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“Su WhatsApp in un attimo”. Italiani fregati con la truffa difficile da scoprire: conti svuotati

Pubblicato: 21/05/2026 18:03

L’evoluzione costante delle tecnologie di comunicazione e l’intensificarsi delle interazioni digitali quotidiane hanno aperto la strada a nuove, insidiose forme di vulnerabilità per i cittadini. Nei moderni contesti urbani, dove la rapidità dei flussi informativi è all’ordine del giorno, si assiste a una sofisticazione sempre maggiore delle tecniche di manipolazione psicologica su larga scala. Gli esperti di sicurezza monitorano costantemente questi fenomeni, evidenziando come i contesti di apparente routine vengano sfruttati per scardinare le normali difese degli utenti. La prevenzione e la conoscenza approfondita di questi meccanismi rimangono le uniche barriere efficaci per tutelare l’incolumità dei propri beni e la riservatezza delle informazioni personali in rete.

Il falso avviso e il meccanismo del furto di credenziali

Prima arriva un messaggio su WhatsApp che comunica il mancato pagamento di un pedaggio autostradale. Il mittente è sconosciuto, ma il link allegato riporta a una pagina che sembra appartenere ad Autostrade per l’Italia. A questo punto si viene indotti a compilare un form per saldare il debito e, soprattutto, evitare una multa che aumenterebbe notevolmente l’importo da pagare. Una volta completata l’operazione però, tutti i dati inseriti, incluse le credenziali bancarie, vengono rubati e i malintenzionati possono saccheggiare il conto corrente prima che la vittima possa accorgersi del raggiro. Funziona così la nuova truffa segnalata dalla Polizia Postale che ricorre ai più classici metodi di phishing per sottrarre soldi e dati sensibili a chi casca nella trappola.

La dinamica segue uno schema preciso. La vittima riceve un testo che avvisa di un mancato pagamento e utilizza formule allarmistiche – come “regolarizza subito” oppure “evita sanzioni” – pensate proprio per stimolare una risposta impulsiva. Nel messaggio compare anche un link che conduce a un sito contraffatto. Qui si consuma la truffa in due passaggi: inizialmente viene chiesta la targa del veicolo, poi il sistema invita a inserire i dati della carta di credito, compresi numero, data di scadenza e codice CVV. Anche la scelta di WhatsApp non è casuale: consente di eludere i filtri anti-spam applicati alle mail o ai vari operatori telefonici, sfruttando un mix tra familiarità e urgenza che abbassa l’allerta della vittima.

Le contromisure ufficiali e le linee guida della Polizia

Sia la Polizia di Stato che Autostrade per l’Italia ricordano che le comunicazioni ufficiali relative a pedaggi non pagati non vengono mai inviate tramite WhatsApp, SMS o email con link per un pagamento immediato. Eventuali verifiche devono essere effettuate esclusivamente attraverso il sito o l’app ufficiale dell’azienda. Ci sono poi alcuni segnali che aiutano a fiutare il pericolo prima che sia troppo tardi. Il primo riguarda il mittente: i messaggi provengono spesso da numeri esteri o comunque sconosciuti. Il secondo elemento è la forma stessa del messaggio: è sempre bene osservare con attenzione i link, poiché domini che presentano numeri e segni strani sono sempre molto sospetti.

Se il link è stato aperto ma non sono stati inseriti dati personali, la Polizia Postale raccomanda di bloccare immediatamente il numero e segnalare l’accaduto tramite il portale del Commissariato di P.S. Online. Se invece sono stati comunicati dati bancari, è molto importante contattare subito la propria banca per bloccare la carta, modificare le password degli account collegati e sporgere denuncia formale.

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