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“Era uno di noi”. Travolto e ucciso da un albero: la commovente storia di Pietro

Pubblicato: 11/04/2026 09:52

Il tardo pomeriggio di giovedì 9 aprile ha squarciato la quiete di Treviso, trasformando un momento di ordinario svago in una tragedia che lascia senza fiato. Lungo l’argine del canale Botteniga, la vita di Pietro Monici, 39 anni, si è spezzata sotto il peso immane di un enorme pioppo. L’uomo stava pescando insieme a un amico quando l’albero, improvvisamente, si è schiantato al suolo travolgendolo. Mentre il compagno di pesca è rimasto miracolosamente illeso, seppur in stato di profondo choc, per Pietro non c’è stato nulla da fare: i vigili del fuoco hanno dovuto lavorare incessantemente per liberare il corpo dai tronchi che lo avevano completamente sepolto. Un destino beffardo, considerando che Monici era un vigile del fuoco volontario e stava completando l’iter per diventare un professionista del Corpo.

Radici marce e polemiche: il dolore del sindaco Mario Conte

Il dramma si è consumato intorno alle 18:45, in condizioni meteo apparentemente innocue. «Non c’era vento né pioggia, nulla faceva pensare a quello che sarebbe accaduto», hanno dichiarato i residenti, che però non hanno risparmiato critiche sulla gestione del verde, puntando il dito contro la pericolosità di quegli alberi dalle radici marce, già segnalata in passato. Sul luogo della tragedia è accorso anche il sindaco di Treviso, Mario Conte, visibilmente scosso. Pur tentando di arginare le imminenti polemiche sulla sicurezza, il primo cittadino ha ammesso la gravità della situazione: «Le segnalazioni erano arrivate, anche al Genio Civile, ma ora non è il momento delle polemiche».

Il sindaco ha poi precisato che «verranno fatte tutte le valutazioni necessarie, è evidente che questi alberi non sono in condizioni ottimali», aggiungendo tuttavia la necessità di accertare se fossero state superate eventuali transenne di sicurezza nell’area. Pietro Monici, originario di Milano ma trapiantato nella Marca trevigiana da anni, era una figura molto stimata, con un passato da rugbista e una vocazione profonda per il soccorso. Ora spetterà alle indagini chiarire le responsabilità sulla manutenzione di quel tratto d’argine e stabilire se la morte di un uomo che aveva scelto di dedicare la propria vita a salvare gli altri potesse essere evitata con un intervento preventivo su quegli alberi giudicati da tempo instabili.

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