
L’Italia fa i conti con una nuova fase di maltempo, con una lunga coda invernale che continua a colpire la Penisola. Nella giornata di oggi, 18 marzo, pioggia, neve e forti venti stanno interessando gran parte del territorio, mentre la Protezione Civile ha diramato diverse allerte meteo.
La situazione più critica resta in Calabria, dove l’emergenza non si è ancora conclusa dopo giorni di precipitazioni intense. Il territorio è sotto pressione, complice la saturazione dei terreni che aumenta il rischio di frane ed esondazioni.
Nelle ultime ore si sono registrati accumuli eccezionali: a San Sostene Alaco sono caduti fino a 230 millimetri di pioggia in 24 ore. Anche diverse aree tra Reggino, Vibonese e Cosentino hanno superato i 100 millimetri, aggravando una situazione già fortemente compromessa.
Momenti difficili a Crosia, dove una frana nel centro storico ha costretto circa 80 persone a lasciare le proprie abitazioni. Le criticità riguardano anche le esondazioni delle fiumare Trionto e Fiumarella, con acqua e fango che hanno invaso case e strade, in particolare nella frazione di Mirto.
Paura anche a Cardeto, nel Reggino, dove un uomo è rimasto intrappolato nel torrente Sant’Agata in piena insieme ai soccorritori. Solo il tempestivo intervento dei Vigili del fuoco ha evitato conseguenze peggiori, mettendo in salvo tutte le persone coinvolte.

Nonostante un lieve miglioramento delle condizioni meteo, l’allerta resta attiva in gran parte della regione, anche se in alcune zone è stata declassata da arancione a gialla. L’attenzione resta alta per possibili nuove criticità legate al dissesto idrogeologico.
Al Nord, invece, le principali problematiche sono legate alla neve e al rischio valanghe. In Piemonte, in particolare nel Biellese, si registrano evacuazioni preventive a causa delle condizioni meteo avverse.
Tra Valdilana e Valle Cervo, in località Bielmonte, ben 71 persone sono state evacuate per l’elevato rischio valanghe. Le abbondanti nevicate stanno causando disagi anche alla viabilità e mettendo sotto stress le infrastrutture locali.
A complicare ulteriormente il quadro è l’arrivo di una nuova perturbazione dall’Europa orientale. Sul versante adriatico, in particolare a Trieste, è attesa una bora molto intensa, con raffiche che possono raggiungere i 110 km/h, aumentando il rischio di disagi e danni.


