
Un intervento improvviso, poi la tensione che sale in pochi istanti. Le urla, il caos, e la necessità di contenere una situazione che degenera rapidamente. Ancora una volta, a farne le spese sono gli agenti, costretti a intervenire senza margini di errore.
Episodi che si ripetono, raccontati da chi lavora ogni giorno in prima linea, tra difficoltà crescenti e un senso di insicurezza sempre più diffuso.
L’aggressione è avvenuta nella casa circondariale di La Spezia, dove sei agenti della polizia penitenziaria sono rimasti feriti e hanno dovuto ricorrere alle cure ospedaliere.
La dinamica
Secondo quanto denunciato dal sindacato Osapp, un detenuto con problematiche psichiatriche avrebbe colpito un agente al volto con un pugno, per poi scagliarsi contro il personale intervenuto.
Il bilancio finale è di sei agenti feriti.
La denuncia del sindacato
A intervenire è stato il segretario regionale Osapp, Rocco Roberto Meli, che parla di un episodio di “inaudita gravità”.
“Non siamo più di fronte a casi isolati – sottolinea – ma a una criticità strutturale permanente”.
Le criticità segnalate
Secondo il sindacato, la situazione del carcere sarebbe segnata da:
- carenze organizzative
- gestione inefficace del circuito detentivo
- assenza di adeguate tutele operative
Gli agenti opererebbero in un contesto di rischio costante, spesso senza strumenti sufficienti per affrontare situazioni di elevata pericolosità.
L’allarme sicurezza
L’Osapp denuncia un aumento delle aggressioni e un clima che rischia di alimentare una percezione di impunità all’interno degli istituti penitenziari.
“Serve un intervento urgente, strutturale e risolutivo – conclude il sindacato –. La polizia penitenziaria non può essere lasciata sola”.
Un episodio che riaccende il dibattito sulle condizioni delle carceri italiane e sulla sicurezza del personale chiamato a gestire situazioni sempre più complesse.


