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Pensioni, stop al rischio nuovi esodati: l’Inps proroga gli assegni ponte fino alla pensione

Pubblicato: 03/04/2026 19:41

ROMA – Mai più esodati. Se l’età e i contributi richiesti per andare in pensione si allungano, nessun lavoratore dovrà restare senza copertura economica. A chiarirlo è la circolare Inps n. 41, redatta in accordo con il ministero del Lavoro, che interviene sul problema dei lavoratori usciti anticipatamente dal lavoro attraverso strumenti come scivoli pensionistici, isopensione e contratti di espansione.

Il documento risolve non solo la situazione di chi ha già lasciato il lavoro e rischiava di restare senza assegno ponte e senza pensione – per un mese nel 2027 e fino a tre mesi nel 2028 – ma anche quella di chi utilizzerà questi strumenti in futuro e potrebbe trovarsi nella stessa condizione a causa dell’aumento dei requisiti previdenziali legati alla speranza di vita.

Il nodo nasce infatti proprio dall’adeguamento automatico dei requisiti pensionistici: è previsto un aumento di un mese nel 2027 e di due mesi nel 2028. Gli strumenti di uscita anticipata erano stati progettati per accompagnare i lavoratori alla pensione entro limiti massimi di 5 o 7 anni. Con l’innalzamento dei requisiti, però, alcuni lavoratori rischiavano di restare senza copertura per alcuni mesi.

A sollevare il caso è stata la Cgil, che aveva stimato una platea potenziale di circa 55 mila lavoratori a rischio. Il governo ha successivamente ridimensionato i numeri a circa 4.900 casi, riconoscendo comunque l’esistenza del problema dei mesi “scoperti” tra la fine dello scivolo e l’accesso alla pensione.

La svolta della circolare Inps

La nuova circolare Inps cambia l’impostazione: l’aumento dei requisiti si applica anche agli strumenti di uscita anticipata, ma gli strumenti di accompagnamento non si interrompono. L’Istituto chiarisce infatti che gli assegni ponte possono essere prorogati fino alla prima decorrenza utile della pensione, anche oltre i limiti ordinari di durata.

A spiegare la novità è stato sui social Vincenzo Caridi, che ha sottolineato il lavoro congiunto tra ministero e Inps: la soluzione amministrativa individuata consente di accompagnare i lavoratori coinvolti negli strumenti di esodo fino alla pensione, anche in presenza di aumenti dei requisiti legati alla speranza di vita. Un passaggio che punta a evitare nuove situazioni assimilabili a quelle degli esodati.

Scivoli fino alla pensione

Il principio introdotto è semplice: gli scivoli pensionistici non avranno più una durata rigida, ma seguiranno direttamente il raggiungimento della pensione. L’Inps introduce una valutazione “in via prospettica”, cioè tenendo conto fin dall’inizio anche dei possibili aumenti futuri dei requisiti. Proprio questo meccanismo dovrebbe impedire la formazione di nuovi esodati.

Chi paga l’assegno ponte

La copertura economica resta però a carico delle imprese e dei fondi. La circolare chiarisce infatti che l’assegno può continuare anche oltre i limiti previsti, ma resta fermo il versamento da parte del datore di lavoro. Non interviene quindi la finanza pubblica: saranno aziende, banche e assicurazioni a sostenere il costo dell’allungamento degli strumenti di accompagnamento.

Domande respinte, si riapre

La circolare interviene anche sui casi già bloccati. Le domande respinte perché non rientravano più nei requisiti devono ora essere accolte, mentre quelle già chiuse potranno essere riesaminate. È la soluzione individuata per i lavoratori rimasti senza assegno ponte nei primi mesi del 2026.

Coinvolto anche il settore pubblico

La nuova interpretazione riguarda anche gli iscritti alle casse pubbliche – Cpdel, Cps, Cpi e Cpug – che erano stati colpiti dalla stretta introdotta con la manovra 2024, tra revisione del calcolo dell’assegno e allungamento delle finestre di uscita fino a nove mesi. Anche in questi casi l’assegno di accompagnamento potrà essere prorogato fino alla pensione, evitando periodi senza reddito tra la fine dello scivolo e l’accesso al trattamento previdenziale.

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