
È drammatico il bilancio dell’ennesima tragedia migranti nel Mediterraneo: diciannove cadaveri recuperati e cinque persone in condizioni disperate, tra cui un bambino. È quanto emerso dalle operazioni di soccorso coordinate nelle acque al largo di Lampedusa, teatro di una nuova emergenza umanitaria.
L’intervento della Guardia Costiera è scattato nella notte, intorno alle ore 3, a circa 85 miglia dall’isola, in area Sar libica. I soccorritori, una volta raggiunto il barcone alla deriva, si sono trovati davanti a una scena definita “infernale”.
A bordo dell’imbarcazione, infatti, erano già presenti diversi corpi senza vita. I militari hanno immediatamente avviato le operazioni di recupero, trasbordando sia i migranti sopravvissuti sia le salme sulla motovedetta.
È iniziato così un lungo e disperato viaggio verso Lampedusa. Durante la traversata, però, la situazione è ulteriormente peggiorata: altri migranti, tra cui diverse donne, hanno perso la vita prima dell’arrivo.

Secondo le prime informazioni, tutte le vittime sarebbero morte per ipotermia, complice il freddo e le condizioni estreme affrontate durante la traversata in mare aperto. Un dettaglio che evidenzia ancora una volta la pericolosità delle rotte migratorie.
L’arrivo al molo Favarolo è avvenuto poco dopo le ore 13. Qui i cinque superstiti, in condizioni gravissime, sono stati immediatamente trasferiti al poliambulatorio dell’isola per ricevere le prime cure.
Le condizioni dei sopravvissuti restano critiche e non si esclude un trasferimento urgente verso strutture sanitarie più attrezzate tramite elisoccorso del 118. La loro situazione è monitorata costantemente dal personale medico.
Nel frattempo, le salme dei migranti deceduti verranno trasferite presso la camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana, mentre proseguono le operazioni di identificazione e gli accertamenti sulla dinamica della tragedia.
Secondo le prime ricostruzioni, il gruppo sarebbe partito dalla Libia due giorni fa, approfittando di condizioni meteo inizialmente favorevoli. Intanto, un’altra tragedia si è consumata al largo di Bodrum, in Turchia, dove diciotto migranti sono morti e altri ventuno sono stati salvati, confermando la drammaticità della crisi nel Mediterraneo.


