
Il matrimonio s’ha da fare e, a quanto pare, i testimoni sono già pronti per il brindisi. La Juventus e Luciano Spalletti, approfittando della sosta, hanno rifinito minuziosamente i dettagli di un accordo imbastito già nelle settimane precedenti, trasformando quella che era una suggestione in una solida realtà professionale. Alla Continassa il clima è elettrico: è ufficialmente cominciato il conto alla rovescia per il fatidico giorno della firma dell’allenatore sul nuovo contratto. L’intesa prevede un legame blindato fino al 2028, con uno stipendio che oscillerà tra i 5 e i 6 milioni di euro, bonus inclusi. Ormai, negli uffici bianconeri, si attende solo la fumata bianca ufficiale per celebrare l’unione definitiva tra il tecnico toscano e la Vecchia Signora.
Tra burocrazia e big match: l’annuncio è imminente
Salvo nuovi e imprevisti rallentamenti burocratici — poiché l’intesa c’è e ormai è solo una questione di documenti da controfirmare — l’annuncio del prolungamento biennale dovrebbe arrivare proprio in questa settimana. L’obiettivo della dirigenza è quello di formalizzare il tutto prima dello scontro diretto in chiave Champions di sabato, quando la squadra sarà ospite in casa dell’Atalanta. C’è un ottimismo crescente che attraversa i corridoi della società: Spalletti potrebbe mettere la firma già domani o, al massimo, alla vigilia della trasferta bergamasca. Una tempistica che ricorda molto da vicino quanto accaduto a febbraio, in occasione del rinnovo della giovane stella Kenan Yildiz.
L’ufficialità del nuovo accordo non servirà solo a dare serenità all’ambiente, ma rafforzerà l’intero progetto tecnico, diventando una carta fondamentale da giocare sul tavolo del mercato. Avere un allenatore confermato a lungo termine è il miglior biglietto da visita per provare a convincere i parametri zero di lusso che gravitano nell’orbita bianconera. Tra i nomi caldi spicca il pallino Bernardo Silva del Manchester City, ma l’attenzione resta altissima anche su Leon Goretzkadel Bayern Monaco, sebbene su quest’ultimo sia forte la concorrenza del Milan. La stabilità in panchina è dunque la prima pietra di una Juventus che vuole tornare a dominare in Italia e in Europa, mettendo fine alle incertezze degli ultimi tempi.


