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Malattia, stretta dell’Inps sulle visite fiscali: ecco cosa cambia

Pubblicato: 25/05/2026 08:40
Sede INPS e controlli sulle assenze per malattia

È una svolta che farà discutere: l’INPS accelera sui controlli per le assenze dal lavoro e mette in campo una stretta sulle visite fiscali che, nel 2026, coinvolgerà milioni di lavoratori italiani. Cambiano le regole, cambiano gli orari e soprattutto cambia il “come”: più uniformità, più verifiche e una spinta decisa verso la digitalizzazione.

Il messaggio è chiaro: rendere il sistema più rapido ed efficace, anche grazie all’integrazione con la Piattaforma digitale nazionale dati (Pdnd) (promossa dal Dipartimento per la trasformazione digitale e gestita da PagoPA). E mentre la tecnologia prende il volante, l’INPS aumenta anche il numero dei medici incaricati dei controlli domiciliari, aprendo a medici specializzandi e giovani laureati nel percorso di formazione in medicina generale.

Nuovi orari uguali per pubblico e privato

La novità più grossa, quella che impatta subito la vita quotidiana, riguarda le fasce di reperibilità. Da quest’anno non c’è più la divisione tra dipendenti pubblici e privati: le regole diventano le stesse per tutti, senza eccezioni di categoria.

Tradotto in pratica: le visite fiscali potranno scattare dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, inclusi weekend e giorni festivi. Un cambio netto, pensato per uniformare il sistema e rendere più semplice la gestione dei controlli da parte dell’INPS.

Cosa devi fare quando sei in malattia

Restano però fermi alcuni passaggi chiave. Il lavoratore assente per malattia continuerà a dover comunicare al datore di lavoro il numero di protocollo del certificato telematico.

Intanto il medico curante dovrà inviare la documentazione all’INPS entro il giorno successivo all’inizio dell’assenza. È la base del “gioco”: se la burocrazia gira, anche i controlli diventano più veloci.

Controlli più rapidi con il sistema digitale

La vera rivoluzione, però, è quella digitale. Grazie a una nuova piattaforma integrata nella Pdnd, anche aziende e pubbliche amministrazioni potranno richiedere le visite fiscali in modo molto più rapido rispetto al passato.

Secondo quanto emerge, questo sistema punta a garantire verifiche più immediate, una maggiore trasparenza tra lavoratori e datori di lavoro e un controllo più uniforme su tutto il territorio nazionale. In altre parole: meno zone d’ombra, più tracciabilità.

I numeri che spiegano perché l’INPS stringe

La stretta arriva dopo un rafforzamento già evidente nel 2025. Nel secondo semestre dello scorso anno, le visite fiscali domiciliari hanno sfiorato quota 400 mila, con una crescita del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Un dato che, da solo, racconta la direzione: l’INPS vuole un sistema ispettivo più presente, più capillare e più veloce, perché le assenze dal lavoro sono un tema enorme, anche per l’equilibrio complessivo del sistema.

Oltre 14 milioni di certificati di malattia

I dati dell’Osservatorio statistico sul Polo unico di tutela della malattia fotografano una crescita costante delle assenze certificate. E il quadro è tutt’altro che leggero.

Nel secondo semestre del 2025 sono stati presentati oltre 14 milioni di certificati medici di malattia, in aumento del 2,8% rispetto all’anno precedente. E attenzione: il 78,7% dei certificati ha riguardato lavoratori del settore privato.

Giornate di malattia: i dati tra privato e pubblico

Nel quarto trimestre dello scorso anno le giornate di malattia sono arrivate a circa 28,7 milioni nel privato e 8,4 milioni nel pubblico, entrambe in crescita rispetto al 2024. Numeri che incidono, eccome, sulla macchina del lavoro.

Particolarmente forte l’aumento delle visite fiscali effettuate ai dipendenti pubblici, salite del 10,4% nell’ultimo trimestre del 2025. Un segnale che anticipa, di fatto, la linea del 2026: più controlli e meno differenze tra categorie.

Chi rischia sanzioni e chi è esonerato

Qui il tono diventa serio: risultare assenti in modo ingiustificato durante una visita fiscale può avere conseguenze pesanti. Le sanzioni possono essere economiche e disciplinari e, nei casi più gravi, portare alla perdita totale o parziale dell’indennità di malattia.

Ma non tutti sono “dentro” automaticamente. Restano previsti casi di esonero: sono esclusi dai controlli, ad esempio, i lavoratori affetti da patologie gravi che richiedono terapie salvavita o condizioni sanitarie collegate a invalidità rilevanti.

Assenze giustificate: quando non scattano problemi

Ci sono poi le situazioni in cui l’assenza è considerata giustificata: parliamo di visite urgenti, esami specialistici non rinviabili o gravi motivi personali documentati.

Il punto, però, resta uno: con la nuova stretta dell’INPS sulle visite fiscali, il 2026 segna un cambio di passo netto. Orari uguali per tutti, controlli più rapidi e un sistema sempre più digitale. Per chi è in regola non cambia l’essenza, ma cambia la pressione: oggi più che mai, serve attenzione ai dettagli.

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