
La crisi tra Stati Uniti e Iran si intensifica attorno allo Stretto di Hormuz, con un’escalation fatta di operazioni militari e dichiarazioni sempre più dure. Il presidente americano Donald Trump ha indicato la riapertura del passaggio come condizione per evitare un conflitto, alternando aperture a un possibile accordo in tempi rapidi a minacce esplicite contro infrastrutture strategiche iraniane, evocando attacchi su ponti e centrali elettriche in caso di mancata intesa. Nelle stesse ore, il leader statunitense ha inoltre aperto alla possibilità di un impiego di truppe di terra, senza escludere alcuna opzione militare qualora non si arrivi a un accordo, rafforzando ulteriormente la pressione su Teheran e lasciando intendere un possibile coinvolgimento diretto sul terreno.
Sul piano operativo, il confronto ha già assunto contorni concreti con il recupero di un pilota statunitense in territorio iraniano, operazione complessa avvenuta sotto pressione delle forze di Teheran, mentre fonti iraniane parlano di un velivolo americano abbattuto durante le ricerche. La risposta politica non si è fatta attendere, con la leadership iraniana che ha avvertito Washington del rischio di un conflitto più ampio capace di coinvolgere l’intera regione, in un contesto segnato anche da attacchi e tensioni che si estendono oltre i confini nazionali e incidono sugli equilibri energetici globali. La linea americana resta quella dell’ultimatum, con tempi stretti per un accordo e la prospettiva, in assenza di intesa, di un’escalation militare diretta.
23:09 – Trump apre all’ipotesi di truppe di terra senza intesa con l’Iran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha escluso un possibile impiego di forze di terra in Iran nel caso in cui non venga raggiunto un accordo e non venga riaperto lo Stretto di Hormuz. In un’intervista a The Hill, rispondendo a una domanda diretta sull’eventualità, ha replicato con un secco “No”, lasciando quindi aperta ogni opzione sul tavolo. Nel corso della giornata, il leader americano ha intensificato la pressione su Teheran affinché accetti un’intesa entro la scadenza dell’ultimatum, minacciando in caso contrario un attacco alle infrastrutture del Paese. “Le persone normali farebbero un accordo. Le persone intelligenti farebbero un accordo… Se fossero intelligenti, farebbero un accordo”, ha dichiarato, ribadendo una linea già espressa nelle ore precedenti.
Trump ha inoltre rilanciato i toni attraverso il suo social Truth, evocando scenari estremi nel caso di un mancato accordo. “Martedì in Iran sarà il giorno delle centrali elettriche e dei ponti, tutto in uno. Non ci sarà mai niente di simile!!!”, ha scritto, tornando a minacciare conseguenze pesanti. Alla testata americana ha poi aggiunto che, in assenza di un’intesa, nessuna infrastruttura verrebbe esclusa dalla strategia militare statunitense.
21:39 – Trump minaccia l’Iran: “faremo saltare in aria l’intero Paese” senza accordo
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in un’intervista concessa ad Abc News, ha lanciato un duro avvertimento all’Iran: se entro 48 ore non verrà raggiunto un accordo di pace, “faremo saltare in aria l’intero Paese”. Nel corso del colloquio telefonico, Trump ha spiegato di ritenere imminente un’intesa con Teheran, indicando una tempistica molto ravvicinata: “entro pochi giorni, non settimane”. Ha poi ribadito la linea già espressa, sottolineando le possibili conseguenze in caso di fallimento dei negoziati: “Se succede, succede. E se non succede, faremo saltare in aria l’intero Paese”. Il presidente ha aggiunto ulteriori dettagli sulle possibili azioni, affermando: “Lo faremo saltare in aria, come ho detto , sarà il giorno del ponte e sarà il giorno della centrale elettrica in Iran”. Parole che lasciano intendere un possibile coinvolgimento di infrastrutture strategiche. Trump ha inoltre chiarito che, in assenza di un accordo, “ben poco” sarebbe “off limits”. Interpellato sulla possibilità che possano essere colpite anche infrastrutture civili, ha però evitato di entrare nello specifico: “Non voglio parlare di questo”. Sul piano militare, il presidente non ha escluso scenari più estremi, compreso l’impiego di forze terrestri: “Non credo sia necessario, ma non escludo nulla”. Infine, riguardo a una possibile estensione della scadenza concessa all’Iran per raggiungere un’intesa, Trump ha chiuso senza aperture: “Hanno tutto il tempo per raggiungere un accordo”.
19:50 – Il post criptico di Donald Trump
In un recente e minaccioso messaggio pubblicato su Truth, Donald Trump ha lanciato un avvertimento criptico fissando un appuntamento per le ore 8 pm Eastern Time di martedì 7 aprile, senza tuttavia chiarire se tale scadenza coincida con l’ultimatum precedentemente indirizzato a Teheran. In un post correlato dai toni estremamente accesi, il leader americano ha intimato alle autorità iraniane di riaprire immediatamente lo Stretto, paventando conseguenze distruttive per le infrastrutture del Paese, come ponti e centrali elettriche, e arrivando a utilizzare espressioni provocatorie e brutali per sottolineare la gravità della minaccia in caso di mancata cooperazione.
18:54 – Iran a Trump: “Stai trascinando Usa all’inferno, la regione brucerà”
In un clima di estrema tensione geopolitica, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha avvertito Donald Trump che eventuali attacchi alle infrastrutture energetiche trascineranno gli Stati Uniti in un “inferno” e daranno alle fiamme l’intera regione. La durissima replica di Teheran segue l’ultimatum di Washington per la riapertura dello Stretto di Hormuz entro martedì, inserendosi in un contesto di crisi che vede coinvolti anche Israele e la Russia, quest’ultima critica verso il linguaggio degli ultimatum americani. Mentre il conflitto tocca picchi drammatici con attacchi missilistici su Haifa e instabilità nel mercato petrolifero, la crisi mediorientale continua a riflettersi globalmente attraverso l’aumento dei prezzi del carburante e la volatilità delle decisioni dell’Opec+.
16:18 – Trump apre a un’intesa con l’Iran: ultimatum di 48 ore sullo Stretto di Hormuz
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di vedere margini concreti per un accordo con l’Iran già nella giornata di lunedì, a ridosso della scadenza di 48 ore da lui stesso imposta a Teheran. L’intesa, nelle intenzioni della Casa Bianca, dovrebbe portare alla riapertura dello Stretto di Hormuz ed evitare così una possibile escalation militare con bombardamenti. “Credo ci sia una buona probabilità domani: stanno negoziando proprio ora”, ha detto il tycoon a Fox News. “Se non raggiungeranno un accordo, e in fretta, sto valutando l’ipotesi di far saltare tutto in aria e impossessarmi del petrolio”, ha aggiunto.
15:45 – Trump: “Abbiamo salvato il pilota, domani conferenza stampa”
“Abbiamo salvato il membro dell’equipaggio dell’F-15 – gravemente ferito e molto coraggioso – dal profondo delle montagne dell’Iran. Lo ha dichiarato il presidente americano Trump, aggiungendo: “Domani terrò una conferenza stampa sulla vicenda”
14:19 – Trump: “Aprite lo Stretto o vivrete l’inferno“
Trump, messaggio alla leadership iraniana sulla sua piattaforma social Truth: “Aprite il maledetto Stretto (di Hormuz, ndr) o vivrete l’inferno. Martedì sarà il giorno delle centrali energetiche e dei ponti, tutto in uno”
13:58 – Tramp: “Abbiamo salvato il pilota, domani conferenza stampa”
“Abbiamo salvato il membro dell’equipaggio dell’F-15 – gravemente ferito e molto coraggioso – dal profondo delle montagne dell’Iran. Lo ha dichiarato il presidente americano Trump, aggiungendo: “Domani terrò una conferenza stampa sulla vicenda”
08.03 – Edificio governativo colpito da un drone
Un edificio di a Kuwait City che ospita diversi ministeri, fra cui quello delle Finanze, è stato colpito da un drone iraniano. Lo riferiscono i media locali. Il dicastero delle Finanze ha chiesto ai dipendenti di lavorare da casa oggi visti i pesanti danni alla struttura. Non ci sono feriti.
