – Nessun danno alle infrastrutture a Kharg
L’agenzia di notizie iraniane Fars asserisce che non ci sono stati danni alle infrastrutture petrolifere sull’isola iraniana di Kharg, dopo che Donald Trump aveva annunciato la distruzione di obiettivi militari. Fonti sul posto citate dalla Fars riferiscono di almeno 15 esplosioni che hanno fatto seguito agli attacchi, i quali hanno preso di mira una postazione di difesa aerea, una base navale, la torre di controllo dell’aeroporto e l’hangar per elicotteri di una compagnia petrolifera offshore.

05:42 – Trump: l’Iran vuole accordo ma non quello Usa
“I media delle fake news odiano raccontare quanto bene l’esercito degli Stati Uniti si sia comportato contro l’Iran, totalmente sconfitto e ora desideroso di un accordo, ma non un accordo che io accetterei”. Così il presidente americano Donald Trump sul social Truth dopo gli attacchi sull’isola di Kharg. Secondo Washington l’operazione avrebbe distrutto tutti gli obiettivi militari presenti sull’isola senza colpire le infrastrutture petrolifere.

03:57 – Baghdad, esplosioni vicino all’ambasciata Usa
Una serie di esplosioni è stata registrata nella notte a Baghdad. Fonti locali riferiscono che un missile avrebbe colpito un elicottero all’interno del compound dell’ambasciata americana, da cui si è alzata una colonna di fumo. Non è chiaro al momento se vi siano vittime o feriti.

03:21 – Iran minaccia di colpire le reti petrolifere legate agli Usa
Teheran ha reagito duramente ai raid statunitensi minacciando la distruzione delle infrastrutture energetiche legate agli Stati Uniti in tutto il Medio Oriente. “Tutte le infrastrutture petrolifere, economiche ed energetiche appartenenti a compagnie della regione che collaborano con Washington saranno distrutte e ridotte in cenere”, ha dichiarato un portavoce del comando centrale iraniano.

00:37 – Trump: Hormuz libero o colpiremo il petrolio iraniano
Il presidente americano ha avvertito che la decisione di non colpire le infrastrutture petrolifere sull’isola di Kharg potrebbe cambiare rapidamente. “Se l’Iran o altri interferiranno con il passaggio libero e sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz, riconsidererò immediatamente questa scelta”.

00:19 – La Marina Usa scorterà le petroliere nello Stretto di Hormuz
Gli Stati Uniti si preparano a garantire la sicurezza del traffico energetico nel Golfo. Trump ha annunciato che la Marina americana inizierà molto presto a scortare le petroliere che attraversano lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico attraverso cui transita circa un quinto della produzione mondiale di petrolio.

00:14 – Trump: l’Iran non avrà mai l’arma nucleare
“L’Iran non avrà mai un’arma nucleare né la capacità di minacciare gli Stati Uniti, il Medio Oriente o il resto del mondo”. Con queste parole il presidente americano ha rilanciato la linea dura contro il regime di Teheran, invitando l’esercito iraniano a deporre le armi.

00:09 – Raid Usa sull’isola iraniana di Kharg
“Pochi istanti fa, su mio ordine, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha eseguito uno dei più potenti raid aerei nella storia del Medio Oriente, annientando completamente gli obiettivi militari sull’isola di Kharg“. Lo ha scritto Donald Trump sul social Truth riferendosi all’isola da cui passa circa l’80% dell’export petrolifero iraniano.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 14/03/2026 23:47

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure