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“Sappiamo che voi…”. Garlasco, cosa hanno detto i carabinieri a Marco Poggi

Pubblicato: 23/06/2026 12:50
Marco Poggi durante l

Il caso Garlasco continua a far discutere. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007, la nuova inchiesta coordinata dalla Procura di Pavia riporta al centro dell’attenzione volti, testimonianze e domande che sembravano già archiviate nella memoria giudiziaria del Paese. Tra le persone ascoltate dagli inquirenti c’è anche Marco Poggi, fratello della vittima.

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Un’audizione di due ore e i dubbi del fratello

Nel corso di un’audizione durata circa due ore, Marco Poggi è stato sentito come testimone. Secondo quanto emerso, avrebbe manifestato perplessità profonde sul nuovo filone investigativo che vede indagato Andrea Sempio. Le immagini trasmesse in esclusiva da Quarta Repubblica mostrano un Marco Poggi tutt’altro che convinto della direzione presa dagli investigatori, fino a mettere in discussione la presenza di elementi davvero nuovi rispetto a quanto già emerso negli anni.

Il punto, per lui, è chiaro: la riapertura dell’inchiesta rischia di trasformarsi in un percorso senza fine, alimentando l’impressione che si proceda per ipotesi, più che per riscontri decisivi.

Marco Poggi durante l'audizione sul caso Garlasco

Il confronto con gli investigatori: “Nessun accanimento”

Durante il colloquio, i carabinieri hanno voluto chiarire subito le ragioni che hanno portato la Procura a riaprire il fascicolo, respingendo l’idea di un accanimento verso chi è coinvolto. Uno degli investigatori ha detto a Marco Poggi: “Noi le rinnoviamo le condoglianze, ma le vorremmo anche far presente che da parte della Procura di Pavia non c’è nessun accanimento nei confronti di nessuno. Noi capiamo che per voi familiari è un riaprire, una ferita che penso che non si possa mai chiudere, però da parte della Procura di Pavia, dei magistrati, nel momento in cui hanno il sentore che ci possa essere qualcosa che va approfondito e va chiuso definitivamente una volta per tutte, hanno l’obbligo quantomeno giuridico di farlo, ma credo che sia all’interesse di tutti”.

Parole che provano a tenere insieme due piani difficili da conciliare: da una parte il dovere di approfondire ogni possibile elemento, dall’altra il peso emotivo che una nuova indagine riporta su una famiglia che convive da anni con una ferita mai rimarginata.

Chiara Poggi, la vittima del delitto di Garlasco

Lo scetticismo di Marco Poggi: “Andiamo avanti per tutta la vita”

Eppure, la posizione del fratello di Chiara non sembra cambiare. Marco Poggi ha espresso apertamente dubbi sulla consistenza delle “novità” investigative, lasciando emergere il timore che il procedimento possa proseguire senza arrivare a un punto fermo.

Nel passaggio più netto dell’audizione, Poggi ha osservato: “Mi lasci dire una cosa. Mi sembra di capire che non ci sia niente di nuovo, dopo 18 anni capisco che Procuratore e altri possono avere il sentore, ma di sto passo andiamo avanti per tutta la vita, perché comunque poi abbiamo il sentore e poi…”.

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La replica del carabiniere e il riferimento alle riaperture passate

A quel punto, l’investigatore ha risposto con tono deciso, ribadendo che la riapertura non nasce da semplici intuizioni: “Non il sentore, è la Procura, non è che domani mattina si alza il mago Otelma dalla sua postazione e dice ‘ho avuto in sogno questa visione’”.

Il confronto è poi andato avanti con un richiamo di Marco Poggi alle numerose iniziative, investigative e difensive, che negli anni hanno provato a riaprire il caso. “Abbiamo visto anche i vostri colleghi carabinieri che hanno fatto indagini private allo scopo di riaprire, per cui non lo so, mi nasce l’idea. C’è stato un atto nel 2020, un atto che ha utilizzato la difesa per cercare di nuovo di riaprire, credo che siete informati di queste cose”, ha affermato.

“La vicenda la conosciamo”: un caso che non smette di pesare

L’investigatore ha infine confermato di conoscere a fondo l’intera storia giudiziaria, chiudendo il botta e risposta con una frase che restituisce la misura di quanto il delitto di Garlasco resti un caso ancora incandescente: “Sì, la vicenda la conosciamo abbastanza, quindi siamo informati di tutto quello che è stato fatto nel corso degli anni”.

Un confronto che, al di là delle posizioni, mette in evidenza un dato: la nuova inchiesta sta riaprendo interrogativi e tensioni mai del tutto sopite attorno a uno dei casi di cronaca più discussi d’Italia, con il peso umano di una famiglia che si ritrova, ancora una volta, davanti allo stesso dolore.

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Ultimo Aggiornamento: 23/06/2026 12:56

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