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Guerra, detriti di razzi finiscono su base italiana in Libano. Drone colpisce hotel a Baghdad: dentro c’è personale italiano

Pubblicato: 16/03/2026 22:30

L’escalation della guerra in Iran si allarga su più fronti mentre cresce la tensione tra Stati Uniti ed Europa. Donald Trump avverte gli alleati: se la Nato non sosterrà lo sforzo militare americano nello Stretto di Hormuz, l’alleanza avrà un “futuro molto negativo”. Il presidente Usa insiste sulla necessità di una coalizione internazionale per garantire la sicurezza della rotta petrolifera più importante del mondo, ma diversi Paesi europei e asiatici frenano. Intanto la crisi si riflette sui trasporti e sui mercati: i voli sono stati sospesi all’aeroporto di Dubai dopo un incendio causato da un drone vicino allo scalo, mentre il petrolio resta volatile. Dal fronte mediorientale arrivano segnali di un conflitto destinato a durare: Israele avverte che la guerra non finirà presto, mentre l’esercito continua a colpire obiettivi iraniani e delle milizie alleate nella regione. In Libano intanto è partita un’operazione di terra. Proprio in Libano i detriti di razzi sono caduti su una base italiana e un militare lamenterebbe un dolore all’occhio ma sarebbe stato immediatamente soccorso. Un drone, invece, ha colpito un hotel a Baghdad. Dentro c’era personale italiano, che non avrebbe riportato gravi conseguenze. Attualmente sono nel bunker.

22.30 – Hotel colpito da drone in Iraq, a fuoco il tetto: dentro ci sono italiani
Nella tarda serata – informa il ministero della Difesa – un drone ha colpito a Baghdad un hotel dove alloggiava anche personale italiano, che è attualmente in sicurezza e non è stato coinvolto nell’esplosione. Il personale italiano si trova attualmente nel bunker.

22.00 – Bombardato quartier generale Marina Pasdaran
L’aviazione israeliana ha bombardato il quartier generale della Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche a Teheran. Lo afferma l’Idf.

21.25 – Meloni: “Intervenire a Hormuz sarebbe fare passo avanti verso coinvolgimento”
La premier Giorgia Meloni è intervenuta a Quarta Repubblica: “Intervenire nello stretto di Hormuz con le navi militari italiane significherebbe oggettivamente fare un passo in avanti nel coinvolgimento. Quello che noi possiamo fare adesso è rafforzare Aspides, quindi parliamo del Mar Rosso. Le basi militari italiane nell’area del Golfo sono oggi ovviamente il primo problema principale del quale mi occupo, anche perché la riforma della giustizia l’ho già fatta, insomma più di parlarne non posso fare. Chiaramente c’è un tema di monitoraggio, di attenzione verso i nostri militari che sono molti nell’area, particolarmente per quello che riguarda Erbil e il Kuwait, anche se i militari sono stati ridotti e sono rimasti quelli strettamente necessari a far camminare missioni che, dobbiamo ricordare, sono importanti, sono missioni contro il terrorismo, internazionali. Perché è molto importante secondo me la nostra solidarietà in questo momento e la nostra presenza per i Paesi del Golfo che sono nostri partner strategici e perché noi in quella zona, in quell’area abbiamo decine di migliaia di italiani. Lavoriamo per una de-escalation, cioè per fare in modo che la guerra possa terminare e possa tornare la diplomazia”.

21.10 – Teheran: “Se Usa mandano truppe di terra sarà un altro Vietnam”
Il viceministro degli Esteri iraniano ha lanciato un duro monito agli Stati Uniti di Donald Trump affermando che gli americani affronteranno un altro Vietnam nel caso di invio di truppe di terra nel conflitto in Medio Oriente: “Un intervento di terra sarebbe del tutto illegale ma noi siamo comunque pronti a difenderci”. Il viceministro ha sottolineato che l’Iran è disposto a combattere finché necessario e che il Paese non è attualmente concentrato su una soluzione diplomatica.

