
Una moschea incendiata nella notte, scritte in ebraico lasciate sulla facciata e la parola vendetta impressa come firma politica e religiosa di un nuovo attacco. La tensione torna ad alzarsi in Cisgiordania, dove un gruppo di coloni israeliani avrebbe dato fuoco a un luogo di culto nel villaggio palestinese di Jiljilya, a circa tredici chilometri da Ramallah. Secondo gli attivisti locali, alcuni video mostrano il momento dell’assalto e l’arrivo dei vigili del fuoco, intervenuti poco dopo per spegnere le fiamme. Un episodio che arriva in una fase già segnata da violenze diffuse e che rischia di alimentare ulteriormente il clima di scontro nei territori occupati.
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La moschea incendiata nella notte
Le immagini sarebbero state diffuse intorno alle 2.30 ora locale e mostrerebbero un gruppo di coloni mentre appicca il fuoco alla moschea. Sulla facciata dell’edificio, oltre ai segni dell’incendio, sarebbero comparse scritte in ebraico riconducibili a un gesto di ritorsione. L’episodio colpisce un luogo simbolico e fragile, dentro un territorio già attraversato da una spirale di violenza sempre più difficile da contenere. Il villaggio di Jiljilya era già stato teatro, il 13 maggio scorso, di un grave episodio di sangue. In quell’occasione un palestinese di 16 anni era stato ucciso durante un attacco che, secondo la ricostruzione degli attivisti, avrebbe coinvolto milizie di coloni e soldati israeliani. Durante la stessa incursione sarebbero stati sottratti anche centinaia di capi di bestiame e alcuni trattori appartenenti agli agricoltori palestinesi della zona.

La violenza dei coloni in Cisgiordania
Negli ultimi tre anni la violenza dei coloni contro i palestinesi nella Cisgiordania occupata è aumentata in modo evidente, alimentando un clima di paura quotidiana nei villaggi. Gli attacchi non riguardano soltanto le persone, ma anche case, terreni, animali, mezzi agricoli e luoghi di culto. A rendere il quadro ancora più grave, secondo le denunce locali, è la presenza sempre più frequente di coloni armati e in uniforme militare, anche quando non risultano in servizio. Nelle stesse ore, un altro episodio è stato segnalato nel villaggio palestinese di Burin, a sud di Nablus, dove coloni provenienti dall’insediamento illegale di Yitzhar avrebbero lanciato pietre contro un’abitazione. L’incendio della moschea di Jiljilya diventa così l’ultimo tassello di una crisi che continua a consumarsi lontano dai riflettori principali, ma che ogni notte rischia di trasformare un villaggio, una casa o un luogo di preghiera nel nuovo punto di rottura.

