
Una vita in divisa, scandita da incarichi, trasferimenti e responsabilità crescenti. Una presenza costante sul territorio, tra istituzioni e cittadini, fino all’ultimo giorno di servizio. Poi il silenzio, e il ricordo di una carriera lunga quasi mezzo secolo, costruita passo dopo passo dentro l’Arma.
È morto a 65 anni il generale di corpo d’armata Maurizio Stefanizzi, figura di riferimento dei Carabinieri con una carriera iniziata nel 1976 e durata oltre 49 anni.
Una carriera lunga quasi mezzo secolo
Nato a Bisignano, in provincia di Cosenza, Stefanizzi aveva intrapreso il percorso militare alla scuola Nunziatella, per poi laurearsi in Giurisprudenza a Bologna.
Nel corso degli anni ha ricoperto numerosi incarichi di vertice, tra cui:
- il comando della Legione Campania (2018-2021)
- la guida del Comando interregionale “Vittorio Veneto” a Padova (fino al 2025)
- incarichi a Milano e presso il Comando generale
Ha inoltre diretto il V Reparto relazioni esterne e comunicazione e l’Ufficio addestramento e regolamenti.
Il legame con i territori
Negli ultimi anni aveva guidato anche il gruppo carabinieri di Monreale, dove aveva ricevuto la cittadinanza onoraria.
Il sindaco Alberto Arcidiacono lo ha ricordato come:
«Un servitore dello Stato che aveva instaurato con la comunità un legame profondo, basato su legalità e giustizia».
Un primato nell’Arma
Al momento del congedo, nel 2025, deteneva un record significativo: era il carabiniere con la maggiore anzianità di servizio attivo, con 49 anni consecutivi nell’Arma.
Il ricordo
Chi ha lavorato con lui ne sottolinea la fermezza nel contrasto alla criminalità, unita a una forte umanità e disponibilità verso le istituzioni.
Una figura che lascia un segno profondo, dentro e fuori l’Arma, nel ricordo di colleghi e comunità.


