Vai al contenuto

Bimba morta a Bordighera, nuove accuse: “Le sorelline venivano punite se mostravano affetto a Beatrice”

Pubblicato: 02/06/2026 18:26

Emergono nuovi dettagli sull’inchiesta relativa alla morte della piccola Beatrice, la bambina di appena due anni deceduta a Bordighera, in provincia di Imperia. Secondo gli atti dell’indagine, non solo la vittima sarebbe stata sottoposta a continue violenze, ma anche le sue due sorelle maggiori avrebbero vissuto in un contesto di gravi maltrattamenti, fatto di minacce, punizioni e privazioni.

La Procura contesta a Emanuela Aiello, 44 anni, e al compagno Emanuel Iannuzzi, 42 anni, una serie di condotte che avrebbero trasformato l’ambiente familiare in una situazione di costante paura. I due sono stati arrestati nell’ambito dell’inchiesta che punta a chiarire le responsabilità nella morte della bambina, che secondo gli investigatori sarebbe stata provocata dalle percosse subite.

Le accuse e il racconto delle sorelle

Dalle relazioni dei servizi sociali e dalle testimonianze raccolte dagli inquirenti emerge un quadro particolarmente pesante. Le due sorelle di Beatrice, di 7 e 9 anni, sarebbero state costrette a svolgere compiti e responsabilità non adeguati alla loro età. Gli operatori hanno definito la loro condizione come una forma di “adultizzazione”, evidenziando come le bambine fossero chiamate a occuparsi della casa e della sorellina più piccola.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, anche semplici manifestazioni di affetto verso Beatrice avrebbero provocato reazioni violente. Una delle sorelle sarebbe stata minacciata dopo aver dato un bacio alla bambina, mentre in un’altra occasione avrebbe ricevuto uno schiaffo per averle dedicato attenzione. La sorella maggiore, che spesso si prendeva cura della piccola, sarebbe stata invece punita e chiusa in una stanza dopo aver chiesto di uscire insieme alla madre e al compagno.

Le accuse descrivono inoltre episodi di intimidazioni e isolamento. La bambina di 9 anni sarebbe stata minacciata di essere picchiata se avesse pianto e, in una circostanza particolarmente delicata, sarebbe stata rinchiusa in una stanza senza telefono mentre cercava di chiedere aiuto perché Beatrice stava male.

Attesa per l’interrogatorio di garanzia

Per la giornata di mercoledì è fissato l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari di Imperia. Emanuela Aiello, detenuta nel carcere di Torino, ed Emanuel Iannuzzi, attualmente ristretto nel carcere di Genova, saranno chiamati a rispondere alle contestazioni formulate dalla Procura.

Nel frattempo gli inquirenti continuano ad approfondire la posizione della madre della bambina. Per Aiello potrebbe infatti aggiungersi un’ulteriore accusa, mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto avvenuto all’interno dell’abitazione e le circostanze che hanno portato alla morte della piccola Beatrice.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure