
La tensione tra Mosca e l’Occidente raggiunge un nuovo picco di pericolosità, trasformando i distretti industriali europei in potenziali linee di tiro. Il Ministero della Difesa russo ha alzato drasticamente la posta pubblicando due elenchi dettagliati che contengono nomi e indirizzi di aziende localizzate in Europa e Medio Oriente, accusate di alimentare la macchina bellica di Kiev attraverso la produzione di droni d’attacco e componenti strategici. Le liste, intitolate “Filiali di aziende ucraine in Europa” e “Imprese straniere che producono componenti”, segnalano 21 siti industriali tra Londra, Monaco, Praga e Madrid. Ma il dato più inquietante riguarda l’Italia: il nostro Paese è finito direttamente nel mirino del Cremlino, con quattro eccellenze del settore motoristico indicate come ingranaggi fondamentali della resistenza ucraina.
La minaccia di Medvedev: “Dormite sereni, partner europei”
Il rilascio di questi dati non è rimasto un semplice atto burocratico. Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, ha rincarato la dose definendo gli elenchi come “una lista di potenziali obiettivi per le forze armate russe”. Con un tono gelido che non lascia spazio a interpretazioni, l’ex presidente ha aggiunto: “Quando gli attacchi diventeranno realtà dipende da ciò che accadrà in futuro. Dormite sereni, partner europei”. Secondo Mosca, la leadership europea starebbe trasformando i propri territori in “retrovie strategiche” dell’Ucraina, aumentando i finanziamenti per la produzione di droni capaci di colpire il territorio russo, portando così il continente verso “conseguenze imprevedibili” e una guerra strisciante.
Sotto la lente d’ingrandimento russa sono finite realtà tecnologiche di prim’ordine. In Italia, le aziende accusate di fornire motori a pistoni tra i 60 e i 170 cavalli sono la Cmd Avio di Venezia, la MWfly di Garbagnate Milanese, la EpaPower di Omegna e la Gilardoni di Mandello del Lario. Queste imprese, attive nella propulsione aeronautica e nella produzione di cilindri ad alto rendimento, si trovano citate accanto a colossi come la tedesca 3W Professional o l’israeliana Elsight. Il Ministero della Difesa russo sostiene di aver reso pubblici gli indirizzi affinché i cittadini europei comprendano le “vere cause delle minacce alla loro sicurezza”, puntando il dito contro i governanti che starebbero trascinando i rispettivi Paesi in un conflitto diretto. Al momento, dalle quattro aziende italiane non è arrivato alcun commento ufficiale, mentre l’ombra di Mosca si allunga sulle zone industriali della Penisola.

