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Meteo Italia, caldo atroce: “Ancora peggio”. Le zone colpite

Pubblicato: 23/06/2026 21:11

L’ondata di calore che sta interessando l’Europa meridionale e l’Italia è destinata a proseguire ancora per diversi giorni. Secondo gli esperti, il fenomeno iniziato il 18 giugno potrebbe esaurirsi soltanto alla fine del mese o addirittura nei primi giorni di luglio, mantenendo valori termici ben superiori alla media stagionale.

A delineare il quadro è Lorenzo Giovannini, fisico dell’atmosfera dell’Università di Trento, che evidenzia come la persistenza dell’evento rappresenti uno degli aspetti più significativi. Le previsioni indicano infatti temperature elevate per tutto il resto di giugno, con una situazione che continua a destare attenzione soprattutto nelle regioni settentrionali.

Il centro della massa d’aria calda verso l’Italia

L’origine del fenomeno è legata alla risalita di una vasta massa di aria calda africana proveniente dal Nord Africa. A favorirne la permanenza sull’Europa meridionale è una cosiddetta “goccia fredda” posizionata sull’Atlantico, al largo del Portogallo. Questo sistema di aria più fresca contribuisce a spingere verso nord le correnti calde, alimentando l’anticiclone africano.

Finora la parte più intensa della massa d’aria ha interessato soprattutto Spagna e Francia, dove sono stati registrati valori termici particolarmente elevati. Nei prossimi giorni, però, il nucleo più caldo dovrebbe spostarsi verso il Nord Italia, determinando un ulteriore aumento delle temperature. Il periodo più critico è atteso tra il 28 e il 30 giugno, quando si potrebbero raggiungere i valori più alti dell’intera fase calda.

Le possibili evoluzioni del fenomeno

Resta ancora incerta la modalità con cui l’ondata di calore terminerà. Gli scenari principali presi in considerazione dagli esperti sono due. Il primo prevede un graduale indebolimento sia dell’anticiclone africano sia della goccia fredda atlantica, con un lento ritorno a condizioni più stabili.

La seconda ipotesi contempla invece l’arrivo di una perturbazione dall’Atlantico capace di interrompere bruscamente la fase calda. In questo caso il contrasto tra l’aria più fresca in ingresso e quella molto calda accumulata nei giorni precedenti potrebbe favorire fenomeni meteorologici intensi, con il rischio di forti raffiche di vento, temporali violenti e grandinate.

Estati sempre più lunghe e calde

Secondo gli studiosi, il fenomeno della risalita di aria calda dal Nord Africa non rappresenta una novità. A cambiare è soprattutto la durata e l’intensità degli eventi. Le ondate di calore tendono infatti a protrarsi più a lungo rispetto al passato e a presentare temperature sempre più elevate.

Il confronto con la storica estate del 2003 resta inevitabile, ma oggi il contesto climatico appare differente. Se allora il caldo eccezionale veniva considerato un evento fuori scala, oggi condizioni simili si ripetono con frequenza crescente. Per gli esperti, le estati caratterizzate da temperature molto elevate stanno diventando una costante, mentre sia le fasi di caldo estremo sia gli episodi di maltempo mostrano una maggiore persistenza rispetto al passato.

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