
La guerra tra Stati Uniti e Iran entra in una fase sospesa e contraddittoria, in cui alla rivendicazione politica di una vittoria da parte di Washington si contrappone una realtà molto più fluida e instabile. Nella notte Donald Trump parla apertamente di sconfitta militare inflitta a Teheran, ma dall’Iran arriva una linea opposta, che esclude la fine del conflitto e conferma il mantenimento di una postura militare attiva. Nel mezzo, cresce la pressione economica americana, si muovono gli attori regionali e si affaccia anche la dimensione interna statunitense, con il rischio di uno scontro istituzionale sui poteri di guerra del presidente.
16.07 – Von der Leyen: “La guerra costa 500 milioni al giorno”
Cinquecento milioni di euro al giorno. È questo il costo della guerra in Medio Oriente per l’Europa. Come sottolineato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel suo discorso alla sessione plenaria dell’Eurocamera,
12.04 – Hegseth va a rispondere al Congresso
Per la prima volta dall’inizio della guerra in Iran, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth dovrà rispondere agli interrogatori dei membri del Congresso. L’udienza di mercoledì davanti alla Commissione per i servizi armati della Camera si concentrerà sul bilancio militare da 1,5 trilioni di dollari dell’amministrazione Trump per il 2027. È probabile che i legislatori democratici interroghino Hegseth sui costi della guerra in Iran e sull’enorme riduzione delle munizioni essenziali.
06:55 – Nuove sanzioni Usa sul sistema bancario iraniano
Gli Stati Uniti annunciano un nuovo pacchetto di sanzioni contro 35 tra persone fisiche e società ritenute parte del sistema bancario ombra iraniano, una rete parallela accusata di aver gestito e movimentato decine di miliardi di dollari aggirando i controlli internazionali. Secondo il Dipartimento del Tesoro, queste strutture avrebbero facilitato transazioni legate all’elusione delle sanzioni e al finanziamento di attività considerate ostili, compreso il sostegno a gruppi armati. Washington punta a colpire in modo mirato i canali finanziari più opachi del regime, con l’obiettivo di ridurre drasticamente la capacità economica di Teheran e aumentare la pressione negoziale sul dossier nucleare.
06:23 – Raid in Cisgiordania, un morto e un arresto
Nella città di Silwad, in Cisgiordania, l’esercito israeliano riferisce di aver condotto un’operazione notturna durante la quale un palestinese è stato ucciso e un altro arrestato. Secondo la ricostruzione dell’Idf, i due avrebbero aggredito i soldati, uno con un coltello e l’altro fisicamente, provocando una reazione armata delle truppe. I militari feriti sono stati trasferiti in ospedale e le loro condizioni non sono considerate gravi. L’episodio si inserisce in un contesto di tensione costante nei territori occupati, dove operazioni di questo tipo continuano a verificarsi con una frequenza elevata, alimentando un clima di instabilità che si intreccia con il conflitto più ampio in corso nella regione.
05:23 – Teheran: “La guerra non è finita”
Il portavoce dell’esercito iraniano ribadisce che per Teheran il conflitto non può essere considerato concluso, nonostante il cessate il fuoco. In un messaggio diffuso nelle ultime ore, viene sottolineato come le forze armate abbiano continuato a lavorare senza interruzioni su addestramento, pianificazione e aggiornamento degli obiettivi militari, mantenendo un livello di preparazione costante. L’Iran dichiara apertamente di non fidarsi degli Stati Uniti e di considerare la situazione ancora pienamente bellica, lasciando intendere che eventuali sviluppi futuri potrebbero riaprire rapidamente una fase di scontro diretto.
05:14 – Democratici pronti alla causa contro Trump
Negli Stati Uniti si apre un possibile fronte interno sul piano istituzionale. Secondo diverse fonti, i Democratici al Congresso stanno valutando l’ipotesi di avviare un’azione legale contro Donald Trump qualora le operazioni militari dovessero proseguire oltre il limite dei 60 giorni senza una formale autorizzazione parlamentare. Il tema riguarda i poteri di guerra del presidente e potrebbe trasformarsi in uno scontro costituzionale di ampia portata, soprattutto in vista delle prossime scadenze politiche. Le discussioni sono ancora in fase iniziale, ma il quadro potrebbe rapidamente irrigidirsi se la Casa Bianca decidesse di continuare le operazioni senza coinvolgere il Congresso.