06:42 – Pasdaran: distrutto aereo Usa in Iran
I pasdaran affermano che un velivolo americano impegnato nelle operazioni di ricerca del pilota disperso è stato intercettato e distrutto nella regione meridionale di Isfahan, una delle aree più sensibili del Paese. La notizia, rilanciata dall’agenzia Fars, non è stata al momento confermata da fonti indipendenti ma segnala un ulteriore livello di scontro diretto tra le forze iraniane e quelle statunitensi. Se confermata, si tratterebbe di un episodio significativo perché coinvolgerebbe un mezzo impegnato in una missione di recupero, trasformando un’operazione già rischiosa in un confronto armato aperto sul territorio iraniano.
06:14 – Trump: pilota salvo, operazione audace
Il presidente Trump ha annunciato che il pilota disperso è stato recuperato ed è “sano e salvo”, definendo l’intervento una delle operazioni di salvataggio più audaci nella storia militare degli Stati Uniti. Nel suo messaggio ha sottolineato come siano stati impiegati decine di velivoli e un imponente dispositivo militare per garantire il successo della missione, aggiungendo che anche il secondo pilota è stato tratto in salvo in un’operazione separata. La dichiarazione ha un forte valore politico oltre che militare, perché rivendica la capacità americana di operare nel cuore del territorio nemico e di riportare a casa i propri uomini nonostante le condizioni estremamente ostili.
06:10 – Il salvataggio sotto attacco iraniano
Secondo ricostruzioni provenienti da fonti statunitensi, i due militari dell’F-15E abbattuto erano riusciti a stabilire contatti subito dopo essersi eiettati dal velivolo, permettendo così la localizzazione. L’operazione di recupero è stata affidata a unità speciali altamente addestrate, supportate da una copertura aerea massiccia per contenere le reazioni iraniane. Durante la missione, però, le forze di Teheran avrebbero tentato di intervenire direttamente, arrivando a colpire anche un elicottero Blackhawk coinvolto nel recupero. Nonostante l’intensità dello scontro, le unità Usa sono riuscite a completare l’operazione e a lasciare il territorio.
05:59 – Operazione seguita dalla Casa Bianca
L’intera operazione è stata monitorata in tempo reale dalla Situation Room della Casa Bianca, dove Trump e i vertici militari hanno seguito le fasi del salvataggio. Secondo quanto emerso, i jet americani hanno condotto attacchi mirati contro le forze iraniane per impedire loro di raggiungere l’area del recupero, creando una sorta di corridoio operativo temporaneo. Il tempo necessario per localizzare il pilota, superiore alle 24 ore, evidenzia la complessità dell’operazione e il livello di rischio a cui sono stati esposti i militari coinvolti.
05:52 – Axios: recuperato il secondo pilota
Fonti ufficiali citate da Axios confermano che le forze speciali Usa hanno recuperato anche il secondo pilota disperso dopo l’abbattimento dell’F-15E avvenuto venerdì. Il doppio recupero rappresenta un risultato senza precedenti recenti in operazioni di questo tipo, soprattutto considerando che entrambe le missioni sono state condotte in pieno territorio iraniano e sotto la pressione diretta delle forze locali.
05:27 – Emirati sotto attacco di droni
Gli Emirati Arabi Uniti sono stati colpiti da una serie di attacchi con droni e missili attribuiti all’Iran, che ha dichiarato di aver preso di mira infrastrutture industriali e obiettivi collegati alla presenza militare statunitense. Le difese aeree del Paese sono entrate immediatamente in funzione, intercettando parte delle minacce, ma l’episodio conferma l’allargamento del conflitto all’intero Golfo. Il coinvolgimento degli Emirati segna un ulteriore passaggio verso una guerra regionale diffusa.