20.55 – Media: “Forte esplosione in centro a Baghdad”
Una forte esplosione è stata avvertita in centro a Baghdad, all’interno della Zona verde. Lo rende noto l’Afp

20.20: Telegraph: “Mojtaba scampato a raid mortale per secondi”
La nuova guida suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei sarebbe scampato ad un raid mortale condotto da Stati Uniti e Israele contro il complesso della guida suprema a Teheran perchè si trovava fuori dall’edificio pochi minuti prima dell’impatto dei missili. È quanto emerso da un audio trapelato citato dal quotidiano britannico The Telegraph, che ricostruisce per la prima volta nei dettagli l’attacco del 28 febbraio.

20.05 – Detriti di razzi su base italiana Unifil in Libano
Nel tardo pomeriggio di oggi, nella base Unifil di Shama nel sud del Libano, sede del Comando del Settore Ovest a guida italiana, sono caduti alcuni detriti verosimilmente provocati da razzi intercettati in aria dai sistemi antimissile israeliani. Soltanto un militare italiano avrebbe riportato ferite. Il militare avrebbe lamentato un dolore all’occhio pur non avendo ferite e sarebbe stato immediatamente soccorso e assistito dal personale sanitario della base. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è in contatto con il Capo di Stato maggiore della Difesa, con il Comando operativo di vertice interforze e con il comandante del contingente italiano di Unifil per ricevere continui aggiornamenti sulle condizioni del personale militare e sulla situazione in corso.

19.50: Drone contro giacimento petrolifero di Shah ad Abu Dhabi: terribile incendio
Le autorità di Abu Dhabi stanno affrontando un incendio nel giacimento petrolifero e di gas di Shah causato da un attacco con drone, e hanno dichiarato che finora non sono stati segnalati feriti.

19.35: Trump: “Ho chiesto aiuto ad altri Paesi solo per vedere come reagiscono”
Donald Trump ha spiegato di aver chiesto ad altri Paesi di fornire il loro aiuto nello Stretto di Hormuz “non perché abbiamo bisogno di loro, ma perché voglio vedere come reagiscono”. Il presidente americano ha dunque ribadito che gli Stati Uniti proteggono sempre gli altri paesi ma questi non lo fanno a loro volta quando è il momento del bisogno: “Ho sempre pensato che questa fosse una debolezza della Nato, il nostro compito era proteggerli. Ma ho sempre detto che, quando avremo bisogno di aiuto, loro non ci proteggeranno”. Il presidente ha poi ribadito che loro non hanno bisogno di alcun aiuto: “Abbiamo costruito il più grande esercito del mondo e proteggiamo le persone. Se avessimo bisogno delle loro navi posamine o di qualsiasi altra cosa, di qualsiasi mezzo che potrebbero avere a causa di una situazione in cui si trovano, dovrebbero venire subito ad aiutarci perché noi li abbiamo aiutati per anni”.

19.20: Trump: “Arma atomica? Israele non lo farebbe mai”
“Israele non lo farebbe. Israele non lo farebbe mai”, così il presidente americano Donald Trump ha risposto a chi gli chiedeva di commentare le parole del suo consigliere sull’intelligenza artificiale, David Sacks, favorevole a proclamare rapidamente vittoria contro l’Iran, pena il rischio di rimanere invischiati in un conflitto prolungato in cui Israele potrebbe benissimo usare l’arma nucleare. 

18.24 “Colpito centro di comando”
Le forze armate israeliane hanno annunciato di aver colpito un centro di comando dell’intelligence iraniana situato nello stesso complesso della compagnia elettrica nel cuore di Teheran. “Il regime iraniano integra i suoi centri di comando all’interno di infrastrutture civili, secondo una prassi ricorrente che prevede il posizionamento strategico di infrastrutture militari in aree densamente popolate”, ha denunciato l’Idf in una nota.

17.20 Minacce alle aziende Usa
I Guardiani della rivoluzione in Iran minacciando di colpire “presto” le compagnie Usa basate nella regione e sollecitano i dipendenti di tali aziende ad abbandonare “immediatamente” i siti, si legge sull’agenzia Sepah, sito di notizie associato al corpo. Nei giorni scorsi l’agenzia Tasnim aveva pubblicato un elenco dei possibili bersagli di Teheran, fra cui gli uffici di Amazon, Google, Microsoft e Nvidia nei Paesi del Golfo.

