
La vittoria del No al referendum sulla giustizia lascia strascichi anche nel mondo legato alla storia del centrodestra. Tra le reazioni più significative, seppur non ufficiali, emerge quella di Marina Berlusconi, che avrebbe espresso delusione per l’esito del voto.
La presidente di Fininvest, secondo quanto riferito da fonti politiche, avrebbe manifestato rammarico per la mancata affermazione del Sì, in una riforma che affondava le sue radici nella visione del padre Silvio Berlusconi.
Nessuna dichiarazione pubblica, ma un sentimento chiaro tra chi ha avuto modo di parlarle: la bocciatura della riforma rappresenta un’occasione mancata, soprattutto sul piano simbolico e politico per il mondo berlusconiano.
Già nel fine settimana, secondo le ricostruzioni, si percepiva il rischio di una rimonta del No. Un’inversione di tendenza che si è poi concretizzata nelle urne, ribaltando le aspettative di una parte della maggioranza.
Nonostante il risultato, però, non ci sarebbero tensioni interne né “processi” nei confronti di Forza Italia. Le stesse fonti escludono responsabilità politiche per il partito e per il suo leader Antonio Tajani.
Tajani, sottolineano gli ambienti parlamentari, si sarebbe speso in prima persona durante la campagna referendaria, facendo tutto il possibile per sostenere il Sì. Un impegno riconosciuto anche all’interno dell’area berlusconiana.
Lo stesso leader azzurro, nella sua analisi del voto, ha ribadito che il tema della riforma della giustizia resta centrale: l’obiettivo, ha assicurato, è continuare a lavorare per una “giustizia giusta”, nonostante la battuta d’arresto.
Emblematico, intanto, il dato che arriva da Arcore, storica roccaforte berlusconiana. Qui il No ha prevalso sul filo di lana, con uno scarto minimo che fotografa plasticamente la divisione dell’elettorato.
Nel comune simbolo del berlusconismo, dove sorge Villa San Martino, la riforma è stata bocciata per appena 47 voti: il No al 50,25% contro il 49,75% dei Sì. Un risultato dal forte valore simbolico, che chiude idealmente il cerchio di una giornata politica segnata dalla sconfitta della riforma.


