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Dimesso tre volte, poi muore giovanissimo: la drammatica scoperta, rabbia e indignazione in Italia

Pubblicato: 09/06/2026 08:11

Ci sono storie che iniziano con sintomi apparentemente comuni, disturbi che sembrano destinati a risolversi con il passare dei giorni e che invece nascondono qualcosa di molto più grave. È proprio in questi casi che il tempo diventa una variabile decisiva, un elemento capace di fare la differenza tra una diagnosi tempestiva e una scoperta arrivata quando ormai le possibilità di intervento si riducono drasticamente.

Per mesi un giovane lavoratore ha convissuto con un malessere crescente, cercando risposte che sembravano non arrivare. Visite, controlli e accessi in ospedale si sono susseguiti mentre i sintomi continuavano a peggiorare. Solo dopo numerosi tentativi è emersa la reale natura della malattia, aprendo interrogativi che oggi sono finiti all’attenzione della magistratura.
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La vicenda

La storia riguarda Sabjan Ballici, operaio di 24 anni residente nel Perugino e di origini albanesi, morto il 20 febbraio scorso a poche settimane dalla scoperta di un tumore allo stomaco. La famiglia ha deciso di presentare una denuncia alla Procura di Spoleto per fare luce sul percorso sanitario seguito dal giovane e verificare se vi siano stati eventuali ritardi nell’individuazione della patologia.

Assistiti dagli avvocati Luca Maori e Luca Valigi, i parenti chiedono che vengano accertate tutte le circostanze che hanno preceduto il decesso. Secondo quanto sostenuto nell’esposto, una diagnosi più rapida avrebbe potuto consentire l’avvio anticipato delle cure o comunque offrire maggiori possibilità terapeutiche.

I ripetuti accessi al pronto soccorso

Stando alla ricostruzione fornita dai familiari, i problemi di salute avevano iniziato a manifestarsi durante l’estate del 2025. Con il trascorrere dei mesi le condizioni del giovane sarebbero progressivamente peggiorate fino a spingerlo a rivolgersi più volte alle strutture sanitarie.

Il primo accesso al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia risale al 27 dicembre. Il 24enne lamentava una forte tosse e febbre elevata. Secondo il racconto dei parenti, dopo una lunga attesa sarebbe rientrato a casa senza essere visitato.

Il 19 gennaio il giovane si sarebbe presentato nuovamente in ospedale, anche su consiglio del medico di famiglia. In quell’occasione sarebbe stato sottoposto ad accertamenti e successivamente dimesso con l’indicazione di effettuare una broncoscopia.

Dieci giorni più tardi si sarebbe verificato il terzo accesso, questa volta per intensi dolori al petto. Dopo una notte trascorsa in osservazione, il giovane sarebbe stato dimesso con l’invito a rivolgersi nuovamente al medico curante.

Pronto soccorso, intervento sanitario dopo l

La diagnosi arrivata al quarto tentativo

La svolta è arrivata il 6 febbraio all’ospedale Giovanni Battista di Foligno. Qui ulteriori accertamenti hanno consentito di individuare la presenza di un cancro gastrico, fornendo finalmente una spiegazione ai sintomi che da mesi compromettevano il suo stato di salute.

La malattia sarebbe stata diagnosticata in una fase particolarmente avanzata. Secondo quanto riferito dalla famiglia, Sabjan Ballici è morto appena due settimane dopo senza riuscire a iniziare alcun ciclo di chemioterapia.

L’esposto e gli accertamenti

Tra gli elementi che saranno valutati dagli inquirenti figura anche una consulenza medica commissionata dai familiari. Secondo tale valutazione, il tumore avrebbe potuto essere individuato prima attraverso ulteriori approfondimenti diagnostici.

Spetterà ora alla Procura verificare la correttezza dell’iter sanitario seguito dal giovane e stabilire se vi siano state eventuali omissioni o ritardi rilevanti sotto il profilo medico-legale. L’indagine dovrà chiarire se una diagnosi anticipata avrebbe potuto modificare il decorso della malattia o consentire l’accesso a cure diverse.

Perché il tumore allo stomaco può sfuggire ai controlli

Il tumore allo stomaco è considerato una delle neoplasie più difficili da riconoscere nelle sue fasi iniziali. I sintomi possono infatti essere vaghi e facilmente confusi con disturbi molto più comuni, come problemi digestivi, perdita di appetito, nausea o dolori addominali.

In alcune situazioni possono comparire anche manifestazioni meno tipiche, rendendo più complesso il percorso diagnostico. Per questo motivo la tempestività degli accertamenti rappresenta un elemento fondamentale. Proprio il fattore tempo è oggi uno degli aspetti centrali della vicenda che ha portato la famiglia del giovane operaio a chiedere l’intervento della magistratura.

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