04:57 – Pahlavi: “Serve aiuto esterno contro il regime”
Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià, interviene nel dibattito sostenendo che il regime iraniano sia indebolito ma non ancora prossimo al collasso. Secondo la sua analisi, per arrivare a un cambio di potere sarebbe necessaria una strategia coordinata che includa anche un sostegno internazionale più deciso. Pahlavi sottolinea come il sistema attuale continui a mantenere alcune componenti operative e invita a non interrompere la pressione esterna proprio nel momento in cui il regime mostra segnali di fragilità, indicando la necessità di accompagnare un’eventuale transizione con un supporto politico e strategico.
04:55 – Ipotesi blocco economico prolungato
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Donald Trump avrebbe dato indicazioni ai suoi collaboratori di preparare un piano per un blocco economico prolungato contro l’Iran. L’idea sarebbe quella di colpire in modo sistematico le esportazioni di petrolio e i traffici marittimi legati allo Stretto di Hormuz, considerati fondamentali per l’economia iraniana. La scelta del blocco economico viene vista come un’opzione meno rischiosa rispetto a una ripresa dei bombardamenti, ma comunque in grado di esercitare una pressione significativa nel medio periodo, con l’obiettivo di forzare Teheran a concessioni sul programma nucleare.
04:28 – Hezbollah diffonde video di attacco con drone
Hezbollah pubblica un video che mostrerebbe un drone colpire un mezzo dell’esercito israeliano nel sud del Libano, nella zona di al-Qantara. Il filmato arriva in un momento di forte tensione lungo il confine settentrionale di Israele, dove nelle stesse ore sono stati emessi nuovi avvisi di evacuazione per alcune aree del distretto di Tiro. La diffusione delle immagini ha anche un valore propagandistico, oltre che operativo, e contribuisce ad alimentare la percezione di un conflitto che resta attivo su più fronti, ben oltre il confronto diretto tra Stati Uniti e Iran.
03:09 – Trump: “Iran militarmente battuto”
Durante una cena ufficiale alla Casa Bianca con re Carlo III, Donald Trump afferma che gli Stati Uniti hanno sconfitto militarmente l’Iran, rivendicando un risultato definito storico e ribadendo che Teheran non potrà mai ottenere un’arma nucleare. Il presidente collega l’azione americana a una continuità con le battaglie del passato contro ideologie autoritarie, parlando di una vittoria condivisa con gli alleati. Si tratta di un messaggio dal forte impatto politico, che però non trova conferma nelle dichiarazioni iraniane e che apre interrogativi sulla reale situazione sul campo.
01:41 – L’intelligence Usa studia la reazione iraniana
Le agenzie di intelligence americane stanno analizzando i possibili scenari legati alla reazione iraniana a un’eventuale dichiarazione unilaterale di vittoria da parte di Trump. L’obiettivo è comprendere se Teheran possa optare per una risposta diretta, per un’escalation indiretta o per una fase di riorganizzazione strategica. Il tema viene considerato cruciale anche per le implicazioni politiche interne negli Stati Uniti, in vista delle prossime elezioni di metà mandato.
00:36 – Russia pronta a intervenire su Hormuz
La Russia si dice disponibile a contribuire a una soluzione diplomatica della crisi nello Stretto di Hormuz, sottolineando la necessità di riportare il confronto su un piano politico. Mosca ribadisce di aver sempre sostenuto il dialogo e si propone come possibile attore di mediazione, in un contesto internazionale che resta estremamente delicato e aperto a sviluppi imprevedibili.
00:04 – Ufficializzate le sanzioni Usa
Il Dipartimento del Tesoro americano formalizza le sanzioni contro individui e società legati all’Iran, accusati di sostenere economicamente attività illegali e di favorire l’elusione delle restrizioni internazionali. Le misure rappresentano uno dei principali strumenti utilizzati da Washington per esercitare pressione sul regime senza ricorrere direttamente all’uso della forza.
00:01 – Trump attacca Merz sull’Iran
Donald Trump attacca il cancelliere tedesco Friedrich Merz, accusandolo di non comprendere la portata della minaccia iraniana. Il presidente americano sostiene che un Iran dotato di arma nucleare metterebbe il mondo intero in ostaggio e rivendica la propria linea dura come necessaria e non più rinviabile, criticando apertamente le posizioni europee considerate troppo deboli.


