
Il mondo della cultura e dello spettacolo italiano piange una delle figure più autorevoli e influenti degli ultimi decenni. Attore, regista, drammaturgo, giornalista e organizzatore culturale, ha attraversato oltre sessant’anni di storia del teatro italiano lasciando un’impronta profonda nel panorama artistico nazionale.
La sua scomparsa rappresenta una perdita significativa non soltanto per gli addetti ai lavori, ma anche per tutti coloro che hanno seguito e amato il teatro come luogo di ricerca, confronto e crescita culturale.
Una vita dedicata al palcoscenico
Si è spento all’età di 88 anni Mario Mattia Giorgetti, figura centrale della scena teatrale italiana e storico direttore della rivista Sipario, la più longeva pubblicazione nazionale dedicata allo spettacolo dal vivo.
Nato a Prato, si era avvicinato giovanissimo al giornalismo collaborando con La Nazione di Firenze. Dopo il diploma alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano nel 1961, aveva iniziato un percorso artistico che lo avrebbe portato a lavorare con alcuni dei più importanti protagonisti del teatro italiano, tra cui Giorgio Strehler, Orazio Costa Giovangigli e Mario Missiroli.
Nel corso della sua carriera ha fondato compagnie teatrali innovative e dato vita a importanti esperienze artistiche che hanno contribuito alla diffusione del teatro contemporaneo in Italia.
Il legame storico con la rivista Sipario
Il nome di Giorgetti resterà per sempre associato a Sipario, rivista della quale era direttore dal 1984. Per oltre quarant’anni ha guidato la pubblicazione trasformandola in un punto di riferimento imprescindibile per artisti, studiosi, critici e appassionati.
Attraverso le pagine della rivista ha raccontato le trasformazioni del teatro italiano e internazionale, documentando cambiamenti, nuove tendenze e protagonisti della scena culturale. Il suo lavoro ha contribuito a mantenere vivo il dialogo tra il mondo dello spettacolo e il pubblico, offrendo uno spazio di riflessione e approfondimento riconosciuto ben oltre i confini nazionali.
Oltre ottanta regie e una carriera straordinaria
La sua attività artistica è stata caratterizzata da una straordinaria prolificità. Nel corso degli anni ha firmato più di ottanta regie teatrali, confrontandosi con alcuni dei maggiori autori del Novecento come Samuel Beckett, Eugène Ionesco, Albert Camus, Edward Albee, Fernando Arrabal, Slawomir Mrozek e Joe Orton.
Accanto ai grandi nomi della drammaturgia contemporanea, non ha mai trascurato i classici, mettendo in scena opere di Machiavelli, Molière e Goldoni.
La sua attività si è estesa anche alla direzione di importanti teatri e festival italiani, tra cui il Festival di Taormina, il Festival delle Isole Eolie, il Festival dei Confronti Internazionali dello Spettacolo di Kamarina e il prestigioso Teatro Olimpico di Vicenza.
Cinema, televisione e impegno civile
Oltre al teatro, Giorgetti ha lavorato anche nel cinema e in televisione. Ha collaborato con registi come Carlo Lizzani, Liliana Cavani e Vittorio Gassman, partecipando inoltre a produzioni televisive di grande popolarità, tra cui la serie Centovetrine.
Importante anche il suo impegno civile. Nel 1976 promosse insieme a Osvaldo Bevilacqua il Comitato Internazionale per il riconoscimento dell’innocenza di Sacco e Vanzetti, dedicando numerose iniziative culturali ai temi dei diritti umani, della memoria storica e della giustizia sociale.
Presidente di giuria del Festival Internazionale Bitef di Belgrado, docente presso l’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa e membro della Siae nella sezione Autori Teatrali, Giorgetti ha rappresentato una rara sintesi di artista, intellettuale e promotore culturale.
L’eredità lasciata al teatro italiano
Con la sua scomparsa il teatro italiano perde una delle sue voci più autorevoli e appassionate. La sua attività, sviluppata lungo oltre sei decenni, ha accompagnato generazioni di attori, registi e operatori culturali, contribuendo alla crescita e alla diffusione della cultura teatrale nel Paese.
Resta un’eredità fatta di spettacoli, pubblicazioni, idee e progetti che continueranno a rappresentare un punto di riferimento per chi vive il teatro come arte, ricerca e strumento di dialogo con la società.


