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Due donne e una 14enne violentate e abbandonate in strada: trovato il colpevole

Pubblicato: 17/04/2026 09:28

Tre episodi distinti, in momenti diversi. All’inizio sembravano casi isolati. Poi, dettaglio dopo dettaglio, le storie hanno iniziato a somigliarsi in modo inquietante. Le vittime sono tre donne, tra cui una minorenne di 14 anni. Tutte hanno descritto una dinamica che si ripete: un incontro apparentemente casuale, un approccio rassicurante, quindi l’improvviso passaggio alla violenza, in luoghi isolati dove chiedere aiuto diventava quasi impossibile.

Uno schema che si ripete

Secondo quanto emerso dalle indagini, le aggressioni seguivano un copione preciso. L’uomo si avvicinava con un pretesto, spesso offrendo un passaggio, per poi condurre le vittime in aree periferiche o poco frequentate.

È lì che, stando alle ricostruzioni, scattava l’aggressione: minacce, violenze e infine l’abbandono. In alcuni casi, le donne sarebbero state lasciate ferite lungo strade secondarie o vicino a linee ferroviarie, in condizioni di forte shock.

Il racconto delle vittime e i luoghi isolati

Il punto in comune, nelle denunce, è proprio la sensazione di “normalità” iniziale: l’approccio non appariva subito pericoloso. Poi, però, tutto cambiava nel giro di pochi minuti.

Le aggressioni, secondo quanto riferito, sarebbero avvenute lontano da zone abitate, dove anche un grido o una richiesta d’aiuto rischiano di restare senza risposta.

Il caso della 14enne

Tra gli episodi, quello che coinvolge una ragazza di 14 anni è il più grave e doloroso. La giovane era con un’amica quando sarebbe stata convinta a salire in auto con la promessa di un’uscita tranquilla.

Durante il tragitto, però, la situazione sarebbe cambiata: l’auto si sarebbe diretta verso un’area isolata e anche per lei sarebbe iniziato un incubo fatto di violenza e paura. Il suo racconto, si apprende, è stato decisivo per collegare i vari episodi.

Le indagini e il collegamento tra i casi

In un primo momento, i tre episodi non erano stati messi in relazione tra loro. Le denunce erano separate e non c’era un collegamento immediato.

Ma l’analisi incrociata delle testimonianze ha fatto emergere analogie sempre più precise. Da qui, la pista di un unico responsabile: gli investigatori hanno ricostruito movimenti, modalità operative e aree interessate dagli episodi.

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Ultimo Aggiornamento: 17/04/2026 09:54
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