17.08 Trump: “Potrei colpire l’isola”
Donald Trump
 minaccia di colpire nuovamente l’isola di Kharg. In un’intervista di tre minuti a Pbs, il presidente degli Stati Uniti ha riferito di “averglielo detto apertamente: la distruggerò completamente”. Trump ha quindi spiegato che il precedente attacco all’isola ha distrutto tutti gli obiettivi militari. “E’ morta dal punto di vista militare”, ha riferito, mettendo in evidenza che gli Stati Uniti non si sono nemmeno avvicinati alle infrastrutture militari.


16.50 Israele non esclude l’invio di navi a Hormuz 
Il governo israeliano non ha escluso l’ipotesi di inviare delle proprie unità navali in appoggio alla Marina statunitense per la riapertura dello Stretto di Hormuz, e si aspetta che altri Paesi facciano altrettanto: lo ha dichiarato l’Ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, Danny Danon. “Non lo escludo. Comprendiamo la necessità di sostenere gli sforzi degli Stati Uniti, che dovrebbe essere uno sforzo globale”, ha proseguito Danon rispondendo a una domanda sulla possibilità di un invio di navi israeliane. Danon ha infine sottolineato che il blocco della navigazione nello Stretto di Hormuz è un problema che riguarda non solo Israele e gli Stati Uniti: “Mi aspetto che gli altri Paesi si rendano conto di non potersi nascondere”.

16.00 Missile vicino l’ufficio di Netanyahu
Nell’ultimo attacco lanciato dall’Iran, una grossa scheggia di missile è caduta vicino all’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu a Gerusalemme, le foto sono state diffuse dai soccorritori. I vigili del fuoco hanno anche pubblicato l’immagine di un enorme frammento di missile lanciato dall’Iran e caduto su un’abitazione a Gerusalemme. Colpita anche la sede di una grande scuola ebraica. I soccorritori riferiscono che nell’area della Città Santa un uomo di 42 anni è stato ferito da schegge incandescenti e ha riportato ustioni.

15.35 Trump: “L’Iran non è pronto a un accordo”
Il presidente americano, Donald Trump, ha affermato – in un’intervista a Pbs – che “l’Iran non è pronto a un accordo”. Ha confermato tuttavia che “la guerra finirà presto” e che “i prezzi del petrolio crolleranno immediatamente non appena sarà finita”.

14.55 Iran: udite esplosioni a Gerusalemme, ‘missili intercettati’
Alcune esplosioni sono state udite a Gerusalemme, dove sono risuonate le sirene di allarme dopo che l’esercito israeliano ha annunciato di aver rilevato un nuovo lancio di missili dall’Iran. Lo hanno riferito giornalisti dell’agenzia Afp sul posto, mentre le Idf hanno dichiarato di aver “identificato missili lanciati dall’Iran in direzione del territorio” israeliano, precisando che i sistemi di difesa antiaerea sono stati attivati per intercettarli. La maggior parte dei missili lanciati dall’Iran contro Israele viene intercettata dalla difesa antiaerea, ma i detriti o i proiettili che cadono a terra a volte hanno causato feriti e danni. In totale, 12 persone sono state uccise in Israele dall’inizio della guerra contro l’Iran il 28 febbraio.

14.15 Fortissime esplosioni a Doha
Forti esplosioni sono state udite a Doha intorno alle 15:30 ora locale (le 13:30 in Italia). Lo riferisce Doha News. I residenti in Qatar avevano ricevuto poco prima un avviso di emergenza che li esortava a rimanere in casa.

14.00 Distrutto centro satellitare
L’esercito israeliano ha annunciato di avere distrutto un centro spaziale iraniano nel cuore di Teheran. Il sito, si legge in un post dell’Idf, “era utilizzato per sviluppare capacità di attacco ai satelliti nello spazio” e rappresentava “una minaccia per i satelliti del governo israeliano, nonchè per le risorse spaziali di altri paesi in tutto il mondo”. Nel centro si sviluppavano programmi militari “tra cui quello del satellite Chamran 1” che era stato costruito “dalle industrie elettroniche del ministero della Difesa iraniano e lanciato nello spazio dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie nel settembre del 2024”, riferisce ancora la nota.

12.26 Uccisi due bambini
E’ di 4 uccisi tra cui due bambini il bilancio di un raid aereo di Israele nel sud del Libano, secondo quanto riferisce il ministero della sanità libanese citato dall’agenzia governativa Nna. Le fonti precisano che il bombardamento di Israele è avvenuto a Qantara, località nel settore centrale del fronte di guerra con Hezbollah.

