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“Crollo senza precedenti”. Sondaggi, tonfo clamoroso: e c’è un partito che se la ride di gusto

Pubblicato: 27/04/2026 19:34

Il nuovo sondaggio politico fotografa un equilibrio sempre più serrato tra i due principali schieramenti, con il centrodestra e il centrosinistra separati da margini minimi e tendenze interne in forte movimento. Uno scenario che conferma la fase di grande fluidità del consenso elettorale.

Il dato più rilevante riguarda il calo di Fratelli d’Italia, che scende al 27,6% pur restando primo partito nazionale. Una flessione che, secondo le rilevazioni, segnala un rallentamento rispetto ai mesi precedenti.

In parallelo cresce la lista Futuro Nazionale, collegata a Roberto Vannacci, che sale al 3,7% con l’aumento più significativo del rilevamento. Un incremento che alimenta l’ipotesi di uno spostamento interno di consensi nel blocco di governo.

Nel complesso, il centrodestra mostra segnali misti: lieve crescita per Forza Italia e Lega, mentre la coalizione nel suo insieme registra un assestamento senza variazioni drastiche ma con dinamiche interne in movimento.

Sul fronte opposto, il campo largo continua a consolidarsi e raggiunge il 46%, mantenendo un sostanziale equilibrio con il centrodestra, che si attesta al 46,4%. Una distanza minima che conferma una competizione ormai testa a testa.

Nel dettaglio, il Partito Democratico sale al 22,7%, mentre il Movimento 5 Stelle cresce al 13,2%, segnando un rafforzamento parallelo delle due principali forze di opposizione.

In crescita anche Alleanza Verdi e Sinistra, che si consolida al 7,1%, superando la Lega e rafforzando la propria posizione all’interno della coalizione progressista.

Più in difficoltà le forze centriste del campo largo: Italia Viva scende al 2%, mentre Più Europa arretra all’1%, segnalando una progressiva marginalizzazione dell’area riformista moderata.

Chiudono il quadro le formazioni minori e non allineate: Azione stabile al 2,6%, mentre le altre liste restano sotto il 1%, in uno scenario frammentato che conferma la polarizzazione tra i due grandi poli politici del Paese.

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