
Il nuovo aumento dei tassi d’interesse rischia di avere conseguenze significative sui bilanci delle famiglie italiane. Secondo uno studio della Fabi (Federazione Autonoma Bancari Italiani), il costo dei mutui potrebbe tornare a crescere sensibilmente se il tasso medio applicato ai finanziamenti per l’acquisto della casa dovesse superare il 4%, arrivando fino al 4,25%. Una prospettiva che riporterebbe il mercato del credito su livelli ben più onerosi rispetto al 2025, quando i mutui viaggiavano poco sopra il 3%.
L’impatto sarebbe particolarmente evidente per chi ha in programma di acquistare un’abitazione nei prossimi mesi o per chi dovrà sottoscrivere nuovi finanziamenti a tasso variabile. Aumenterebbero infatti le rate mensili e, di conseguenza, la quota di reddito destinata al rimborso dei prestiti.
Quanto aumentano le rate dei mutui
L’analisi della Fabi evidenzia come anche variazioni apparentemente contenute dei tassi possano tradursi in incrementi significativi delle rate mensili. Per un mutuo da 50 mila euro, la maggiore spesa sarebbe compresa tra 29 e 35 euro al mese a seconda della durata del finanziamento.
Per un mutuo da 100 mila euro, invece, l’aumento oscillerebbe tra 59 e 70 euro mensili. Salendo a 150 mila euro, l’incremento arriverebbe tra 88 e 106 euro al mese, mentre per un finanziamento da 200 mila euro si passerebbe a una crescita compresa tra 118 e 141 euro mensili.
L’impatto massimo riguarda i mutui da 250 mila euro, per i quali la rata potrebbe aumentare fino a 176 euro al mese, con una spesa aggiuntiva superiore ai 2.100 euro all’anno.
Le durate più lunghe penalizzano maggiormente
Lo studio sottolinea inoltre che gli effetti del rialzo dei tassi diventano ancora più pesanti quando si scelgono piani di ammortamento molto lunghi. Maggiore è la durata del mutuo, infatti, maggiore sarà il peso degli interessi sul costo complessivo dell’operazione.
In un contesto in cui molte famiglie devono già fare i conti con il caro vita, l’inflazione e il costo elevato dell’energia, il ritorno a tassi superiori al 4% rischia di ridurre ulteriormente il potere d’acquisto e la capacità di risparmio. Per molti nuclei familiari ciò potrebbe significare rinviare acquisti importanti o ridimensionare altri progetti economici.
Più costosi anche prestiti e acquisti a rate
Gli effetti dell’aumento del costo del denaro non riguardano soltanto i mutui immobiliari. Anche il credito al consumo diventa infatti più oneroso, facendo aumentare il prezzo finale di beni e servizi acquistati a rate.
Secondo le simulazioni riportate dalla Fabi, una lavatrice dal valore di 700 euro acquistata tramite finanziamento quinquennale arriva a costare complessivamente 877 euro, con 177 euro di interessi. Uno smartphone da 850 euro finanziato in due anni raggiunge invece un costo finale di 934 euro.
Anche un televisore da 1.200 euro acquistato a rate per tre anni comporta una spesa complessiva di circa 1.379 euro, mentre per beni e servizi più costosi la differenza diventa ancora più marcata.
Auto e viaggi: gli interessi possono pesare migliaia di euro
Le maggiori conseguenze si registrano sui finanziamenti di importo elevato. Un viaggio da 5 mila euro pagato a rate nell’arco di quattro anni arriva a costare oltre 6 mila euro, con più di mille euro di interessi.
Ancora più significativo il caso delle automobili. Per un’auto del valore di 20 mila euro acquistata tramite un finanziamento di sei anni, la spesa finale supera i 26 mila euro. In pratica gli interessi aggiungono oltre 6.100 euro al prezzo iniziale del veicolo.
La rateizzazione continua a rappresentare uno strumento utile per sostenere spese importanti, ma l’aumento dei tassi rende sempre più evidente il costo effettivo del finanziamento. Più lunga è la durata del prestito e più elevato è l’importo richiesto, maggiore sarà la differenza tra il prezzo reale del bene e quanto si finirà effettivamente per pagare.


