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Bill Gates rompe il silenzio su Epstein: “Provò a ricattarmi”

Pubblicato: 10/06/2026 18:18

Bill Gates torna a parlare pubblicamente del controverso rapporto con Jeffrey Epstein, il finanziere morto nel 2019 mentre era detenuto con accuse legate allo sfruttamento sessuale di minori. Durante una testimonianza a porte chiuse davanti al Congresso degli Stati Uniti, il fondatore di Microsoft ha definito i contatti avuti con Epstein un “grave errore di giudizio”, ammettendo di non aver valutato adeguatamente il passato criminale dell’uomo. Ancora più clamorosa la rivelazione contenuta nella deposizione: secondo Gates, Epstein avrebbe tentato di utilizzare informazioni private sulla sua vita sentimentale per fare pressione su di lui e convincerlo a riallacciare i rapporti.
La testimonianza, il cui contenuto è stato riportato dalla CNN, riporta dettagli inediti sul legame tra il miliardario e il finanziere, una vicenda che negli ultimi anni ha alimentato polemiche e interrogativi negli Stati Uniti.

“Non avrei mai dovuto incontrarlo”

Nel corso dell’audizione, Gates ha dichiarato di essere stato presentato a Epstein nel 2011. All’epoca il finanziere gli avrebbe prospettato la possibilità di raccogliere miliardi di dollari per sostenere i programmi filantropici della Bill & Melinda Gates Foundation, in particolare nel settore della salute globale.

Il fondatore di Microsoft ha però riconosciuto di aver commesso un errore nell’accettare quei contatti. Pur sapendo che Epstein aveva avuto problemi con la giustizia, Gates sostiene di non aver compreso pienamente la gravità dei reati commessi.

Nella sua deposizione ha inoltre ribadito di non aver mai assistito ad attività criminali e di non aver mai frequentato alcune delle proprietà più note di Epstein, come l’isola privata nei Caraibi, il ranch o la residenza in Florida.

Il tentativo di pressione sulle vicende private

Il passaggio più delicato della testimonianza riguarda però ciò che sarebbe accaduto dopo la fine dei rapporti tra i due. Secondo Gates, Epstein sarebbe venuto a conoscenza di informazioni riservate riguardanti le sue relazioni extraconiugali. Informazioni che, sempre secondo il racconto del miliardario, il finanziere avrebbe cercato di utilizzare per esercitare una forma di pressione nei suoi confronti.

Gates ha spiegato che Epstein avrebbe costruito attorno a quei fatti una serie di ricostruzioni e affermazioni false nel tentativo di costringerlo a riprendere i contatti. Un’operazione che, a suo dire, non avrebbe avuto successo ma che dimostrerebbe il metodo utilizzato dal finanziere per manipolare le persone con cui entrava in relazione.

Il ruolo di un ex collaboratore

Nella testimonianza emerge anche il coinvolgimento di un ex dipendente dell’ufficio privato di Gates. Secondo il fondatore di Microsoft, questa persona si sarebbe rivolta a Epstein per ottenere assistenza durante una trattativa relativa alla conclusione del rapporto lavorativo.

Il finanziere avrebbe così iniziato a interagire con membri dello staff di Gates attraverso email, telefonate e incontri. Tuttavia, il miliardario sostiene che il suo intervento non abbia modificato in modo sostanziale l’accordo finale, che sarebbe rimasto sostanzialmente identico a quello già definito in precedenza.

Un capitolo che continua a pesare

La deposizione conferma come il rapporto tra Gates ed Epstein continui a rappresentare uno dei capitoli più controversi della vita pubblica del fondatore di Microsoft. Negli ultimi anni il miliardario aveva già ammesso che gli incontri con il finanziere erano stati un errore e che si era pentito di aver mantenuto quei contatti.

Ora, però, emerge un elemento ulteriore: la convinzione che Epstein abbia tentato di sfruttare informazioni personali e familiari per mantenere un canale aperto con uno degli uomini più influenti del mondo. Un’accusa che contribuisce ad arricchire ulteriormente il quadro di una vicenda che continua a sollevare interrogativi a distanza di anni dalla morte del finanziere americano.

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