12.20 Cremlino: “Khamenei a Mosca per cure? No comment”
Il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, ha rifiutato di commentare le indiscrezioni del quotidiano kuwaitiano Al-Jarida secondo cui la nuova Guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, sarebbe stato portato a Mosca per cure mediche. “Non commentiamo tali notizie”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino, citato dall’agenzia russa Tass. Il quotidiano aveva sostenuto che Mojtaba Khamenei fosse già stato sottoposto a un intervento chirurgico in una clinica privata. Le autorità iraniane in precedenza avevano confermato che la nuova Guida suprema era rimasta ferita, ma avevano assicurato che le sue condizioni erano buone e che era al sicuro.

11.57 “Iniziata l’operazione di terra in Libano”
Filmato di Hezbollah mostra un tank israeliano sotto attacco in LibanoUn filmato pubblicato poco fa da Hezbollah mostra un combattente libanese sparare un razzo anti-carro contro un Merkava, il temibile tank israeliano, nel sud del Libano, nei pressi della località frontaliera di Markaba secondo la didascalia del video diffuso dal Partito di Dio stamani tramite i social e i media libanesi. “Difendiamo il Libano e il suo popolo”, recita il logo al termine del breve filmato.

11.30 Idf: “Distrutto aereo usato da Ali Khamenei nell’attacco all’aeroporto di Teheran”
L’aeronautica israeliana ha colpito e distrutto l’aereo dell’ex Guida suprema iraniana Ali Khamenei all’aeroporto di Mehrabad a Teheran. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno affermato che l’aereo era stato utilizzato da Khamenei e da altri alti funzionari iraniani “per promuovere gli appalti militari e gestire le relazioni con i paesi dell’Asse attraverso voli nazionali e internazionali”. L’esercito ha aggiunto che la distruzione di questa “risorsa strategica” rappresenta un duro colpo per le “capacità di coordinamento” dell’Iran con i gruppi per procura, per il suo “rafforzamento della potenza militare e per le capacità di riabilitazione del regime”. Lo riporta il Times of Israel.

11.15 Idf: “Nuova ondata attacchi a Teheran, Shiraz e Tabriz”
Le forze israeliane hanno annunciato di avere dato il via “a una vasta ondata di attacchi” in Iran. Obbiettivi, si legge in una nota, “le infrastrutture del regime terroristico iraniano a Teheran, Shiraz e Tabriz”.

10.34 – Bombe su una scuola: l’annuncio in Iran
Le forze americane e israeliane hanno attaccato un’altra scuola in Iran. Lo riferiscono i media statali. Nel mirino un istituto di Khomeyn, nella provincia centrale di Markazi. Nei primi giorni della guerra, le forze alleate hanno bombardato una scuola di Minab: oltre 170 i bambini morti.

09.04 – Minacce a chi collabora con Iran International
L’esercito iraniano ha ammonito i paesi della regione a non collaborare con il canale televisivo Iran International, con sede a Londra, poichè le infrastrutture utilizzate per supportare l’emittente saranno considerata un obiettivo militare. “Utilizzando le capacità satellitari e l’infrastruttura mediatica di alcuni paesi della regione”, il canale “crea tensioni e fabbrica false narrazioni al fine di servire gli obiettivi dell’America criminale e del regime sionista”, ha dichiarato il centro di comando congiunto di Khatam al-Anbiya in un comunicato. 

08.51 – Kallas: “Hormuz non è nell’area della Nato”
L’Alta rappresentante per la Politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, all’arrivo al Consiglio Esteri Ue, ha dichiarato: “Dobbiamo prima discutere cosa gli Stati membri sono disposti a fare nello Stretto di Hormuz. C’è anche la discussione che potrebbe esserci un intervento quando i grandi combattimenti saranno finiti. Ma naturalmente c’è la necessità di riaprire lo Stretto di Hormuz ora. Quindi ne discuteremo oggi”. Poi ha aggiunto: “Siamo stati in contatto con la Nato in precedenza, ma questo è davvero al di fuori dell’area di intervento della Nato. Per questo abbiamo l’operazione Aspides, e ci sono Stati membri disposti a contribuire, sia nella ‘coalizione dei volenterosi’ sia nell’operazione stessa, ma si tratta di un’area al di fuori dei territori della Nato. Non ci sono paesi Nato nello Stretto di Hormuz”.

