
Serve un cambio di passo, una visione più ampia e soprattutto una maggiore capacità di anticipare le crisi. È il messaggio lanciato da Giorgia Meloni durante il vertice della Comunità Politica Europea, riunita a Yerevan. Un intervento che punta a scuotere i partner europei, invitandoli a “alzare il livello” e a concentrarsi maggiormente sul Mediterraneo.
Nel corso dei lavori, la premier ha partecipato alla sessione dedicata al sostegno all’Ucraina insieme a Volodymyr Zelensky, per poi confrontarsi con i principali leader occidentali, tra cui Ursula von der Leyen. Al centro del dibattito, la capacità dell’Europa di affrontare un contesto internazionale segnato da crisi multiple e crescenti.
Secondo Meloni, l’Unione europea ha dimostrato negli ultimi anni di saper reagire alle emergenze, dalla pandemia alla guerra in Ucraina, ma ora deve evolvere: passare dalla gestione delle crisi alla loro prevenzione. Un passaggio cruciale anche per la tenuta delle democrazie, ha sottolineato, perché la percezione di inefficacia può erodere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
A margine del vertice, la premier ha confermato la possibilità di un incontro con Marco Rubio, atteso in Italia nei prossimi giorni. Sul tema dei rapporti transatlantici, ha evidenziato le preoccupazioni legate a un possibile ridimensionamento dell’impegno americano in Europa, ribadendo la necessità per il continente di rafforzare la propria sicurezza.
«Gli Stati Uniti discutono da tempo di un disimpegno», ha osservato, sottolineando come questa prospettiva renda ancora più urgente una crescita della capacità europea di risposta. Allo stesso tempo, Meloni ha rivendicato il ruolo dell’Italia nelle missioni internazionali, ricordando l’impegno in ambito Nato anche in contesti come Afghanistan e Iraq.
Infine, un passaggio critico su alcune dichiarazioni rivolte all’Italia, definite “non corrette”, a conferma di un clima diplomatico che richiede chiarimenti. In un quadro globale sempre più instabile, la premier rilancia così la necessità di un’Europa più forte, coesa e capace di guardare oltre l’emergenza.


