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Scontro alla Camera sul Piano casa, opposizioni contro Vannacci: «Parole che richiamano le leggi razziali»

Pubblicato: 23/06/2026 19:25

Alta tensione alla Camera durante la discussione sugli ordini del giorno collegati al Piano casa, con un duro confronto tra le opposizioni e i deputati di Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci.

A riaccendere la polemica sono state alcune dichiarazioni pronunciate lunedì sera dal deputato Rossano Sasso, che nel corso del dibattito sulle case popolari aveva affermato: «Nei citofoni delle nostre case popolari non abbiamo più Giuseppe, Maria o Francesco. Abbiamo Omar, Mohamed, Abdul. E questo a noi di Futuro Nazionale non va giù».

Parole che hanno suscitato l’immediata reazione delle opposizioni. Il deputato del Partito Democratico Federico Fornaro ha parlato del superamento di «un limite», sostenendo che il solo fatto di avere «un nome straniero» o appartenere a una determinata religione finisce per trasformarsi in un marchio. «Questo richiama al 1938, alle leggi razziali», ha dichiarato.

Anche Andrea Casu (Pd) ha denunciato un clima definito «di chiara matrice razzista», ricordando che durante gli interventi di Futuro Nazionale la collega Ouidad Bakkali era stata richiamata all’ordine dalla vicepresidente della Camera Anna Ascani mentre protestava dai banchi dell’opposizione.

Per Marco Grimaldi di Alleanza Verdi e Sinistra «è inaccettabile mettere sotto processo cittadini italiani» e «le uniche cose che dovrebbero remigrare sono le parole razziste, fasciste e naziste». Sulla stessa linea Andrea Quartini del Movimento 5 Stelle, che ha definito gli interventi di Futuro Nazionale «impregnati di nazifascismo e odio verso il diverso».

Le accuse sono state respinte con decisione dai deputati vicini a Vannacci. Sasso ha rivendicato le proprie parole, sostenendo che la richiesta di assegnare «prima le case popolari agli italiani e molto dopo bengalesi, pachistani e marocchini» rappresenti «un’opinione politica e non razzismo».

«Voi siete razzisti con gli italiani», ha replicato il parlamentare, accusando il centrosinistra di voler impedire agli avversari di esprimere le proprie posizioni.

Anche Edoardo Ziello ha difeso il collega, osservando che a presiedere la seduta era proprio Anna Ascani del Pd e che, se avesse ritenuto gli interventi offensivi o contrari al regolamento, avrebbe richiamato formalmente Sasso.

In segno di protesta, la deputata dem Ouidad Bakkali ha lasciato l’Aula. Successivamente, sui social, ha spiegato la sua decisione: «È stata violata la dignità del Parlamento italiano, sono stati offesi cittadini e cittadine italiane, le persone di origine immigrata e le persone povere».

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