07.51 – Partita operazione di terra in Libano
Il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane ha annunciato ufficialmente l’avvio di un’operazione di terra mirata nel Libano meridionale. “Le forze della 91 Divisione hanno avviato nei giorni scorsi un’operazione di terra mirata, con l’obiettivo di colpire obiettivi chiave nel Libano meridionale per ampliare la zona di difesa avanzata. Questa operazione rientra nell’ambito degli sforzi volti a stabilire una difesa avanzata, che comprende la distruzione delle infrastrutture terroristiche e l’eliminazione dei terroristi operanti nella zona, al fine di rimuovere le minacce e creare un ulteriore cuscinetto di sicurezza per i residenti del nord”, si legge nella dichiarazione. “Le Idf continueranno ad agire con la forza contro Hezbollah, che ha scelto di unirsi alla campagna e di operare sotto l’egida del regime terroristico iraniano, e non permetteranno che vengano arrecati danni ai cittadini dello Stato di Israele”.

06:23 – Giappone rilascia riserve petrolifere

Il governo giapponese ha annunciato l’inizio del rilascio delle riserve strategiche di petrolio dopo l’allarme lanciato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia. Tokyo, che importa dal Medio Oriente circa il 95% del suo greggio, ha comunicato che il livello delle scorte nazionali è “in fase di riduzione” per fronteggiare le tensioni sui mercati energetici causate dalla guerra tra Stati Uniti e Iran.

04:04 – Trump lavora a coalizione per riaprire Hormuz

Secondo fonti citate da Axios, Donald Trump starebbe lavorando alla formazione di una coalizione internazionale con l’obiettivo di riaprire lo Stretto di Hormuz e garantire il passaggio delle petroliere. Il presidente americano spera di annunciare il progetto entro la fine della settimana.

03:57 – Allarmi missilistici in Israele

Le Forze di Difesa Israeliane hanno rilevato lanci di missili provenienti dall’area iraniana che hanno fatto scattare gli allarmi a Gaza, nel Negev e nella regione del Mar Morto. Le autorità sanitarie israeliane riferiscono che al momento non risultano vittime.

03:44 – Teheran accusa Israele di “ecocidio”

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha accusato Israele di aver provocato un “ecocidio” con i bombardamenti sui depositi di carburante di Teheran. Secondo il governo iraniano, i raid rischiano di contaminare suolo e falde acquifere con effetti sulla salute della popolazione per generazioni.

03:30 – Australia non invierà navi a Hormuz

L’Australia ha annunciato che non invierà unità della Marina nello Stretto di Hormuz, nonostante le richieste avanzate dagli Stati Uniti per proteggere la rotta energetica. Il ministro dei Trasporti Catherine King ha spiegato che Canberra non sta valutando un coinvolgimento diretto nelle operazioni militari.

03:25 – Anche il Giappone rifiuta la richiesta di Trump

Anche il Giappone ha dichiarato di non prendere in considerazione missioni di sicurezza marittima nello stretto, raffreddando ulteriormente il tentativo americano di costruire una coalizione militare internazionale contro l’Iran.

03:07 – Mercati asiatici colpiti dallo shock petrolifero

Alla Borsa di Singapore l’indice Straits Times ha perso oltre il 3%, trascinato dal balzo del petrolio e dalle tensioni tra Usa e Iran. Il Brent è arrivato a 116 dollari al barile prima di stabilizzarsi sotto i 100, mentre compagnie energetiche e materie prime hanno registrato forti rialzi.

02:54 – Voli sospesi all’aeroporto di Dubai

Le autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno sospeso temporaneamente i voli all’aeroporto internazionale di Dubai dopo un incendio causato da un drone nelle vicinanze dello scalo. La decisione è stata presa per motivi di sicurezza mentre i servizi di emergenza sono intervenuti per domare le fiamme.

02:17 – Trump: Iran non pronto per accordo

Il presidente americano ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno parlando con Teheran, ma che l’Iran non è ancora pronto per un accordo che possa mettere fine alla guerra.

