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“Non potete entrare!”. Macron nei guai, la polizia bussa all’Eliseo: è caos

Pubblicato: 15/04/2026 11:40

In un clima di forte attenzione istituzionale e giudiziaria, la sede della presidenza francese è tornata al centro della cronaca per un episodio destinato a riaccendere il dibattito sui rapporti tra potere esecutivo e autorità inquirente. Un intervento della polizia giudiziaria ha infatti segnato una nuova fase di un’inchiesta che coinvolge appalti pubblici e presunti sistemi di favoritismo nella gestione di eventi di rilevanza nazionale.

Il confronto tra esigenze investigative e prerogative costituzionali ha portato a un acceso scambio procedurale, con l’ingresso negato agli investigatori e la successiva consegna parziale di materiale informatico. Una dinamica che solleva interrogativi sulla trasparenza amministrativa e sui limiti dell’azione giudiziaria in contesti istituzionali di massimo livello.
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Perquisizione all’Eliseo e accesso negato

La mattinata di ieri ha visto l’arrivo degli agenti della brigata finanziaria e anticorruzione (Bfac) della polizia giudiziaria di Parigi presso l’Eliseo, nell’ambito di un’inchiesta per favoritismo, corruzione, conflitto di interessi e traffico di influenze.

L’indagine riguarda l’assegnazione di alcuni appalti pubblici, in particolare quelli legati all’organizzazione di cerimonie ufficiali al Pantheon, gestite dal Centro dei musei nazionali (Cmn). Tuttavia, gli investigatori non sono stati autorizzati a entrare all’interno del palazzo presidenziale, situato in rue du Faubourg Saint-Honoré, nel cuore di Parigi.

I collaboratori del presidente Emmanuel Macron hanno invocato l’articolo 67 della Costituzione francese, che stabilisce l’inviolabilità dei locali della presidenza della Repubblica, per giustificare il diniego all’accesso diretto degli inquirenti.

Indagine su appalti e cerimonie al Pantheon

Secondo quanto emerso, l’inchiesta – aperta nell’ottobre 2025 – si concentra sui contratti stipulati tra la presidenza e la società Shortcut Events, incaricata dell’organizzazione delle cerimonie di sepoltura ufficiali al Pantheon tra il 2002 e il 2024.

Un elemento centrale dell’indagine riguarda la continuità nell’assegnazione degli incarichi: per oltre vent’anni, la stessa società avrebbe ottenuto sistematicamente gli appalti per la gestione degli eventi, con costi stimati intorno ai due milioni di euro per ciascuna cerimonia.

Tra gli eventi più recenti figura la pantheonizzazione di Missak Manouchian, partigiano armeno e membro dei Francs-Tireurs et Partisans de la Main d’Œuvre Immigrée, una delle cerimonie più simboliche organizzate negli ultimi anni.

La società coinvolta, fondata nel 1996 e composta da circa trenta dipendenti, è attiva anche in altri eventi istituzionali di grande rilievo, tra cui l’inaugurazione della Cité de la Francophonie a Villers-Cotterêts, le celebrazioni per l’Ottantesimo anniversario dello sbarco a Omaha Beach e la cerimonia per i dieci anni della legge Taubira sui matrimoni tra persone dello stesso sesso.

I rapporti con le istituzioni e le verifiche in corso

Gli investigatori stanno cercando di chiarire se la società abbia beneficiato di un presunto sistema di agevolazioni o sostegno istituzionale da parte del Centro dei musei nazionali, del Ministero della Cultura e, in particolare, dell’Eliseo.

Nel corso della visita, secondo quanto riportato, sarebbero stati comunque consegnati agli inquirenti alcuni computer personali, in linea con le richieste dei giudici istruttori. L’entourage presidenziale ha ribadito la volontà di collaborazione, sottolineando tuttavia il rispetto dei limiti costituzionali.

Un esperto citato dalla stampa francese ha evidenziato come, in questi casi, la cooperazione tra istituzioni e autorità giudiziaria debba avvenire “nel rispetto dell’articolo 67”, che tutela la funzione presidenziale.

Un precedente e il nodo della trasparenza

La vicenda riporta l’attenzione su un tema delicato per la vita istituzionale francese: il rapporto tra immunità presidenziale e necessità di indagine nei casi di presunta irregolarità amministrativa.

L’ultima perquisizione all’interno dell’Eliseo risale a circa otto anni fa, nel 2018, quando la polizia giudiziaria intervenne nell’ambito del caso legato ad Alexandre Benalla, ex collaboratore del presidente, coinvolto in un’inchiesta su episodi di violenza durante manifestazioni a Parigi.

Oggi, con l’avvio di questa nuova indagine, si riapre il confronto tra garanzie istituzionali e controllo giudiziario, mentre gli investigatori proseguono l’analisi dei contratti pubblici e dei rapporti tra amministrazione e società incaricate degli eventi ufficiali.

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