
L’ipotesi di elezioni anticipate continua a circolare nel dibattito politico, ma i numeri più recenti raccontano uno scenario tutt’altro che definito. L’ultimo sondaggio politico evidenzia un quadro ancora aperto e competitivo, in cui nessuna forza può dirsi realmente al sicuro.
Secondo la rilevazione realizzata da Alessandra Ghisleri, il centrodestra resta in vantaggio, ma senza un margine rassicurante. La coalizione di governo mantiene la leadership, ma appare in una fase di consolidamento più che di crescita.
Secondo l’ultimo sondaggio di BiDiMedia, rispetto al 20 marzo – cioè alla vigilia del referendum in cui ha trionfato il “No” – Fratelli d’Italia perde lo 0,6% e si assesta al 28,3. Stabili Forza Italia e Lega, rispettivamente al 7,4 e al 6,5%, mentre Futuro Nazionale di Roberto Vannacci perde lo 0,2% e oggi verrebbe votato dal 3%.
Noi Moderati è l’unica forza di maggioranza che sale (0,9%, + 0,2%). Presentandosi uniti – ma le coalizioni non sono mai somme elettorali, e pesa la variabile Vannacci – il centrodestra raggiungerebbe il 46,1%, con una flessione dello 0,6% rispetto e dieci giorni prima. Anche qui, ci sarà da capire con che legge elettorale si andrà alle urne per stimare la traduzione in seggi delle intenzioni di voto. Ma il dato, politico, è che il referendum fa flettere (di poco più di mezzo percentuale) i consensi del centrodestra.
I sondaggi per il centrosinistra
Situazione diversa nel fronte del campo largo, con il Partito democratico prima forza politica della coalizione e che guadagna lo 0,1%, assestandosi al 22,4. Crescono sia il Movimento 5 stelle – + 0,2%, 12,9% – che Alleanza Verdi-sinistra, che guadagna lo 0,3% e salirebbe al 7,1%. Uno 0,2% per Più Europa, che verrebbe votata dall’1,2%, mentre si registra una leggera flessione per Casa Riformista – Iv di Matteo Renzi (- 0,1%, 2,3%). Presentandosi unito, il campo largo – salito dello 0,7% – è oggi stimato al 45,9%, a soli due decimali in meno dal centrodestra.
I sondaggi per i partiti centristi
Ci sono poi i partiti centristi che per ora non hanno fatto alcuna scelta di campo e che, insieme, sono stimati al 3,7% (Azione: 2,6%, Partito liberaldemocratico: 0,6%, Ora!: 0,5%).


