
Nel giorno in cui il referendum sulla giustizia certifica la vittoria del No, la fotografia politica del Paese viene aggiornata dal nuovo sondaggio SWG per La7. Un quadro che, almeno nelle intenzioni di voto, non sembra ribaltare gli equilibri ma introduce segnali da interpretare.
Il dato più rilevante riguarda Fratelli d’Italia, che resta saldamente primo partito e cresce leggermente. La formazione guidata da Giorgia Meloni guadagna lo 0,1% e si attesta al 29,5%, consolidando la propria leadership nel panorama politico nazionale.
Alle spalle, si allarga il distacco con il Partito Democratico. Il partito guidato da Elly Schlein perde lo 0,2% e scende al 21,5%, segnando un arretramento che pesa soprattutto sul piano simbolico, nel giorno in cui le opposizioni rivendicano il successo referendario.
Non va meglio al Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, che lascia sul terreno lo 0,1% e si ferma al 12,2%. Un calo contenuto ma significativo, in un contesto in cui il partito aveva puntato molto sulla lettura politica del voto.
Ai piedi del podio rallenta anche Forza Italia, che perde lo 0,2% e si posiziona al 7,8%. Un dato che conferma le difficoltà di crescita per la componente moderata della coalizione di centrodestra.

Segnali opposti arrivano invece dalla Lega, che guadagna lo 0,2% e sale al 6,8%, riuscendo a superare Alleanza Verdi e Sinistra, ferma al 6,6%. Un sorpasso che riaccende la competizione nella fascia intermedia del consenso.
Più distaccate le altre forze politiche. Azione, guidata da Carlo Calenda, si attesta al 3,4%, beneficiando del calo di Futuro Nazionale, la formazione di Roberto Vannacci, che scende al 3,3%.
Nella parte bassa della classifica si collocano Italia Viva al 2,5%, +Europa all’1,4% e Noi Moderati all’1,2%, tutte sotto la soglia psicologica del 3%.
Nel complesso, il sondaggio restituisce un dato politico chiaro: la vittoria del No al referendum non si traduce automaticamente in un ribaltamento dei rapporti di forza elettorali. Il centrodestra mantiene la guida, mentre le opposizioni, pur rafforzate sul piano del messaggio politico, non capitalizzano immediatamente in termini di consenso.


