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Delitto di Garlasco: sui social spuntano i “falsi” Alberto Stasi

Pubblicato: 20/06/2026 16:49

Mentre il caso del delitto di Garlasco continua a far discutere e a occupare il dibattito pubblico, emerge una vicenda inattesa che riguarda direttamente Alberto Stasi. Non si tratta di nuovi sviluppi giudiziari, ma di un fenomeno che sta prendendo piede sui social network e che ha spinto i suoi legali a lanciare un appello pubblico.
A denunciare la situazione è stata Elisabetta Aldrovandi, uno degli avvocati che assistono Stasi insieme ai colleghi Antonio De Rensis e Giada Bocellari. La legale segue in particolare le questioni legate alla tutela dell’immagine del suo assistito e alle eventuali diffamazioni online.

Stasi può usare social e telefono

Intervistata da Fanpage.it, Aldrovandi ha spiegato che, dopo la recente decisione del Tribunale di Sorveglianza, Alberto Stasi è oggi libero di utilizzare telefono cellulare e social network senza le limitazioni previste durante il periodo della semilibertà.

Quando rientrava in carcere alla fine della giornata lavorativa, infatti, era costretto a consegnare il telefono per poi riaverlo soltanto il mattino successivo. Oggi la situazione è cambiata, ma questo non significa che Stasi abbia intenzione di esporsi pubblicamente.

Secondo la legale, l’apertura di profili social personali potrebbe infatti comportare un’ulteriore esposizione mediatica in una fase particolarmente delicata, considerando l’attenzione che continua a circondare il caso di Garlasco.

L’allarme dei legali sui profili fake

Proprio mentre si discute della possibilità per Stasi di utilizzare i social, è emerso un fenomeno che ha preoccupato la sua difesa. Nelle ultime settimane sarebbero infatti comparsi diversi profili falsi che utilizzano il nome, il cognome e persino le fotografie dell’uomo.

Secondo quanto riferito dall’avvocato Aldrovandi, alcune persone starebbero fingendo di essere Alberto Stasi, entrando in contatto con altri utenti attraverso messaggi privati e conversazioni online.
Per questo motivo la legale aveva già diffuso un appello pubblico, invitando gli utenti a prestare la massima attenzione e a non credere all’autenticità di questi account.

Messaggi offensivi e contenuti inappropriati

L’aspetto più grave della vicenda riguarda il contenuto delle conversazioni attribuite a questi falsi profili. Secondo quanto denunciato dalla difesa, chi si spaccia per Stasi risponderebbe agli utenti con messaggi offensivi e, in alcuni casi, anche con riferimenti a sfondo sessuale.
Una situazione che, oltre a creare confusione tra le persone che pensano di dialogare realmente con lui, rischia di danneggiarne ulteriormente l’immagine pubblica.

Per questo motivo i legali hanno ribadito con forza che Alberto Stasi non ha alcun collegamento con queste pagine e che i contenuti pubblicati o inviati tramite tali account non sono in alcun modo riconducibili a lui.
L’invito rivolto agli utenti è quello di verificare con attenzione le fonti e segnalare eventuali profili sospetti che utilizzano indebitamente il nome dell’ex studente condannato per l’omicidio di Chiara Poggi.

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