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Anarchici morti a Roma, per chi era la bomba? Forse un attacco mirato, i possibili obiettivi e la paura di complici pronti a colpire

Pubblicato: 21/03/2026 11:32

Il silenzio del Parco degli Acquedotti, a Roma, è stato squarciato da un boato che ha trasformato un vecchio rudere in una trappola di detriti e segreti. Le macerie del Casale del Sellaretto hanno restituito i corpi senza vita di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, ma hanno anche aperto un capitolo investigativo dai contorni inquietanti. Se in un primo momento si era ipotizzata una tragedia legata a «due senza fissa dimora rimasti coinvolti nel crollo», il lavoro della Digos e i rilievi scientifici hanno rapidamente virato verso uno scenario ben più complesso. La verità è emersa attraverso i dettagli: alcuni tatuaggi e i profili dei due giovani hanno confermato che «le vittime erano legate all’area anarchica riconducibile a Alfredo Cospito». L’ipotesi che gela gli inquirenti è che il casolare non fosse un riparo di fortuna, ma una vera e propria base operativa dove i due stavano assemblando l’ordigno che li ha uccisi.

Obiettivi sensibili: dalla rete ferroviaria al gruppo Leonardo

L’indagine, coordinata dal pool antiterrorismo della Procura di Roma, sta cercando di mappare i contorni di un attacco che era probabilmente imminente. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, le attività di sabotaggio contro quella che i circuiti insurrezionalisti definiscono «guerra imperialista» erano state programmate in una finestra temporale molto precisa: tra il 23 e il 29 marzo. Questa settimana di mobilitazione antimilitarista, indetta dalla galassia della Federazione Anarchica Informale, coincide con il quarto anniversario dell’inizio del conflitto russo-ucraino. In questo clima di tensione, il sospetto principale è che l’esplosivo fosse destinato a colpire «la rete ferroviaria», seguendo una strategia di sabotaggio delle infrastrutture già emersa in passato, anche in ottica di disturbo per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.

Tuttavia, gli esperti della sicurezza non escludono direzioni diverse. Sotto la lente degli investigatori c’è la possibilità di un assalto a simboli del potere industriale e bellico, con un riferimento esplicito al «gruppo Leonardo», leader nel settore della difesa e spesso indicato nei proclami anarchici come bersaglio ideologico prioritario. La morte di Mercogliano e Ardizzone potrebbe quindi essere il risultato del «fallimento di un attacco che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi», un incidente tecnico avvenuto durante la delicata fase di confezionamento della bomba artigianale.

Il quadro si complica ulteriormente se si guarda alla situazione carceraria di Alfredo Cospito. La scadenza del decreto applicativo del regime di 41bis, prevista per maggio, agisce come un catalizzatore per la retorica della rivolta. Non si esclude, infatti, che l’eventuale attentato potesse inserirsi in una «strategia di rilancio della mobilitazione anarchica proprio in vista di quella data». Mentre il livello di allerta resta massimo su tutto il territorio nazionale, gli inquirenti stanno analizzando ogni contatto e movimento della coppia per capire se agissero come “lupi solitari” o se facessero parte di una cellula più strutturata. L’inchiesta si muove ora su un doppio binario: da un lato la ricostruzione forense di quanto accaduto nel casolare sventrato, dall’altro un’attività di prevenzione frenetica per disinnescare eventuali altre azioni già pianificate dalla rete eversiva.

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Ultimo Aggiornamento: 21/03/2026 11:38

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