
Il silenzio della serata di mercoledì 15 aprile nel quartiere San Paolo è stato squarciato da un evento di una violenza emotiva inaudita. Un bambino di soli 6 anni è precipitato dal sesto piano di un edificio residenziale, trasformando una tranquilla conclusione di giornata in un incubo a occhi aperti per l’intera comunità barese. L’allarme è scattato immediatamente, portando sul posto i sanitari del 118 che hanno tentato una corsa disperata contro il tempo per strappare il piccolo a un destino crudele. Trasferito con la massima urgenza al Policlinico di Bari, il bambino è stato affidato alle cure dell’equipe medica, ma il quadro clinico è apparso sin dai primi istanti disperato. Purtroppo, nonostante gli sforzi incessanti dei medici, nelle ore successive è stata dichiarata la morte cerebrale, una notizia che ha spento ogni residua speranza.
La ricostruzione della tragedia e l’ipotesi della distrazione
Le prime indiscrezioni che filtrano dagli ambienti investigativi tratteggiano i contorni di una fatalità che non lascia spazio a consolazioni. Secondo le informazioni raccolte, il bambino, che era affetto da autismo, si sarebbe allontanato repentinamente, riuscendo a sfuggire alla sorveglianza delle persone presenti in casa proprio nel momento dell’accaduto. Quella che appare come una “momentanea distrazione” si è trasformata in una trappola mortale, una manciata di secondi che ha permesso al piccolo di raggiungere il punto della caduta senza che nessuno potesse intervenire per fermarlo.
Sull’episodio sono in corso gli accertamenti dei carabinieri, che hanno blindato l’area per effettuare i rilievi necessari. I militari sono impegnati a ricostruire con precisione millimetrica ogni istante vissuto all’interno dell’abitazione prima che il bambino precipitasse nel vuoto. Al vaglio ci sono le testimonianze dei familiari, distrutti dal dolore, per accertare che non vi siano state negligenze penalmente rilevanti o se si sia trattato, come sembra, di un tragico e imprevedibile incidente domestico legato alla particolare condizione del piccolo.