02:08 – Trump paragona l’aiuto russo all’Iran a quello Usa all’Ucraina

Intervistato dal Financial Times, Trump ha detto di non sapere se Mosca stia fornendo dati satellitari a Teheran, ma ha aggiunto che “in un certo senso anche gli Stati Uniti hanno aiutato l’Ucraina”, riferendosi agli aiuti militari forniti negli anni precedenti.

02:06 – Trump: prima l’Iran, poi Cuba

Il presidente americano ha affermato che Cuba sarebbe interessata a un accordo con Washington, ma ha chiarito che la priorità dell’amministrazione resta la guerra in Iran.

02:04 – Attacco missilistico all’aeroporto di Baghdad

Un attacco con razzi contro l’aeroporto internazionale di Baghdad, che ospita una struttura diplomatica statunitense, ha provocato cinque feriti tra personale aeroportuale e addetti alla sicurezza.

01:57 – Trump accusa l’Iran di disinformazione con l’IA

In un messaggio pubblicato su Truth, il presidente Usa ha accusato Teheran di diffondere video e immagini manipolate con intelligenza artificiale per amplificare l’impatto degli attacchi contro obiettivi americani.

01:52 – Drone provoca incendio vicino all’aeroporto di Dubai

Le autorità di Dubai hanno confermato che un drone ha causato un incendio nei pressi dello scalo internazionale, episodio che ha portato alla sospensione temporanea dei voli.

01:42 – Trump minaccia nuovi attacchi su Kharg

Secondo il presidente americano, gli Stati Uniti potrebbero colpire in pochi minuti le infrastrutture petrolifere dell’isola di Kharg, il principale hub dell’export iraniano di greggio.

01:36 – Israele avvia nuovi raid su Teheran

Le Forze di Difesa Israeliane hanno annunciato una nuova ondata di attacchi su larga scala contro infrastrutture del regime iraniano nella capitale Teheran.

01:26 – Trump critica la risposta britannica

Trump ha espresso frustrazione per il rifiuto del Regno Unito di intervenire più rapidamente nel conflitto, affermando che Londra avrebbe promesso l’invio di due navi solo dopo l’indebolimento delle capacità militari iraniane.

01:23 – Londra valuta droni dragamine per Hormuz

Secondo il Guardian, il governo britannico starebbe valutando l’invio di droni dragamine nello Stretto di Hormuz, evitando però l’impiego diretto di navi da guerra.

01:19 – Possibile rinvio del vertice Trump-Xi

Trump ha dichiarato che il vertice previsto a Pechino con il presidente cinese Xi Jinping potrebbe essere rinviato se la Cina non contribuirà alla riapertura dello Stretto di Hormuz.

00:57 – Trump chiede aiuto alla Cina

Il presidente Usa ha sottolineato che circa il 90% del petrolio cinese passa proprio da Hormuz, invitando Pechino a partecipare agli sforzi internazionali per garantire la sicurezza della rotta.

00:53 – Monito di Trump alla Nato

Trump ha avvertito gli alleati europei: se la Nato non contribuirà a mantenere aperto lo Stretto di Hormuz, l’alleanza potrebbe affrontare un “futuro molto negativo”.

00:21 – Petrolieri Usa temono crisi energetica

Secondo il Wall Street Journal, i vertici di Exxon, Chevron e ConocoPhillips hanno avvertito la Casa Bianca che la crisi energetica globale potrebbe peggiorare se le rotte del petrolio resteranno interrotte.

00:03 – Macron protesta con Teheran

Il presidente francese Emmanuel Macron ha definito “inammissibile” che la Francia diventi bersaglio nella crisi regionale e ha chiesto il rilascio di due cittadini francesi detenuti in Iran.

00:02 – Macron: Hormuz va riaperto subito

Macron ha esortato l’Iran a fermare gli attacchi nella regione e ha ribadito che la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz deve essere ripristinata il prima possibile.

00:01 – Raid israeliani su Hezbollah a Beirut

Le Forze di Difesa Israeliane hanno confermato una nuova serie di attacchi contro infrastrutture di Hezbollah nella periferia meridionale di Beirut, dopo aver ordinato l’evacuazione di diversi quartieri della città.

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Ultimo Aggiornamento: 16/03/2026 23:12

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