
Ci sono notti che sembrano destinate a restare leggere, fatte di musica, risate e ritorni a casa senza pensieri. Momenti condivisi tra amici che si trasformano in ricordi, fotografie mentali di un’età in cui tutto sembra possibile e il pericolo appare lontano. Poi, però, basta un attimo perché quella stessa notte cambi volto.
Il ritorno, spesso, è la parte più silenziosa di queste serate. Le strade si svuotano, le luci si diradano e l’attenzione cala. È proprio in quei momenti che ogni scelta, anche la più banale, può diventare decisiva. Un’accelerazione improvvisa, una distrazione, un errore: dettagli che possono trasformarsi in tragedia.
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Incidente a Senago
È quanto accaduto a Senago, dove un drammatico incidente stradale ha coinvolto un gruppo di giovani a bordo di un’auto. Il bilancio è pesantissimo: tre ragazzi hanno perso la vita, mentre altri sono riusciti a salvarsi in circostanze definite miracolose. Alla guida della vettura, un’Audi A2, c’era il 18enne Gabriele Popovici, ora accusato di omicidio stradale plurimo aggravato.

Il racconto dei sopravvissuti
Le testimonianze dei ragazzi sopravvissuti, raccolte poche ore dopo lo schianto, restituiscono un quadro chiaro e coerente. Secondo quanto riferito, durante il tragitto il conducente avrebbe inizialmente mantenuto un’andatura normale, nonostante il numero elevato di passeggeri a bordo. In nove viaggiavano nella stessa auto, una condizione già di per sé rischiosa.
Poi, improvvisamente, qualcosa è cambiato. Proprio in prossimità di un tratto particolarmente stretto, il conducente avrebbe accelerato senza apparente motivo. I passeggeri hanno immediatamente reagito, chiedendo più volte di rallentare. Ma nel giro di pochi istanti il veicolo ha perso stabilità, finendo fuori strada e ribaltandosi in un canale pieno d’acqua.
L’auto nel canale e la fuga disperata
L’impatto ha segnato l’inizio di momenti drammatici. L’auto si è rapidamente riempita d’acqua, trascinando i corpi dei ragazzi in una situazione di estremo pericolo. Alcuni sono stati sbalzati fuori dai finestrini, altri sono riusciti a liberarsi nuotando sott’acqua, trattenendo il respiro nel tentativo di salvarsi.
C’è chi ha raccontato di essersi affidato all’istinto, chi ha chiuso gli occhi sperando di riemergere, chi ha cercato la riva aggrappandosi ai rami nel buio. Scene concitate, vissute in pochi secondi ma destinate a restare impresse per sempre.

I tentativi di soccorso
Dalle testimonianze emerge anche il tentativo disperato del conducente di aiutare una delle ragazze rimaste in acqua. Dopo essere riuscito a raggiungere la riva, il giovane sarebbe tornato indietro per cercare di soccorrerla, tentando anche di rianimarla.
Non tutti, però, sono riusciti a salvarsi. Due dei ragazzi sono rimasti intrappolati all’interno dell’abitacolo e sono stati recuperati solo successivamente dai soccorritori. Nel frattempo, chi era riuscito a uscire ha cercato aiuto lungo la strada, attirando l’attenzione dei passanti che hanno immediatamente allertato i soccorsi.
Indagini e accertamenti
Gli accertamenti successivi hanno evidenziato un tasso alcolemico superiore ai limiti consentiti per il conducente, una circostanza particolarmente grave trattandosi di un neopatentato. La posizione del 18enne è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, mentre proseguono le indagini per chiarire ogni dettaglio della vicenda.
Dalle ricostruzioni emerge anche il motivo per cui i ragazzi si trovassero tutti nella stessa auto: inizialmente era previsto l’utilizzo di più vetture, ma alla fine il gruppo ha deciso di rientrare insieme, senza alternative immediate per il ritorno.
Una scelta che si è rivelata fatale, trasformando una notte di svago in una tragedia che ha segnato profondamente un’intera comunità.


