
Conti da capogiro recapitati dopo poche ore di ricovero: è quanto sta accadendo alle famiglie dei giovani feriti in un drammatico episodio all’estero. Le cifre riportate nelle fatture hanno generato sgomento e incredulità.
Si parla di importi che oscillano tra i 17 mila e i 67 mila euro per meno di quindici ore trascorse in ospedale, prima del trasferimento in Italia. Numeri che hanno lasciato senza parole genitori già provati da mesi difficili.
Le comunicazioni sono arrivate una dopo l’altra, senza preavviso, alimentando rabbia e frustrazione. Un impatto emotivo forte, che riapre ferite mai rimarginate.
La vicenda riguarda i feriti dell’incendio avvenuto a Crans-Montana, in Svizzera, all’interno del locale Constellation, durante la notte di Capodanno. Un evento che aveva coinvolto numerosi giovani italiani.

I primi soccorsi erano stati prestati negli ospedali svizzeri, tra cui quello di Sion, prima dell’attivazione di un ponte aereo verso l’Italia. I pazienti erano stati poi trasferiti al Centro ustioni del Niguarda di Milano.
Nei documenti si specifica che le spese non sarebbero a carico delle famiglie, ma ciò non ha evitato l’indignazione. “Oltre il danno la beffa”, ha commentato un genitore, sottolineando l’assenza di spiegazioni dettagliate.
Molti familiari chiedono chiarezza e garanzie, temendo che i costi possano ricadere sullo Stato italiano o su di loro. A pesare è anche la mancanza delle cartelle cliniche, richieste da mesi ma mai ricevute.
Sulla questione è intervenuto l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, che ha annunciato incontri con le autorità locali per chiarire definitivamente la situazione.
L’obiettivo è ottenere conferme ufficiali sul fatto che le spese sanitarie saranno coperte dalle autorità svizzere. Intanto resta lo sconcerto delle famiglie, che chiedono rispetto e trasparenza dopo una tragedia che ha segnato profondamente le loro vite.