04:46 – Raid nella zona del pilota: 4 morti
Media iraniani parlano di un attacco missilistico nella regione di Kouh Siah, descrivendolo come un’operazione congiunta “americano-israeliana” avvenuta proprio nell’area delle ricerche del pilota. Secondo le autorità locali, il raid avrebbe causato quattro morti e un ferito, colpendo strutture di comunicazione. Non ci sono conferme ufficiali da parte di Washington o Tel Aviv, ma l’episodio si inserisce nel quadro di scontri sempre più diretti e ravvicinati.
04:20 – Colpiti impianti in Kuwait
Gli attacchi iraniani con droni hanno danneggiato infrastrutture energetiche e idriche in Kuwait, provocando l’interruzione di alcune unità di produzione elettrica e colpendo impianti di desalinizzazione. Le autorità locali hanno confermato i danni ma non segnalano vittime, sottolineando tuttavia l’impatto potenziale sul sistema energetico del Paese.
03:47 – Attacchi nel nord-ovest dell’Iran: tre morti
Nella provincia di Ardabil, nel nord-ovest dell’Iran, attacchi attribuiti a Stati Uniti e Israele avrebbero causato la morte di tre persone e il ferimento di altre. Le operazioni si sarebbero concentrate in aree vicine al confine con l’Azerbaigian, ampliando ulteriormente il raggio geografico del conflitto.
03:40 – Teheran sequestra beni a 100 persone
La Procura di Teheran ha disposto il sequestro dei beni e il congelamento dei conti di oltre cento persone accusate di sostenere il nemico, tra cui giornalisti, artisti e figure pubbliche. L’iniziativa segnala un irrigidimento interno del regime, che mira a colpire anche il fronte mediatico e culturale.
03:29 – Petroliera attraversa Hormuz
Una nave cisterna giapponese è riuscita ad attraversare lo Stretto di Hormuz, dopo essere rimasta bloccata per giorni a causa delle tensioni. L’episodio rappresenta un segnale importante per i mercati energetici, ma non cancella il rischio di nuove interruzioni in uno dei punti più strategici del commercio globale.
03:17 – Missili su Israele e Kuwait dopo ultimatum
L’Iran ha lanciato missili e droni contro Israele e Kuwait poche ore dopo l’ultimatum di Trump, colpendo anche obiettivi istituzionali e militari. Gli attacchi confermano la volontà di Teheran di rispondere direttamente alla pressione americana.
01:37 – Kuwait intercetta attacchi
Le difese aeree kuwaitiane hanno intercettato parte dei missili e dei droni in arrivo, con esplosioni udite in diverse aree del Paese dovute alle operazioni di difesa. La situazione resta comunque estremamente instabile.
01:33 – Iran avverte l’Onu sul rischio nucleare
L’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite ha denunciato il rischio di esposizione radioattiva dopo gli attacchi agli impianti nucleari, definendo le operazioni statunitensi e israeliane come atti illegali e pericolosi per la popolazione civile.
00:59 – Missili iraniani verso Israele
L’esercito israeliano ha confermato nuovi lanci di missili dall’Iran, con i sistemi di difesa attivati per intercettare le minacce. Alcuni ordigni sono caduti in aree aperte senza provocare vittime.
23:55 – Raid israeliano nel sud del Libano: 5 morti
Un attacco israeliano nel Libano meridionale ha causato cinque morti, tra cui una donna, e numerosi feriti in diverse località, aumentando ulteriormente la tensione lungo il confine nord di Israele.
23:50 – Trump: eliminati capi militari iraniani
Trump ha parlato di un attacco “massiccio” su Teheran, sostenendo che diversi leader militari iraniani sarebbero stati uccisi. Una dichiarazione che, se confermata, segnerebbe un ulteriore salto nella profondità del conflitto.


