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Ritrovato il corpo di Michelangelo Scamarcia in un negozio: fermato il titolare

Pubblicato: 01/05/2026 14:09

Il corpo di Michelangelo Scamarcia, 68 anni, è stato rinvenuto nella tarda mattinata di oggi all’interno di un esercizio commerciale in piazza Umberto, nel quartiere Carbonara di Bari, in provincia di Bari. L’uomo risultava scomparso dallo scorso 31 marzo e la denuncia era stata presentata nei giorni successivi alla sua sparizione. Il ritrovamento è avvenuto poco prima di mezzogiorno, all’interno di un negozio che vende abbigliamento e oggettistica per la casa, scenario che ha immediatamente attirato l’attenzione degli inquirenti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri insieme ai reparti della scientifica per i primi rilievi.

Le condizioni in cui è stato trovato il cadavere hanno subito indirizzato le indagini verso ipotesi non riconducibili a una morte naturale. Secondo quanto trapela dagli investigatori, infatti, l’ipotesi principale è quella di un possibile intervento di una terza persona. Il corpo dell’uomo sarebbe stato rinvenuto in uno stato di avanzata decomposizione, elemento che lascia ipotizzare che il decesso risalga a diversi giorni prima del ritrovamento. La Procura di Bari ha aperto un fascicolo e ha disposto accertamenti medico-legali per chiarire tempi e cause della morte.

Indagini e primi riscontri sul caso

Gli investigatori stanno ricostruendo le ultime ore di vita di Michelangelo Scamarcia, anche attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza e dei movimenti bancari. Proprio alcuni tentativi di prelievo dal conto dell’uomo avrebbero permesso di concentrare l’attenzione sul negozio dove poi è stato scoperto il corpo. L’ipotesi al vaglio è che il decesso possa essere avvenuto nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa e che il corpo sia rimasto nascosto all’interno dell’attività commerciale per un lungo periodo. Le verifiche sono ancora in corso e ogni dettaglio viene considerato utile per ricostruire la dinamica dei fatti.

Il cadavere sarebbe stato trovato avvolto in alcune buste di cellophane, elemento che rafforza il sospetto di un possibile occultamento. Gli inquirenti stanno cercando di chiarire anche il rapporto tra la vittima e il titolare del negozio, un uomo di origini cinesi che è stato fermato per accertamenti. Al momento la sua posizione è al vaglio dell’autorità giudiziaria e non sono stati diffusi ulteriori dettagli sulla sua identità o sul suo eventuale coinvolgimento diretto.

Il fermo del titolare e gli sviluppi dell’inchiesta

Il titolare dell’attività commerciale è stato accompagnato in caserma e sarà ascoltato nelle prossime ore dagli investigatori. La sua versione dei fatti sarà considerata centrale per comprendere cosa sia accaduto all’interno del negozio nei giorni della scomparsa di Scamarcia. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, mentre continuano gli accertamenti tecnici all’interno del locale sequestrato. L’attenzione è concentrata su eventuali tracce biologiche e su elementi utili a stabilire la presenza di altre persone.

Non è ancora chiaro se tra la vittima e il commerciante vi fossero rapporti precedenti o conoscenze dirette. Gli investigatori stanno incrociando testimonianze e dati raccolti sul territorio per delineare un quadro più preciso. La Procura attende inoltre i risultati dell’autopsia, che saranno determinanti per stabilire con esattezza le cause del decesso e il momento in cui è avvenuto, elemento chiave per l’intera ricostruzione del caso.

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Ultimo Aggiornamento: 01/05/2026 15:41

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