
Ci sono vittorie che valgono molto più di un titolo. Successi che cambiano la percezione di un atleta, riscrivono le gerarchie di uno sport e costringono anche gli avversari ad arrendersi all’evidenza. È quello che sta accadendo a Jannik Sinner, protagonista di una crescita che ormai appare inarrestabile e capace di spostare gli equilibri del tennis mondiale.
Gli applausi del pubblico, l’entusiasmo attorno al suo nome e la continuità dei risultati raccontano solo una parte del momento che sta vivendo il campione azzurro. L’altra arriva dalle parole dei colleghi, soprattutto di chi lo affronta in campo e ne misura direttamente il livello. Ed è proprio dopo la finale degli Internazionali d’Italia 2026 che è arrivata una delle investiture più significative.
Leggi anche: Sinner domina Ruud: è finale alle Atp Finals 2024
Ruud esalta Sinner dopo la finale di Roma
A parlare è stato Casper Ruud, sconfitto da Jannik Sinner nell’ultimo atto del Masters 1000 di Roma. Il tennista norvegese, intervenuto in conferenza stampa dopo la partita, ha descritto il livello espresso dall’azzurro come qualcosa di superiore rispetto alla maggior parte dei giocatori del circuito.
“Il fatto è che è un giocatore incredibile. Avendo giocato contro tutti i top player del mondo nella mia carriera, penso che quando gioca al meglio, non sono molti quelli che possono raggiungere questo livello, se ce ne sono in assoluto nel mondo”, ha spiegato Ruud. Poi il riferimento diretto al rivale generazionale più vicino all’azzurro: “Alcaraz, certo, ma sono soprattutto loro due”.
Parole che confermano come il tennis mondiale stia vivendo una nuova fase dominata dalla rivalità tra Sinner e Carlos Alcaraz, considerati ormai i punti di riferimento tecnici del circuito ATP.

Il confronto con Djokovic, Nadal e Federer
Nel corso della conferenza stampa, Ruud ha poi accostato il livello espresso da Sinner a quello dei leggendari Big Three: Novak Djokovic, Rafa Nadal e Roger Federer. Un paragone che negli ultimi mesi è diventato sempre più frequente, alimentato dalla continuità di rendimento mostrata dal numero uno azzurro.
“Non ho mai giocato contro i Big Three al loro apice. Li ho affrontati, ma verso la fine della loro carriera”, ha raccontato il norvegese, “in quel momento sembravano più abbordabili. Ma sono sicuro che Roger, Novak, Rafa a 25, 26 anni davano la stessa sensazione agli altri giocatori”.
Ruud ha poi aggiunto con tono ironico: “Non vedo Sinner peggiorare, purtroppo. Bisogna solo pensare che devi essere sempre al tuo massimo, perché anche lui diventerà sempre meglio”.
Una dichiarazione che fotografa perfettamente il momento dell’azzurro, sempre più dominante nei grandi appuntamenti e ormai stabilmente al centro del tennis internazionale.

“Sinner robot? È un complimento”
Tra i passaggi più significativi dell’intervento del norvegese c’è stato anche quello dedicato allo stile di gioco dell’italiano. Negli ultimi mesi, infatti, diversi addetti ai lavori hanno definito il tennis di Sinner “robotico”, sottolineandone precisione e continuità.
Ruud, però, ha trasformato quella definizione in un elogio. “Sta giocando ad un livello incredibile, lo ha fatto a Madrid e lo ha fatto qui. Molti dicono che giochi quasi un robot. Per qualcuno potrebbe essere una critica, ma giocare un tennis ‘robotico’ significa essere davvero forti: è un complimento, se si conosce questo sport e si capisce quanto sia complicato”.
Il norvegese ha poi ricordato anche il precedente confronto disputato contro l’azzurro a Roma: “Un anno fa l’ho affrontato qui e ho perso 6-0, 6-1. Quest’anno è andata decisamente meglio, sono partito molto bene strappandogli il servizio. Lui però ha replicato subito, ha fatto la differenza tra la fine del primo set e l’inizio del secondo”.
Infine, l’ultima considerazione sul livello raggiunto dal campione italiano: “Ho avuto una palla break che non ho sfruttato, lui ha iniziato a servire sempre meglio… Jannik è un giocatore incredibile, quando è al meglio solo Alcaraz può arrivare al suo livello. Certo, se Jannik continua a vincere il bersaglio sulla sua schiena si allarga… Ma lui continua a vincere…”.


