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“Erano in 20, mi è morto tra le braccia”. Il dramma di Gianluca, poi la scoperta agghiacciante

Pubblicato: 01/06/2026 12:29

Una serata come tante si è trasformata in una tragedia che ha sconvolto Milano. A pochi giorni dall’aggressione costata la vita a un giovane di 22 anni, emergono nuovi e drammatici dettagli sul delitto avvenuto nei pressi della stazione ferroviaria. A raccontare quei momenti è il fratello della vittima, testimone diretto dell’assalto.

Il giovane ha affidato il proprio racconto alla trasmissione televisiva Fuori dal coro, descrivendo una scena di estrema violenza. «Non sono persone, sono animali. È una gang. Mio fratello praticamente mi è morto tra le braccia», ha dichiarato, ancora sotto choc per quanto accaduto.

La vittima è Gianluca Ibarra Silvera, 22 anni, accerchiato e accoltellato la sera del 26 maggio nei pressi della stazione di Milano Certosa. Trasportato d’urgenza all’ospedale Fatebenefratelli, è deceduto poche ore dopo a causa delle gravi ferite riportate durante l’aggressione.

Secondo la testimonianza del fratello, tutto sarebbe iniziato intorno alle 22.30. I due si trovavano sui binari quando un gruppo di ragazzi avrebbe iniziato ad avvicinarsi pronunciando frasi intimidatorie. «Dicevano “Somos los reyes”, siamo i re», ha raccontato il giovane, riferendosi a quella che ritiene una vera e propria gang organizzata.

Gli investigatori stanno verificando eventuali collegamenti con le cosiddette pandillas, gruppi criminali riconducibili alle gang latine internazionali come Latin King o Mara Salvatrucha. Al momento, tuttavia, non sono ancora emerse conferme ufficiali sull’appartenenza degli aggressori a una specifica organizzazione.

Nel racconto del fratello emergono attimi di puro terrore. «Hanno iniziato ad accerchiarci, siamo scappati sui binari mentre ci rincorrevano con coltelli, bottiglie e sassi», ha spiegato. Una vera e propria caccia all’uomo culminata con l’aggressione mortale al 22enne.

Secondo la ricostruzione fornita dal testimone, Gianluca sarebbe stato raggiunto e assalito da numerose persone contemporaneamente. «Erano almeno una ventina. Lo hanno colpito e accoltellato senza pietà», ha raccontato. Un episodio di brutalità che ha lasciato sgomenta l’opinione pubblica.

Particolarmente toccante il ricordo degli ultimi istanti di vita del giovane. «Era pieno di sangue, continuavo a dirgli di resistere», ha spiegato il fratello. «Avevo la sua testa tra le mani e sentivo le ferite». Parole che restituiscono tutta la drammaticità di una tragedia consumata in pochi minuti.

Nel frattempo proseguono le indagini coordinate dalla Procura di Milano. Gli investigatori stanno cercando di identificare tutti i responsabili e ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Secondo le prime informazioni, dopo l’aggressione il gruppo si sarebbe allontanato a bordo di un treno diretto verso Treviglio, scendendo successivamente alla fermata di Villapizzone. Gli accertamenti sono ancora in corso.

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