
Nonostante il rallentamento registrato negli ultimi anni dagli indicatori ufficiali, i cittadini dell’Eurozona continuano a percepire una forte pressione sui prezzi. È quanto emerge dall’ultima indagine della Banca Centrale Europea sulle aspettative dei consumatori, secondo cui ad aprile il tasso mediano di inflazione percepita nei dodici mesi precedenti è salito al 4%, rispetto al 3,5% registrato a marzo.
Il dato evidenzia come molte famiglie continuino ad avvertire un significativo aumento del costo della vita, soprattutto per le spese quotidiane legate a consumi, energia e servizi. La percezione dell’inflazione resta quindi superiore rispetto ai livelli ufficiali registrati in molti Paesi dell’area euro.
Aspettative ancora elevate per il prossimo anno
L’indagine mostra che anche le aspettative per i prossimi dodici mesi rimangono elevate. Gli intervistati ritengono infatti che l’inflazione continuerà a viaggiare intorno al 4% anche nel corso del prossimo anno, un valore rimasto invariato rispetto alla precedente rilevazione.
Segnali leggermente più incoraggianti arrivano invece dall’orizzonte di medio periodo. Le aspettative di inflazione a tre anni sono scese dal 3% al 2,9%, mentre quelle a cinque anni sono rimaste stabili al 2,4%, avvicinandosi maggiormente all’obiettivo del 2% perseguito dalla BCE.
Redditi bassi più preoccupati per il caro vita
Dall’indagine emerge inoltre una differenza significativa tra le diverse fasce della popolazione. I cittadini appartenenti ai gruppi con redditi più bassi continuano a percepire e ad aspettarsi un’inflazione più elevata rispetto a chi dispone di maggiori disponibilità economiche.
La spiegazione è legata al peso che beni essenziali come alimentari, bollette e trasporti hanno sui bilanci delle famiglie meno abbienti. Proprio queste categorie di spesa sono quelle che negli ultimi anni hanno registrato gli aumenti più evidenti agli occhi dei consumatori.
Differenze anche tra giovani e anziani
Interessante anche il divario generazionale rilevato dalla BCE. I giovani tra i 18 e i 34 anni mostrano aspettative di inflazione più contenute rispetto agli intervistati appartenenti alle fasce d’età comprese tra 35 e 54 anni e tra 55 e 70 anni.
Secondo gli analisti, questa differenza potrebbe essere influenzata da abitudini di consumo diverse e da una maggiore sensibilità delle fasce più adulte verso le variazioni dei prezzi di beni e servizi utilizzati quotidianamente.
Resta alta l’incertezza sul futuro
Un altro elemento evidenziato dall’indagine riguarda il livello di incertezza. La BCE sottolinea infatti che i consumatori continuano a mostrare una forte cautela riguardo all’evoluzione futura dei prezzi.
Le tensioni geopolitiche, l’andamento dei mercati energetici e l’incertezza economica internazionale continuano ad alimentare dubbi sulle prospettive dell’inflazione nei prossimi mesi, rendendo ancora difficile per molte famiglie prevedere con precisione l’evoluzione del proprio potere d’acquisto.


