
L’universo dello sport professionistico d’élite si è trasformato in un ecosistema finanziario globale di proporzioni gigantesche, dove le performance agonistiche si intrecciano indissolubilmente con strategie di marketing transnazionali. Quando i grandi patrimoni degli atleti vengono passati al setaccio dagli esperti di economia, emerge chiaramente come il valore di un campione superi ampiamente i confini del terreno di gioco. I flussi di entrate derivanti da diritti d’immagine, accordi commerciali a lungo termine e regimi di tassazione internazionale delineano una vera e propria geografia della ricchezza sportiva, sollevando spesso accesi dibattiti sulla gestione dei capitali e sulle scelte di residenza fiscale delle stelle più brillanti del firmamento mondiale.
Il duello dei portafogli e la classifica dei Paperoni
Jannik Sinner è il numero 1 al mondo del tennis, ma Carlos Alcaraz è più ricco di lui. Anche se probabilmente, con lo spagnolo fermo per l’infortunio al polso, oltre a blindare la classifica Atp, il tennista italiano potrebbe presto colmare anche questo divario. A fare i conti in tasca ai due dominatori del tennis mondiale – che comunque incassano più fuori dal campo che con i montepremi – è la rivista Forbes, nella sua classifica mondiale degli sportivi più pagati. Nell’ultimo anno, i primi 50 atleti più pagati al mondo hanno incassato circa 4,1 miliardi di dollari, lordi ovviamente (fra tasse e percentuali a procuratori e agenti).
In questa classifica, dove il più pagato è sempre Cristiano Ronaldo con un patrimonio stimato di 300 milioni di dollari, Carlos Alcaraz, 23 anni, si piazza alla posizione numero 32 con 61,5 milioni di dollari, di cui 23,5 da premi sul campo e 38 fuori. A gonfiare il portafoglio, ovviamente, sono gli sponsor: Nike, che gli dà fra i 15 e i 20 milioni a stagione, oltre a scarpe e completini; Babolat per le racchette; Rolex, Louis Vuitton di cui è global ambassador; BMW; El Pozo; Isdin, Duravit, Danone e, in passato, contratti con Lavazza, Intesa Sanpaolo, Parmigiano Reggiano. Nativo della zona di Murcia, in Spagna, Carlos Alcaraz vive sorprendentemente in un bungalow di 90 metri quadrati all’interno dell’Accademia Equelite nei pressi di Alicante, per essere sempre vicino al campo di allenamento. Si sposta principalmente con una BMW iX1, elettrica da 313 cavalli, omaggio dello sponsor.
Lo stile Monte-Carlo e il peso delle tasse estere
Ben diversa la situazione di Jannik Sinner, 24 anni, che invece vive a Monte-Carlo, in un complesso non distante dai campi di allenamento. Il tennista italiano è al cinquantesimo posto dei campioni più pagati al mondo. Il suo reddito è di 54,6 milioni, di cui 22,6 dai vari premi – cifra destinata ad aumentare nel prossimo bilancio: in cinque mesi, siamo già a 6,7 milioni di dollari in premi – e 32 fuori dal campo. La questione residenza nel Principato di Monaco riaccende la solita polemica/baruffa: Sinner – come altri campioni e non solo, c’è anche Umberto Tozzi – lo fa per non pagare le tasse? In realtà i premi nei vari tornei sono tassati all’origine, ossia nel Paese in cui c’è stato il guadagno.
Vediamo nello specifico come è andata in questo 2026, in cui di soli premi ha guadagnato – cifre ufficiali dell’ATP – 6,7 milioni di dollari, ossia 5,6 milioni in euro. Alle semifinali Australian Open ha incassato 765mila euro tassato in Australia al 32,5%, e quindi poco meno di 517mila euro nett. Per i quarti di finale al torneo di Doha, in Qatar, ha ottenuto l’equivalente di 66.804 euro, senza nessun tipo di tassazione. La vittoria a Indian Wells, in California, ha portato 991mila euro tassati al 37%, stessa cifra e stessa tassazione per la vittoria a Miami, in Florida. La vittoria a Montecarlo ha fruttato 974.370 euro, non tassati. Infine, la vittoria a Madrid ha portato 1.007.165 euro, tassato al 24%, e la vittoria a Internazionali di Roma altri 1.007.165 euro come a Madrid, tassati però solo al 20%. In sintesi: 5,8 milioni di euro lordi oltre 1,4 milioni di tasse. Nello specifico, anche lui è sponsorizzato Nike, per un valore decennale di 150 milioni di euro oltre all’abbigliamento; Gucci di cui è global ambassador; Head per le racchette; Rolex – come Alcaraz -, poi Intesa Sanpaolo, Lavazza, Parmigiano Reggiano, De Cecco, Enervit, Fastweb, Technogym. È stato anche testimonial di Alfa Romeo, ma nel suo garage ci sono una Audi RS6 ABT Legacy Edition, con cui si sposta abitualmente, una Ferrari 812 Competizione e, new entry, una Porsche 911 Carrera 4S.


