
Un ingresso teatrale, battute provocatorie e nuove minacce all’Iran. È stato un vero e proprio show quello messo in scena da Donald Trump durante il G7 di Évian-les-Bains, in Francia, dove il presidente statunitense ha attirato ancora una volta l’attenzione su di sé.
«Il capo sono io»
Arrivato nella sala del vertice quando gli altri leader erano già seduti, Trump si è lasciato andare a una frase pronunciata con tono scherzoso ma destinata a far discutere.
«I am the boss», ovvero «Il capo sono io», avrebbe detto il tycoon prima di prendere posto al tavolo dei lavori, suscitando sorrisi tra alcuni presenti.
Poco prima aveva salutato il presidente francese Emmanuel Macron con una stretta di mano. Il leader dell’Eliseo gli avrebbe chiesto in inglese come stesse, mentre in un altro scambio con i partecipanti Trump si sarebbe lamentato per il caldo eccessivo nella sala delle riunioni.
Le minacce all’Iran
A margine del vertice, Trump ha incontrato il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, tornando a parlare dei negoziati tra Stati Uniti e Iran.
Secondo il presidente americano, l’intesa raggiunta non rappresenterebbe ancora un accordo definitivo.
«È un memorandum d’intesa e, se non mi piace, torneremo a sparargli, a sganciare bombe sulle loro teste», ha dichiarato.
Trump ha poi rincarato la dose:
«Se non mi piace, se non si comportano bene, torneremo a sganciare bombe proprio in mezzo alla loro testa. Perché si sono comportati male per 47 anni».
Parole che rischiano di aumentare ulteriormente la tensione internazionale in un momento già delicato per gli equilibri in Medio Oriente.
L’entusiasmo per Versailles
Tra i momenti più leggeri della giornata, Trump ha manifestato grande entusiasmo per l’invito ricevuto da Macron a una cena ufficiale presso la Reggia di Versailles.
«Mi piacciono i bei posti. Versailles non è oro placcato, è roba seria», ha commentato il presidente statunitense, noto per la passione per ambienti lussuosi e decorazioni dorate.
«Il presidente francese, che peraltro è una persona molto gentile, mi ha invitato a cena a Versailles», ha aggiunto, scherzando poi sulle poche ore di sonno che lo attendono: «Non sono un grande dormiglione».
Il Brasile si sfila dal piano Usa sulle terre rare
Nel frattempo, dal vertice emerge anche una divergenza sul dossier delle terre rare. Il Brasile ha deciso di non aderire alla proposta sostenuta dagli Stati Uniti per creare una riserva strategica internazionale di minerali critici.
Secondo fonti governative brasiliane, il governo guidato da Luiz Inácio Lula da Silva preferisce mantenere una posizione equilibrata nei rapporti con Cina e Stati Uniti, evitando iniziative che possano essere interpretate come ostili a Pechino.
La scelta conferma la volontà di Brasilia di sviluppare il settore dei minerali strategici mantenendo aperti i rapporti con tutti i principali partner economici, senza schierarsi nella crescente competizione geopolitica tra Washington e la Cina.


