
Ha lottato per circa 24 ore tra la vita e la morte, ma alla fine non ce l’ha fatta. Paolo Fravezzi, 52 anni, è deceduto dopo essere stato punto da un insetto mentre si trovava nel giardino dell’abitazione di un amico, nella frazione di Selva Malvezzi.
L’episodio si è verificato nella tarda mattinata di mercoledì. Poco prima di mezzogiorno, l’uomo avrebbe riferito di essere stato punto da un insetto, la cui specie non è stata ancora identificata.
Il crollo pochi minuti dopo la puntura
Secondo la ricostruzione dei fatti, pochi minuti dopo aver segnalato l’accaduto all’amico con cui si trovava, Fravezzi si è improvvisamente accasciato al suolo, perdendo conoscenza.
Sul posto sono intervenuti rapidamente i sanitari del 118 con ambulanza e automedica. Le condizioni dell’uomo sono apparse fin da subito gravissime.
I soccorritori hanno effettuato a lungo le manovre di rianimazione e, vista la criticità della situazione, è stato richiesto anche l’intervento dell’elisoccorso.
Il ricovero al Sant’Orsola
Dopo essere stato stabilizzato, il 52enne è stato trasportato in codice di massima gravità all’Policlinico Sant’Orsola, dove è stato ricoverato nel reparto di Emodinamica a causa dell’arresto cardiaco in corso.
Nonostante gli sforzi del personale medico, l’uomo non ha mai ripreso conoscenza durante il ricovero.
Il decesso è stato constatato nella serata successiva.
Gli accertamenti sulla causa della morte
Al momento non è stato possibile stabilire con certezza quale insetto abbia provocato la puntura né se il decesso sia stato determinato da una grave reazione allergica o da altre complicanze.
Eventuali esami post-mortem potrebbero fornire risposte più precise sulle cause della tragedia.
Il ricordo degli amici
Paolo Fravezzi era conosciuto come una persona amante della natura, delle attività all’aria aperta e particolarmente legata ai suoi cani.
Numerosi i messaggi di cordoglio comparsi sui social dopo la diffusione della notizia.
Tra questi, quello di una persona a lui molto vicina: «Mi dicevi sempre: “Pensa ai miei cani se dovesse succedermi qualcosa”. Lo stiamo facendo. I tuoi angeli sono in buone mani. Ti vogliamo bene».
Un precedente che riporta alla memoria un’altra tragedia
La vicenda richiama un episodio analogo avvenuto nell’agosto dello scorso anno a Monterenzio, quando Alessandro Bologna, gestore di un bed and breakfast della zona, fu colpito da uno shock anafilattico dopo la puntura di un calabrone.
Anche in quel caso l’uomo andò incontro a un arresto cardiaco e morì dopo alcuni giorni di ricovero in terapia intensiva.


