Vai al contenuto

Francia, balzo della destra nelle città: test politico verso la corsa all’Eliseo del 2027

Pubblicato: 16/03/2026 07:41

Il primo turno delle elezioni municipali francesi segnala un avanzamento significativo della destra in diverse grandi città del Paese e apre nuovi interrogativi sugli equilibri politici in vista delle elezioni presidenziali del 2027. Il dato più evidente riguarda il risultato del Rassemblement National, che riesce a qualificarsi al secondo turno in diversi centri urbani e a consolidare la propria presenza territoriale. L’esito delle urne, oltre alla dimensione locale, viene letto anche come un banco di prova per i futuri assetti nazionali e per la possibile convergenza tra le varie componenti della destra francese.

Tra i risultati più osservati c’è quello di Marsiglia, dove il sindaco socialista uscente Benoît Payan si trova in un confronto molto serrato con il candidato del Rassemblement National Franck Allisio. A Nizza, invece, il sindaco uscente Christian Estrosi, vicino all’ex premier Édouard Philippe, è stato superato nei voti da Éric Ciotti, ex leader dei Républicains che negli ultimi mesi ha rafforzato i rapporti politici con il campo della destra guidata da Marine Le Pen. A Tolone, infine, la deputata del Rassemblement National Laure Lavalette è arrivata in testa al primo turno e punta alla vittoria nel ballottaggio della prossima settimana.

La strategia territoriale del Rassemblement National

Il partito guidato da Marine Le Pen, che finora amministrava tra le principali città soltanto Perpignan, ha deciso in questa tornata elettorale di rafforzare la propria presenza locale. Il Rassemblement National ha presentato liste in circa 550 comuni con più di 3.500 abitanti, puntando soprattutto su alcune aree del Mediterraneo considerate politicamente favorevoli. In queste zone il partito ha cercato di radicare candidati e strutture locali con l’obiettivo di costruire una base amministrativa più solida.

Nel dibattito politico che segue il primo turno emerge anche il tema delle alleanze. Il presidente del partito Jordan Bardella ha aperto alla possibilità di accordi locali con altre forze della destra, indicando come terreno comune la critica sia alla sinistra radicale sia alla linea politica del macronismo. In alcune città potrebbero quindi nascere intese tra il Rassemblement National e settori dei Républicains, un passaggio che molti osservatori considerano come un possibile laboratorio politico in vista delle presidenziali del 2027. Fino a pochi anni fa il partito di Le Pen rimaneva escluso da alleanze formali, mentre i Républicains mantenevano una linea di separazione politica. Il quadro ora appare più fluido.

La sinistra divisa sul fronte delle alleanze

Le municipali rappresentano allo stesso tempo un test anche per le forze della sinistra. In diverse città i candidati di La France Insoumise sono arrivati al secondo posto, spesso in grado di competere con i socialisti. Il coordinatore del partito di Jean-Luc Mélenchon ha invitato le altre forze progressiste a unire le liste nei ballottaggi per costruire un fronte comune nei territori dove la destra è competitiva.

L’appello, tuttavia, non ha trovato un consenso immediato. I socialisti hanno escluso la possibilità di un accordo nazionale con La France Insoumise, segnalando una frattura politica sempre più evidente all’interno della gauche. Anche il leader di Place Publique, Raphaël Glucksmann, ha sostenuto la necessità di definire una linea autonoma rispetto al movimento di Mélenchon, indicando la prospettiva di una candidatura riformista alle presidenziali.

Parigi e le altre città chiave

Nella capitale il socialista Emmanuel Grégoire è arrivato in testa al primo turno e appare tra i principali favoriti per succedere all’attuale sindaca Anne Hidalgo. Nel suo intervento pubblico dopo il voto non ha citato la candidata di La France Insoumise Sophia Chikirou, anch’essa qualificata per il secondo turno, confermando la distanza politica tra le due componenti della sinistra.

La corsa nella capitale coinvolge anche la candidata della destra Rachida Dati, che però si trova oltre dodici punti dietro Grégoire e deve fare i conti con la crescita di Sarah Knafo, figura emergente del campo conservatore e vicina a Éric Zemmour, che ha sfiorato il 10 per cento dei voti.

Tra gli altri risultati osservati a livello nazionale c’è quello dell’ex premier Édouard Philippe, nettamente in testa nella corsa per un nuovo mandato da sindaco a Le Havre, un esito che rafforza la sua posizione nel panorama politico in vista delle prossime presidenziali. A Lione, invece, il sindaco ecologista uscente Grégory Doucet affronta un ballottaggio competitivo con il candidato della destra, in un contesto politico segnato anche dalle tensioni legate alla recente morte di Quentin Deranque.

Nel complesso il voto municipale appare come un passaggio politico significativo: da un lato segnala la crescita elettorale della destra in diversi centri urbani, dall’altro mette in evidenza le difficoltà di coordinamento della sinistra. Sullo sfondo resta la prospettiva delle presidenziali del 2027, verso cui le forze politiche francesi stanno iniziando a definire strategie e possibili alleanze.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 16/03/2026 07:42

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure