
Nuove tensioni internazionali attorno a Cuba, dove la crisi interna si intreccia con le dichiarazioni sempre più aggressive di Donald Trump, tornato a evocare apertamente un possibile intervento sull’isola.
«Credo che avrò l’onore di prendere Cuba», ha dichiarato il presidente americano, lasciando intendere che tutte le opzioni — dalla diplomazia all’azione militare — restano sul tavolo. Parole che arrivano in un momento di estrema fragilità per il Paese caraibico.
Secondo indiscrezioni del New York Times, Trump sarebbe disposto anche a trattare con il regime, purché venga rimosso l’attuale presidente Miguel Díaz-Canel, mantenendo però intatta la struttura di potere.
Uno schema già visto in Caracas, dove Washington ha accettato un equilibrio politico con figure vicine a Nicolás Maduro, tra cui Delcy Rodríguez.

Intanto da L’Avana arriva un segnale inedito: il ministro del Commercio Oscar Pérez-Oliva Fraga ha annunciato l’apertura agli investimenti degli esuli cubani e delle aziende statunitensi.
Una svolta storica per il regime, che per decenni aveva bollato la diaspora come “traditrice”. Ora invece si parla apertamente di investimenti privati, soprattutto nei settori chiave come le infrastrutture.
Proprio le infrastrutture raccontano la gravità della crisi: l’isola è stata colpita dall’ennesimo blackout totale, il terzo in quattro mesi, mentre la rete energetica appare ormai al collasso.
A peggiorare la situazione è anche l’inasprimento delle misure statunitensi, con il blocco delle forniture petrolifere — in particolare dal Venezuela — che ha aggravato la carenza di elettricità, carburante e beni essenziali.
La crisi ha già innescato proteste spontanee, con manifestazioni notturne e tensioni crescenti, mentre ospedali e servizi pubblici faticano a funzionare regolarmente.
In questo scenario si muove anche la comunità internazionale: da Miami partiranno iniziative della diaspora cubana, mentre una flottiglia umanitaria — con delegazioni politiche europee, tra cui esponenti italiani come Ilaria Salis — è pronta a raggiungere l’isola con aiuti e medicinali.


