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Cuba, gli Usa accusano l’Avana: “Vuole attaccare Guantanamo”. Ora si teme l’escalation militare

Pubblicato: 18/05/2026 07:24

Sono ore di massima tensione tra Stati Uniti e Cuba, in una crisi che rischia di trasformare una trattativa diplomatica già fragilissima in un confronto militare aperto. Washington accusa l’Avana di preparare possibili azioni contro la base americana di Guantanamo, contro imbarcazioni militari statunitensi al largo della Florida e perfino contro Key West. Secondo indiscrezioni rilanciate dai media americani, l’esercito cubano avrebbe acquistato circa 300 droni e starebbe valutando scenari offensivi. Un’accusa pesantissima, che arriva nel momento più delicato dei negoziati, mentre gli Stati Uniti chiedono a Cuba di recidere i legami con Cina e Russia.

La settimana decisiva per Cuba

La crisi si è aggravata dopo l’arrivo all’Avana del direttore della Cia, John Ratcliffe, atterrato con un aereo ufficiale all’aeroporto José Marti. Un’immagine senza precedenti negli ultimi decenni, diventata subito il simbolo di una fase storica per il futuro della Revolución. Sul tavolo c’erano gli aiuti umanitari promessi da Donald Trump, ma anche la richiesta americana di garanzie sulla presenza di strutture di intelligence russe e cinesi nell’isola.

La trattativa, però, sembra essersi inceppata. A complicare tutto c’è l’ipotesi che mercoledì un procuratore della Florida possa chiedere l’incriminazione di Raúl Castro, ancora considerato da Washington una figura centrale negli equilibri del regime cubano. Il caso riguarderebbe l’abbattimento, nel 1996, di due aerei dell’organizzazione di esuli “Hermanos del Rescate”. Per l’esilio cubano anticastrista sarebbe un passaggio simbolico enorme; per l’Avana, invece, potrebbe rappresentare la rottura definitiva di ogni canale negoziale.

Il timore di un conflitto armato

Dentro Cuba il clima è già quello dell’emergenza. L’isola arriva a questa fase dopo giorni di blackout, carenza di carburante, proteste e paralisi dei servizi essenziali. La crisi economica e sociale rende ancora più esplosivo il confronto con Washington. La televisione cubana trasmette immagini di esercitazioni popolari, mentre le autorità richiamano la dottrina della “guerra di tutto il popolo”, fondata su mobilitazione civile, guerriglia, difesa territoriale e resistenza prolungata.

Il rischio, ora, è che le informazioni sui presunti droni cubani diventino il pretesto per un’azione militare americana. L’Avana si prepara allo scenario peggiore, Washington alza la pressione e la settimana che si apre potrebbe decidere non solo il destino della trattativa, ma anche quello dell’intero equilibrio nei Caraibi.

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