
Il processo per i terribili delitti di Villa Doria Pamphili si è fermato davanti a un muro di silenzi e visioni mistiche. Francis Kaufman, l’uomo accusato di aver ucciso la compagna Anastasia Trofimova e la piccola figlia Andromeda, nascondendone i corpi nel parco romano, è stato dichiarato dai periti del tribunale “del tutto incapace di partecipare al processo”. Secondo gli esperti, l’imputato sarebbe affetto da un “disturbo psicotico attivo”, sebbene di natura “transitorio”. Una diagnosi che, se accolta dai giudici, congelerà le udienze per almeno un mese, in attesa che una terapia farmacologica possa riportare l’uomo in una condizione di lucidità tale da affrontare il giudizio. Eppure, il contrasto con il passato recente è stridente: nel giugno scorso, Kaufman appariva come un lucido stratega dell’orrore.
La lucida fuga e il delirio in cella: Gesù Cristo nel braccio penitenziario
Dopo il duplice omicidio, Kaufman non sembrava affatto in preda al delirio. Ha spogliato le vittime per complicare l’identificazione, ha fatto sparire valigie e vestiti e ha mentito ai familiari per ottenere denaro, prima di imbarcarsi su un volo per Skiathos nel tentativo di rientrare negli Stati Uniti. Persino al momento dell’ingresso in carcere, il 12 luglio 2025, i medici del Servizio di Salute Mentale Penitenziaria scrissero che “non fu rilevata alcuna condizione psichiatrica”. La svolta è arrivata a novembre, durante una seduta in cui l’uomo è esploso: “Il paziente verbalizza ideazione a contenuto bizzarro rispetto alla propria capacità di capire le persone, in particolare le loro vibrazioni… affermando di essere Gesù Cristo”. Da allora, nonostante gli antipsicotici, Kaufman vive in una realtà parallela che, secondo i medici, non sarebbe frutto di simulazione.
I periti escludono che l’imputato stia recitando, poiché un comportamento simulatorio richiederebbe la capacità di “interpretare e ricordare le informazioni in modo selettivo”, abilità che al momento gli mancherebbe. Tuttavia, l’esame resta incompleto: mancano elettrocardiogrammi, marker biologici e, soprattutto, la collaborazione del periziando. Un vuoto che impedisce di capire se fosse folle già nel giugno 2025. Emergono però dettagli inquietanti dal suo passato in America: cinque arresti per violenza domestica e una condanna per aggressione con “arma letale”. Nonostante questo, era libero di viaggiare tra Russia e Islanda, libero di essere fermato a Roma mentre strattonava la compagna o vagava ubriaco con la figlia in braccio. Libero, fino al massacro di Villa Pamphili.

