
Il mistero sulla tragica morte della bimba di soli 2 anni a Bordighera si arricchisce di dettagli inquietanti che dipingono un quadro di profondo degrado. Le indagini, coordinate per far luce sul dramma avvenuto lo scorso 9 febbraio, si stanno focalizzando meticolosamente sulle ore precedenti alla chiamata al 112. In quell’occasione, la madre aveva richiesto l’intervento dei soccorsi dichiarando che la figlia non respirava più, ma il sospetto degli inquirenti è che la piccola fosse già priva di vita al momento dell’ingresso nell’abitazione. Sotto la lente d’ingrandimento ci sono le due notti precedenti, trascorse dalla donna e dalle sue tre figlie a casa del compagno, l’uomo attualmente indagato per omicidio preterintenzionale insieme alla madre, quest’ultima l’unica al momento in stato di detenzione.
Tracce ematiche e degrado: i rilievi del Ris
I carabinieri del Ris hanno setacciato le abitazioni di entrambi i sospettati e l’automobile della donna, repertando campioni che potrebbero rivelarsi decisivi. In tutti e tre i luoghi sono state rinvenute gocce di sangue: se quelle nell’appartamento dell’uomo appartengono a un profilo maschile, per le altre si attendono i riscontri di laboratorio. Tuttavia, emerge un dato allarmante relativo al contesto ambientale. Il criminologo Marco Puppo, consulente della difesa dell’uomo, ha infatti rivelato dettagli pesanti sullo stato dei luoghi: “Resta da precisare però che sia in auto che nelle due case, è stata trovata molta sporcizia. Compresi, nell’abitazioni di Bordighera e nell’auto, escrementi di topo”. Questa condizione di incuria estrema accompagna il ritrovamento di «escrementi di topo sia nell’auto che nella casa della donna», confermando un clima di abbandono che circondava la giovanissima vittima.
L’attenzione degli esperti si è spostata anche sugli indumenti della bambina. Se sulla maglia indossata al momento del soccorso non figurano macchie ematiche, «piccole tracce di sangue invece sono state individuate su un’altra maglietta e su una canottiera», come precisato dallo stesso Puppo. Un elemento chiave per la svolta potrebbe arrivare dalla comparazione delle calzature degli indagati con un’impronta di scarpa rilevata dal medico legale su una gamba della piccola. Si cerca di capire quando e dove sia avvenuto il decesso, cercando risposte tra reperti biologici e impronte, in una vicenda che lascia attonita l’intera comunità.

